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Home Page > Dipendenze > Notizie ProVita di novembre: legalizzare la droga “leggera”?
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Cannabis: “una fogna terminale spacciata per diritto”. È questo il titolo del nuovo numero della rivista Notizie ProVita.

E’ una citazione di William S. Burroughs,  un artista statunitense, vicino al movimento della Beat Generation, uno che di droga se ne intendeva…

Pubblichiamo qui l’editoriale.

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Mentre andiamo in stampa con il numero di novembre di Notizie ProVitala proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis – firmata dall’On. Giachetti e da altri 238 suoi colleghi – soffre una battuta d’arresto alla Camera e torna in Commissione (almeno fino a dopo il referendum costituzionale?).
Ne siamo davvero contenti. La detenzione “per uso personale” di qualsiasi droga non è più reato da anni: aggiungere a questo una vera e propria liberalizzazione delle “canne” sarebbe un vero disastro sociale. Dal Sessantotto in poi, la cultura della morte è riuscita a far credere che la cannabis sia una “droga leggera”, il che è falso: ha devastanti effetti neurologici, soprattutto sul cervello degli adolescenti (la percezione si altera, le capacità di ragionamento, di concentrazione e di riflessione della zona prefrontale del cervello non si sviluppano o regrediscono, subentrano psicosi, apatia, schizofrenia e attacchi di panico…), e dà dipendenza.

Di fronte a una proposta del genere, ProVita non poteva restare indifferente: abbiamo pubblicato molti articoli qui sul nostro portale, e ora dedichiamo all’argomento anche il Primo Piano di questa rivista. Non abbiamo la pretesa di esaurire il tema delle droghe in queste poche pagine, perché i luoghi comuni da sfatare – soprattutto nell’interesse dei nostri ragazzi – sono moltissimi.

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La cannabis fa molto male dal punto di vista fisico e psichico. E i danni che si vedono nell’immediato (bastano un paio di boccate per sentirsi male) sono niente rispetto a quelli a lungo termine. Il fatto che siano lecite e diffuse altre pratiche che possono essere nocive o dare dipendenza (alcol, fumo, gioco d’azzardo…) non può essere una scusa per diffondere legalmente anche la droga. La legalizzazione, poi, non serve a combattere la criminalità, né a svuotare le carceri, né a concentrare maggiori risorse nel contrasto alle droghe pesanti: lo dice un magistrato che da anni combatte i narcos e la ’ndrangheta.

E non è vero che la lotta allo spaccio è fallimentare: negli ultimi dieci anni il traffico è diminuito sensibilmente. E se anche la lotta ai crimini non fosse efficace, sarebbe questo un buon motivo per abrogare il codice penale? Del resto dalle comunità di recupero, si alza un chiaro, forte, unanime: «NO alla legalizzazione!». Leggete le testimonianze che abbiamo raccolto. Ma, soprattutto, uno stato civile non può legalizzare ciò che fa male, non può legalizzare ciò che dà dipendenza: dipendenza vuol dire ricattabilità; dipendenza è il contrario di libertà. La verità è che i cultori della morte vogliono una gioventù istupidita; vogliono una società di persone deboli, in crisi, facilmente addomesticabili e governabili.

Noi – finché avremo voce – ci opporremo a tutto questo, e speriamo che il buon senso prevarrà.

Un numero di Notizie ProVita, questo, da leggere e da diffondere anche tra i più giovani!

Toni Brandi

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contro l’inerzia delle autorità di fronte alla mercificazione delle donne e dei bambini

 

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