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Home Page > Famiglia e Economia > Embrioni: una (strana) melodia per favorirne lo sviluppo
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Si dice che qualcuno nasca con la “musica nel sangue” riferendosi alla predisposizione personale particolarmente accentuata nei confronti della musica. Nel caso degli embrioni conservati presso l’Istituto Marqués di Barcellona, invece, pare proprio che il concetto di “musica nel sangue” vada interpretato in senso strettamente letterale.

Emiliano Toso, biellese di 41 anni, di professione biologo, compone melodie funzionali alla stimolazione delle cellule per consentirne un sano sviluppo, in una serena armonia con la propria anima. Questo nuovo concetto di musica, pare essere il risultato della fusione di molteplici ideologie: sincretismo, gnosi, buddismo, evoluzionismo, ecc.

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Nel tentativo di definire più specificamente le funzioni delle sue melodie, il compositore specifica, nel suo cd Translational, che «quando viviamo una particolare emozione, ognuna delle nostre cellule filtra e percepisce vibrazioni che si riflettono sullo stato di tutto il corpo. Ogni giorno queste vibrazioni interagiscono con messaggeri biochimici che orchestrano le nostre attività consce e inconsce. La loro azione non si limita alla sfera personale, ma raggiunge l’espressione di gruppi, comunità e società con dinamiche che si sono sviluppate in milioni di anni per sostenere e aiutare l’essere umano nella propria evoluzione. La traslazione in musica di queste vibrazioni universali può aiutare a comprendere e migliorare lo stato di benessere e di cooperazione a diversi livelli di complessità e di organizzazione: cellula, uomo, umanità…e riavvicinarci alla nostra Anima».

Forse qualcuno dovrebbe spiegare a cotanta filosofia che la musica che l’embrione vuole e deve sentire è quella del battito cardiaco e del respiro della madre. Anche nei primissimi giorni dal concepimento, da subito comincia a dialogare con lei (quando non sta congelato in una provetta), quando la madre neanche sa ancora di essere incinta!

Un intento di per sé lodevole, se non fosse che queste composizioni per qualcuno saranno un “inno alla vita”, per qualcun altro una marcia funebre: gli embrioni dell’istituto spagnolo, giovanissimi uditori delle note “biomusicali”, sono infatti destinati alla triste pratica della fecondazione artificiale.

embrioni_sovrannumerari_adoziooneI pochi sopravvissuti alla fecondazione artificiale potranno godere di questa musica (dagli effetti incerti, alla luce dei principi a cui si ispira il suo compositore), ma probabilmente non di una famiglia: basta una semplice ricerca sul sito ufficiale dell’Istituto, infatti, per leggere, sotto la voce “Trattamenti per donne single / coppie omosessuali”, che “la maternità in solitario è un’opzione sempre più estesa nella nostra società. Come lo è quella di coppie di donne che desiderano avere un figlio insieme”.

Questo il concetto di Natura richiamato da Toso per la composizione di una musica che vorrebbe accompagnare questi embrioni a processi di sviluppo che di “naturale” non hanno niente; questa l’ipocrisia che nega ai bambini il diritto di crescere in una famiglia costituita da un padre e da una madre ma che, contestualmente, offre l’opportunità di sviluppare le proprie cellule con musica new age (probabilmente, nella maggior parte dei casi, esclusivamente per l’interesse degli acquirenti a ricevere un prodotto il più perfetto possibile), sono i sintomi di una società malata che, nonostante sostenga formalmente la “difesa delle minoranze più deboli”, continua a privilegiare i ricchi ed i potenti, assecondando i loro desideri a discapito di chi, se potesse optare tra un cd di musica e una famiglia, non avrebbe di certo l’imbarazzo della scelta.

Elia Buizza

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