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Home Page > Campagne > Family Day – Brandi: Miliardi di profitti dietro l’agenda LGBT
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ProVita ha preso parte attiva nell’organizzazione del family day dello scorso 30 gennaio, come anche di quello del 20 giugno.

Questa Redazione sente pubblicamente di dover ringraziare in proposito tutto il Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

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Ci si consenta, però, un grazie particolare al nostro Presidente, Toni Brandi, che ha dato un contributo fondamentale, con la sua determinazione, la sua costanza, la sua pazienza e la sua capacità di gestire e risolvere problemi pratici e gestionali di risorse umane e non solo.

Riportiamo, di seguito, il filmato del suo intervento appassionato e una breve rassegna stampa.

family day_follaAll’inizio ha preso atto della sempre più ampia diffusione, anche in Italia, della aberrante pratica dell’utero in affitto e della fecondazione artificiale: “Sempre più bambini non sapranno su quali tombe andare a piangere i propri genitori”. Questo portale ha dato spazio più volte alle testimonianze delle persone oggi adulte che manifestano disagi della personalità, anche gravi: essi, sul web, “cercano il proprio padre o la propria madre perché nati in provetta o in un utero di una madre sconosciuta!”

La parte più originale e interessante dell’intervento di Brandi è però questa: “Rendiamoci conto del perché le teorie del gender, i matrimoni e le adozioni gay sono diventate la priorità delle politiche del mondo occidentale oggi.        
Dietro alle industrie della procreazione artificiale, degli uteri in affitto e del cambiamento di sesso e della compravendita degli ovociti vi sono decine di miliardi di dollari (nel 2013, la rivista economica Forbes valutava il mercato mondiale LGBT a 3.000 miliardi dollari). Del resto: chi ci guadagna dall’educazione sessuale, cioè dalla sessualizzazione precoce dei nostri bambini, se non le industrie del condom, del porno e le industrie farmaceutiche che muovono centinaia di miliardi di dollari di guadagni?”      
Il popolo italiano non può permettere che queste multinazionali, assecondate da molti politici, continuino a fare profitti sulla pelle e il sangue di donne e bambini!

E conclude, ricordando che qualsiasi legge che riconoscesse le unioni civili gay sarebbe il primo passo verso i matrimoni e le adozioni gay come è accaduto in tutti gli altri Paesi che ci sono passati, dall’Argentina al Regno Unito: quindi  No alla legge Cirinnà senza se e senza ma!

Rassegna stampa

CNN

The Guardian

DPA International (agenzia di stampa tedesca)

Il Giornale

Il Tempo

Il Corriere.it (cita le parole di Brandi, senza nominarlo)

Il Sussidiario

La Nuova Bussola Quotidiana

RossoPorpora

Il Timone

In Terris

Radio Radicale

Il Manifesto

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