Home Page > Famiglia e Economia > Glow, un’alternativa alla fecondazione artificiale
MaxLevchin

UN PROGRAMMA DI CONDIVISIONE PER DIFFONDERE I METODI NATURALI E CONDIVIDERE I COSTI LEGATI ALL’INFERTILITÀ.

Vi abbiamo già parlato di Glow (leggi qui), l’app sviluppata da Max Levchin, il fondatore di PayPal, per diffondere la conoscenza e l’impiego dei metodi naturali. L’applicazione vuole fornire un’alternativa valida e scientifica al ricorso alla FIVET rendendo il più possibile facile e intuitivo il ricorso ai metodi naturali di regolazione della fertilità.

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Vediamo meglio come funzione Glow, che si propone di essere più di una semplice app. Esistono già metodi per la registrazione del ciclo della fertilità, cartacei e anche on line, come quello proposto dall’associazione Woomb (guarda qui). Glow va oltre. Per prima cosa aggiunge alla possibilità di esecuzione online la facilità d’uso grazie a una grafica semplice e intuitiva e la possibilità di poter essere eseguito direttamente sugli smartphone, decisamente più comodo che dover ricorrere ogni volta alla pagina web.

L’applicazione fornisce un calendario dei giorni fertili intuitivo, basato su un sistema di colori, e raccoglie giornalmente tutte le principali informazioni necessarie all’elaborazione statistica della previsione: eventi stressanti, risultati di eventuali test di gravidanza, temperatura corporea, muco cervicale ecc. ecc.
Inoltre Glow crea una vera e propria rete sociale, che possiamo dire No Profit.

Il programma prevede un costo di affiliazione di 50 $ che tutti gli utilizzatori devono versare al primo dei dieci mesi di impieghi dell’app. L’intero ricavato è destinato a supportare le coppie che al termine dei dieci mesi di impiego dei metodi naturali continuano ad avere problemi di infertilità, rimborsando i costi degli screening medici. Gli sviluppatori del programma non trattengono nulla.

Glow, più che una app è un vero e proprio programma di affiliazione per quelle coppie che vogliono avere un bambino. Non solo, attraverso il contributo di affiliazione, Glow rappresenta anche un modo per ridistribuire il “costo” di una eventuale infertilità tra tutti i partecipanti al programma: il denaro versato dalle coppie che riusciranno ad ottenere una gravidanza sarà destinato a quelle coppie che hanno incontrato difficoltà.

Non sappiamo con precisione se i contributi previsti per gli interventi di screening dell’infertilità previsti da Glow possano o no spingere verso la fecondazione assistita. Tuttavia speriamo che la diffusione di Glow, e dei metodi naturali in generale, contribuisca a ridurre il ricorso alla fecondazione artificiale e soprattutto a riscoprire la dignità e il valore della procreazione e della genitorialità responsabile.

Il sito ufficiale di Glow First: www.glowing.com

di Giovani Prolife/TE

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