Attendere prego

Home Page > Famiglia e Economia > Utero in affitto: il video dello spot di ProVita al cinema
utero in affitto_spot_provita-min

ProVita ha ottenuto – grazie ad un generoso sostenitore – la possibilità di proiettare in diversi cinema, tra qualche giorno, un breve spot contro l’utero in affitto.

Abbiamo inviato via newsletter, in anteprima,  a tutti i nostri amici il breve annuncio di 30 secondi.

Qui lo mostriamo a tutti i nostri Lettori. Condividetelo sui social, su whatsapp

Sei un ProVita?
Seguici su Twitter



Questo breve spot ci permetterà di trasmettere un messaggio incisivo a tante persone che forse non hanno mai riflettuto sulla natura e sulle conseguenze della nuova forma di tratta di esseri umani chiamata utero in affitto.

Le donne sono trattate come schiave, i bambini sono comprati come prodotti commerciali e sono separati dalla mamma subito dopo la nascita e per sempre.

La nostra campagna contro la cosiddetta maternità surrogata continua dunque più forte che mai.

Ricordate di firmare la nostra petizione (clicca qui se non hai ancora firmato). E se avete già firmato, inviatela a amici e familiari.

La petizione è particolarmente importante in quanto è necessario “svegliare” le autorità, le quali fanno ben poco per ostacolare le agenzie straniere che promuovono l’utero in affitto in Italia, non fanno nulla per impedire a ricchi e potenti Italiani di andare all’estero a comprarsi i bambini…

Grazie! Sempre avanti per la Vita e la famiglia!

Toni Brandi


#STOPuteroinaffittofirma e fai firmare qui la petizione 

contro l’inerzia delle autorità di fronte alla mercificazione delle donne e dei bambini

 

Sostieni Pro Vita

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (3 votes, average: 2,33 out of 5)
Loading...

2 Commenti, RSS

  • Lorenzo Manes

    dice su:
    27/11/2016 alle 20:37

    Heather doveva pensarci prima

    • Redazione

      dice su:
      28/11/2016 alle 06:42

      E’ vero. Ha sbagliato. Se , però, lei approfondisce la cosa, vedrà che quando da una parte passa la mentalità che “si aiuta” chi non ha figli (e in questo il fatto che la legge lo consenta è determinante), dall’altra c’è il bisogno economico, se in più ci mette la capacità di certi “venditori” senza scrupoli di abbindolare i clienti, è facile per le persone fragili cadere nell’errore. Per questo la legge deve vietare certe cose e deve punire chi induce le donne a farle: è un modo per tutelare le persone fragili come Haether… Se no, le leggi a che servono?

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati