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Home Page > Filosofia e morale > Pedofilia – Che male c’è, se non fa male?
Pedofilia

Da tempo abbiamo denunciato il lavorio lento e paziente delle forze del male tese allo sdoganamento della pedofilia.

Ora leggiamo sull’ Huffington Post  l’outing di Todd Nickerson, un graphic designer americano, pubblicata sul sito Salon.com  e dal Daily Mail

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Riprendiamo la parte rilanciata dall’Huffington Post.

“Mi chiamo Todd Nickerson e sono un pedofilo. Questo vi sorprende, vero? Non molte persone hanno il coraggio di condividere la propria storia, anche se per una buona ragione. Confessare un’attrazione sessuale verso i bambini è come confessare di appartenere ad una delle categorie più infime della Terra, quella che ti preclude ogni possibilità di vivere una vita normale. Eppure non sono il mostro che pensate che io sia. Non ho mai toccato un bambino nella mia vita e mai lo farò, né ho mai posseduto materiale pedopornografico.

Ma la definizione di pedofilo, chiederete, non è quella di “chi molesta i bambini”? Non è proprio così. Nonostante “pedofilo” e “molestatore di bambini” siano spesso utilizzati come sinonimi dai media, di base un pedofilo è qualcuno che è sessualmente attratto da un bambino. Tutto qui. Non è detto che metta in pratica questo desiderio con un bambino in carne ed ossa. Alcuni pedofili lo fanno, altri no. Dal momento che il potere del tabù ci fa rimanere nell’ombra, è impossibile sapere quanti pedofili non offensivi ci siano lì fuori, di sicuro sono molti e soffrono in silenzio. Ecco perché ho deciso di parlare”.

E la storia continua: a 12 anni si sente attratto da bambine molto più piccole di lui, subisce violenza sessuale, ma non ne è traumatizzato più di tanto. Poi ci spiega che secondo alcuni la pedofilia è una questione genetica, o congenita, o determinata dall’ambiente… insomma la “colpa” è di tutto e di tutti meno che del pedofilo.

Ogni pedofilo si sente inadeguato, poco attraente, sbagliato, insicuro, soprattutto durante il periodo dello sviluppo, può essere dannoso e portare il soggetto a soffrire anche di depressione o obesità. “È il tabù stesso che influenza negativamente questi giovani vulnerabili”. Insomma la “colpa”, anche qua è della “pedofobia”.

Si è salvato dalla depressione quando si è accorto di non essere solo.

“Grazie al sito Virtuous Pedophiles, Nickerson ha scoperto che si può uscire allo scoperto”. Si tratta di pedofili inoffensivi, che non toccano e non toccheranno mai un bambino neanche con un dito, “quindi, per favore, siate comprensivi… Trattateci come persone con un enorme handicap, non come mostri…”

Insomma, basta così. Se volete dettagli cliccate sui link. L’Huffington Post non commenta. Però, veramente, questo tizio suscita tanta pena…

Come essere umano, come individuo, va amato, aiutato e – direi – curato. Ma cosa vorrebbe che si facesse? Che vuol dire “siate comprensivi”?

Sembra che, nelle occasioni mondane, quando ci si presenta si dica “Piacere Mario Rossi”, “Lei che fa?”, “Sono ingegnere, pedofilo, buono” ( o omosessuale, o eterosessuale o “solosessuale“, o via discorrendo).

La sfera sessuale è – dovrebbe essere – una sfera intima che emerge solo di fronte alla persona per cui si prova attrazione…

Insomma, prima di chiudere questo post, andiamoci a rileggere qui e qua: è ovvio, che – per ora – non si dica apertamente che la pedofilia è normale. Però, intanto se ne parla e se ne parla come qualcosa di “innocuo”. E poi cominciamo con i distinguo: scopriamo che ci sono “tanti pedofili buoni”. Proprio tanti, e proprio buoni, che fanno davvero tenerezza.

Da qui a comprendere la ignobile sentenza della Cassazione che ha riconosciuto le attenuanti a un uomo di 61 anni trovato a letto con una ragazzina di 11, il passo è davvero breve.

Quale finestra di Overton abbiamo aperto?

Redazione

PS: Se invece che l’outing di un grafico pubblicitario si fosse trattato di quello di un prete, l’articolo dell’Huffington Post sarebbe stato lo stesso?

DIFENDIAMO I BAMBINI E LA FAMIGLIA DALLA LEGGE CIRINNA’

 

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