Home Page > Notizie dal mondo > L’Ungheria difende davvero la famiglia. Altro che Renzi ed Alfano…
Ungheria_famiglia_concepimento

Mentre l’Italia cede alle pressioni dell’ideologia omosessualista contraria alla famiglia naturale, nell’Europa dell’Est si assiste ad una vera e propria rinascita spirituale.

I Paesi schiacciati per decenni dal tallone degli antenati di quanti oggi a Roma si inventano il “matrimonio gay”, obbedendo ai diktat di ricchi gruppi finanziari a cui poco interessa la difesa dei poveri, hanno invece capito l’importanza di difendere la famiglia, cellula base della società e pre-esistente ad ogni ordinamento giuridico e statale.

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Tra questi, basti pensare alla Polonia e all’Ungheria, Nazioni cristiane oggetto di pesanti attacchi da parte delle istituzioni dell’Unione europea. Nazioni orgogliose della propria identità e della propria sovranità, decise ad opporsi senza complessi di inferiorità e con coraggio alla follia delle lobby LGBT.

Ma la loro non è solo una strategia difensiva, fatta di meri divieti.

Orban-Viktor_Ungheria_famiglia_popolazione

Il premier ungherese Viktor Orban

Prendiamo per esempio l’Ungheria, governata dal premier Viktor Orban. A differenza di Renzi, Alfano e della pletora di politici italiani (di ieri e di oggi) che prendono voti promettendo di mettere al centro del loro lavoro l’aiuto economico alle famiglie, Orban le famiglie le aiuta sul serio.

Nel dicembre scorso, infatti, il governo di Budapest ha stabilito che alla nascita del terzo figlio i genitori riceveranno 32.000 euro e potranno pure richiedere un prestito della stessa cifra.

Il portavoce del governo Zoltan Kovacs ha dichiarato che tale benefit – fornito a chi lavora a tempo pieno – sarà erogato quando il bambino avrà compiuto sei mesi, permettendo così ai genitori di tornare al lavoro al più presto.

Inoltre, d’ora in poi, nei piccoli centri abitati, se almeno cinque famiglie faranno domanda per aprire un asilo nido, le istituzioni locali dovranno attivarsi perché ciò sia possibile a partire dall’anno successivo alla richiesta. Finora, infatti, solo le città con più di diecimila abitanti avevano l’obbligo di fornire servizi per la cura del bambino. Ecco come si coniugano esigenze lavorative e tutela della famiglia.

Questo accade in un Paese democratico dell’Unione europea, nel XXI secolo. Questa è la vera civiltà. L’Italia, Patria del diritto, dovrebbe solo vergognarsi. E magari imparare qualcosa.

Redazione

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8 Commenti, RSS

  • giulia giulia

    dice su:
    27/02/2016 alle 22:52

    Ancora non mi convince l’idea che far di tutto per spedir i figli all’asilo nido a pochi mesi sia la soluzione migliore per le famiglie…e in particolare per i bambini!

  • italo montoro

    dice su:
    28/02/2016 alle 11:43

    c’è solo da imparare e cercare di fare anche meglio.
    sollecitate qualche parlamentare “cattolico” verace a formulare URGENTEMENTE un ddl per lo meno identico E CERCHIAMO DI CALENDARIZZARE LA DISCUSSIONE IMMEDIATAMENTE.

  • Maria Cristina Tacchella

    dice su:
    28/02/2016 alle 23:11

    Secondo me per aiutare la famiglia e soprattutto i bimbi invece di far tornare la madre al lavoro dopo 6 mesi ….darei la possibilità di rimanere a casa fino ai 3 anni del bambino ed i 32.000 euro li darei diluiti in questo periodo. .

  • Giuseppe Marchetti

    dice su:
    29/02/2016 alle 10:30

    Comunque sia è la famiglia che si tutela non le coppie un tanto al chilo, è il programma di vita che si istituisce, non un sussidio da sparpagliare alle coppie di qualsiasi genere. I dettagli si possono sempre modificare, ma lo spirito della legge ungherese resta: il nucleo familiare costituito da uomo-donna va difeso e aiutato.

  • Francesco M.

    dice su:
    01/03/2016 alle 17:28

    Questi al governo la vergogna non sanno cosa sia. In compenso traboccano dell’arroganza e della prepotenza tipica di chi ormai rappresenta solo se stesso. Queste leggi a tutela della famiglia possono venire solo da governi veramente cattolici. In Italia il popolo è ancora cattolico ma non è rappresentato. Gandolfini fatti avanti

  • Serena mor

    dice su:
    03/03/2016 alle 17:43

    scusate, in Ungheria esistono dal 2009 le unioni civili… per dire…dopo vedete voi.

    • Redazione

      dice su:
      03/03/2016 alle 21:57

      Scusate: in Ungheria è stata modificata la costituzione che espressamente prevede il matrimonio solo tra un uomo e una donna
      http://www.gayprider.com/ungheria-nuova-costituzione-in-vigore-no-a-matrimonio-gay/

      • Stefania Oliva

        dice su:
        28/05/2016 alle 15:11

        In Italia abbiamo già una Costituzione che prevede espressamente il matrimoni tra uomo e donna, purtroppo però la nostra Costituzione viene puntualmente calpestata, ignorata od osannata, solo quando è arma strumentale al volere di questa o quella categoria. Anche noi dobbiamo modificarla e dobbiamo farlo in modo che non ci siano interpretazioni di sorta che tengano…insomma ci vogliono ordine e chiarezza.

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