Home Page > Notizie dal mondo > Pedofilia che non fa notizia (se non coinvolge i preti…)
emergenza_pedofilia_Don Fortunato

Nel mondo delle news, assetato di eventi forti in grado di attirare l’attenzione, stupisce che non si sia spesa una sola parola per raccontare la triste vicenda che ha colpito anni fa Adam, un bambino russo adottato da una coppia gay con il meccanismo della stepchild adoption.

Mark J. Newton e il suo compagno Peter Truong, due esperti informatici, facevano parte di quell’anello pedopornografico definito Boy Lovers Network, una rete internazionale di pedofili.

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La coppia in prima istanza aveva prima cercato una madre surrogata negli Stati Uniti, senza riuscirci, poi avevano deciso di rivolgersi a una donna russa che aveva accettato, dietro pagamento di 8000 dollari, di prestare l’utero per poter mettere al mondo il “loro” bambino. Il padre biologico del piccolo Adam è Mark Newton, mentre Peter Truong era considerato il padre adottivo. Il neonato è stato consegnato alla coppia solo cinque giorni dopo il parto, nel 2005.

Una volta rientrata negli USA la coppia ha riempito le reti televisive con le loro interviste in cui raccontavano la storia di come erano riusciti, attraverso la rete, a trovare la madre surrogata che aveva permesso loro di coronare il sogno di diventare papà.

Il bambino aveva solo 22 mesi quando venne abusato dai ‘genitori’ per la prima volta. Da quel momento in poi gli abusi si sono susseguiti e quello che accadeva in quella ‘famiglia’ sui generis veniva videoregistrato e immesso nella rete del circolo pedopornografico.

In un momento successivo il bambino è stato anche messo a disposizione di altri membri dello stesso circolo di pedofili in Australia, Francia, Germania e negli Stati Uniti.

Il primo arresto di Newton e Truong è avvenuto nell’estate del 2011 dopo che la polizia australiana aveva scoperto del materiale pedopornografico che ritraeva la coppia con il bambino, materiale che era stato trovato in possesso di cultori australiani dello specifico orientamento sessuale.

All’inizio i due avevano affermato che il loro arresto era legato solo al fatto di essere una coppia gay, affermazione prontamente smentita dall’ispettore Jon Rouse che dirigeva la task force antipedofilia Argos, il quale ha dichiarato all’emittente Seven News: “Se si fa del male a un bambino, non mi interessa il genere di chi compie l’azione. Il nostro interesse è il bambino e non la vostra preferenza sessuale”.

Mark Newton è stato condannato a 40 anni di carcere per abusi sessuali commessi su un bambino russo adottato, mentre il suo compagno Peter Truong è stato condannato a 30 anni di reclusione, sempre negli Stati Uniti.

Essere padre è stato un onore e un privilegio che ha scandito i migliori sei anni della mia vita”, ha affermato Newton poco prima della lettura della sentenza che lo condannava.

A questo punto sorge una domanda: nel momento in cui la Chiesa Cattolica è sotto assedio per gli scandali sulla pedofilia accaduti trenta o quaranta anni fa, come mai invece questa notizia non riesce ad emergere in Italia?

La Rosa Bianca

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7 Commenti, RSS

  • Tommaso Mazza

    dice su:
    04/03/2016 alle 10:44

    cara redazione,
    condivido i vostri principi e le vostre preoccupazioni. la vicenda che riportate e’ rivoltante. Ma non riportate il fatto che la condanna risale a due anni fa, anzi, dai termini usati nell’articolo il lettore evince che l’evento della condanna sia di questi giorni. La notizia fu riportata da diversi media internazionali (soprattutto australiani – i media italiani lasciamoli perdere). Ma non ha senso aspettarsi di vederla oggi.
    saluti
    Tommaso

    • giulia giulia

      dice su:
      04/03/2016 alle 14:56

      Ha senso riportare la notizia nel momento in cui, come ultimamente, si instaura un dibattito sull’utero in affitto ed ogni parte porta le proprie ragioni

  • dina nerozzi

    dice su:
    04/03/2016 alle 13:07

    E’ vero il fatto risale al 2014, e sarebbe stato bene farlo presente, ma la domanda posta era come mai i media in Italia non ne hanno dato notizia mentre vengono ripetutamente riortate notizie sui preti pedofili risalenti a trenta quaranta anni fa? Esclude il Signor Tommaso Mazza che fenomeni analoghi si siano potuti ripetere anche se noi non ne veniamo a conoscenza?
    Adesso il Parlamento italiano sta varando la legge sulle unioni civili, forse non è male ricordare anche a loro quello che potrebbe accadere.

  • Ezio Quattrociocchi

    dice su:
    05/03/2016 alle 06:33

    È una notizia RACCAPRICCIANTE, solo questo dovrebbe far VIETARE per sempre qualsiasi tipo di adozione gay.
    Ormai nella nostra società contano solo i desideri/diritti di chi , avendo molto denaro e potere, può comprarli.
    Nessuno, soprattutto a sinistra (vergognoso) riflette su questa questione: stanno lottando per dare la possibilità ai ricchi di fare ciò che vogliono? Questa è la nuova frontiera della sinistra? Disoccupati, chi se ne frega! Loro lottano per chi ha un bel conto in banca…da bimbo mi dicevano:” l’erba Voglio non cresce nel giardino dei Re”, adesso l’hanno seminata e sta per spuntare rigogliosa.
    La sinistra è morta! Molti si staranno rivoltando nelle tombe…

    • dina nerozzi

      dice su:
      07/03/2016 alle 10:38

      No, l’obiettivo è un altro: a che servirebbe il matrimonio omosessuale se poi non si consente loro di poter avere dei figli? Il senso del matrimonio non è quello di mettere al mondo dei figli? Bene, allora tutto ciò significa che lo Stato dovrà garantire, a spese della collettività, i figli anche alle coppie gay attraverso la gestazioni per altri.
      Questo è l’obiettivo a breve termine.
      L’obiettivo a lungo termine è il passaggio del processo procreativo dalla gratuità della natura alla sua commercializzazione su larga scala. E’ il sogno lungamente accarezzato dell’uomo che si sostituisce a Dio.

  • Lucia D'Anna

    dice su:
    15/03/2016 alle 13:28

    E’ una situazione che ho sempre previsto, temuto , saputo. Se non si pongono limiti alle pulsioni individuali, si va incontro a ogni situazione aberrante, ancora peggiore di questa.Lucia

  • Marina Ragni

    dice su:
    23/03/2016 alle 22:59

    D’ accordissimo con il commento molto lucido della Sig.ra Nerozzi….del resto anche il peccato originale ha avuto le stesse motivazioni…

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