Home Page > Giurisprudenza e Amministrazione > Planned Parenthood – Veto di Obama a taglio finanziamenti
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Il presidente Barack Obama ha posto il veto sulla legge approvata dal Senato e dalla Camera dei deputati americani che avrebbe tagliato i cospicui finanziamenti pubblici alla Planned Parenthood Federation.

Il provvedimento, inoltre, avrebbe abrogato la parte della riforma previdenziale di Obama (“cd. Obamacare) che obbligava tutti i datori di lavoro a pagare gli aborti dei dipendenti, tra le altre spese sanitarie.

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Obama ha detto che ha posto il veto perché la legge avrebbe “invertito il significativo progresso che abbiamo fatto per migliorare l’assistenza sanitaria in America”.

La Camera aveva approvato 240 a 181 la legge (i Repubblicani hanno votato 239 sì e 3 no, i Democratici hanno votato 1 sì e 178 no).

Il veto di Obama era previsto e scontato. I pro life, però, sperano che serva a favorire l’elezione di un Presidente pro vita e – vista la maggioranza parlamentare, una legge del genere passerebbe sicuramente, nel 2017.

Il Parlamento può tentare una nuova votazione per ignorare il veto (come accade in Italia con il veto presidenziale), probabilmente il 26 gennaio, poco dopo la marcia per la vita di Washington (quando da noi si riuniranno per discutere la legge Cirinnà). Ma per ignorare il veto presidenziale servirebbe una maggioranza di 2/3 che forse sarà difficile ottenere sia alla Camera che al Senato.

La questione è particolarmente sentita in America perché a prescindere dalla posizione sull’aborto, l’Americano medio non tollera le restrizioni alla libertà di pensiero e di coscienza. Quindi l’Obamacare è molto invisa per questo motivo. E – soprattutto – non sopportano di esser costretti a finanziare la Planned Parenthood con i tributi che essi pagano.

La legge in questione assegnerebbe i fondi che finora sono stati dati alla PPF, a centri di sostegno per le madri in difficoltà.

Se a qualcuno fosse sfuggito, sarà bene ricordare che le cliniche della Planned Parenthood sono state sempre coinvolte in questioni di pessima amministrazione, scarsa considerazione delle donne, abusi, violazioni di norme, tanto che molte di esse vengono chiuse in continuazione. Ma – a livello nazionale – la PPF è stata coinvolta da questa estate in uno scandalo che ha toccato parecchio la sensibilità degli americani: il giornalismo investigativo di Live Action ha provato che, in palese violazione di legge, la Planned Parenthood faceva mercato dei bambini abortiti e dei loro organi, spesso senza il consenso delle madri, spesso alterando la procedura abortiva per tenerli in vita fino al momento dell’espianto.

Redazione

Fonte: LifeNews

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