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Home Page > Notizie dal mondo > Washington: ambasciata cinese rifiuta la petizione contro l’aborto forzato! 
Littlejohn and Smith in front of Chinese Embassy aborto figlio unico Cina

L’Ambasciata cinese a Washington rifiuta di ricevere le 200.000 firme raccolte da contro l’aborto forzato! 

Washington, DC, Reggie Littlejohn, Presidente di “WomenRightsWithoutFrontier” (Diritti delle Donne senza Frontiere) e l’On. Chris Smith hanno guidato una delegazione di membri del Congresso all’Ambasciata cinese per presentare le 200.000 firme raccolte nella petizione contro gli aborti forzati e selettivi. Nonostante i ripetuti tentativi, il personale dell’Ambasciata ha rifiutato l’accesso.

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Littlejohn ha dichiarato: “Queste 200.000 firme vengono da persone di 70 paesi e rappresentano una diffusa protesta internazionale contro l’aborto forzato e la discriminazione sessuale in Cina. Attraverso le finestre dell’Ambasciata ho potuto vedere persone presenti negli uffici. Abbiamo suonato il campanello numerose volte ma nessuno ha mai risposto o aperto la porta. Tale rifiuto è prova del del modo in cui il Partito comunista cinese risponde a tutte le critiche sulla situazione dei diritti umani in Cina. Possono rifiutare di accettare la nostra petizione ma non ci faranno tacere. Continueremo ad alzare la voce in nome delle centinaia di milioni di donne che sono state costrette ad abortire, fino al nono mese di gravidanza, e di quelle che stanno per essere selettivamente abortite, solo per il fatto che sono donne. Queste pratiche costituiscono un crimine contro l’umanità e non ci fermeremo finquando questa violenze contro donne cesseranno “.

L’On. Smith, instancabile sostenitore de diritti umani i Cina, ha dichiarato: “Venerdì scorso il Dipartimento di Stato nel suo rapporto del 2012, ha dichiarato che il tasso quotidiano di suicidi femminili in Cina è salito a 590 casi al giorno. Il rapporto osserva che il numero dei suicidi delle donne è il triplo dei suicidi degli uomini. Le ragioni sono la la tradizionale preferenza per i figli maschi e la politica del figlio unico, questa è una vera guerra contro le donne”.

Le 200.000 firme sono state raccolte mediante il film “E ‘una ragazza” che documenta la discriminazione sessuale in India e in Cina, in collaborazione con WomenRightsWithoutFrontier.

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