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Home Page > Aborto > Aborto on line, con le “mammane” della rete
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I nostri  Lettori sanno dell’azione mortifera delle Women on Waves :l’associazione che porta l’aborto dove non è legale, con ogni mezzo possibile.

Anche nella versione Women on Web, offre informazioni on line per chi volesse un aborto farmacologico “fatto in casa”, “fai da te”. Ma queste non erano le femministe che strillavano a gran voce contro l’aborto clandestino?

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Comunque, in proposito, ci ha scritto un ginecologo. Un medico che dà il suo parere tecnico sull’aborto consigliato dalle Women on Web.

A lui la parola.

«Mentre cercavo il nome del principio attivo di un farmaco su Google mi viene fuori come primo risultato della ricerca: “Come eseguire un aborto farmacologico?” e cliccandoci sopra mi ritrovo sul sito “Women on Waves” nella versione “Women on Web”, di cui forse avete letto qualcosa già qui o qui.

Su questo sito si incoraggia in modo sconsiderato a praticarsi un aborto “da sola”…in modo “sicuro” (dicono le mammane della rete):
Le donne possono procurarsi un aborto da sole fino alla 12^ settimana di gravidanza usando unicamente il misoprostolo (Cytotec -Misodex ). Questa pagina web ti darà informazioni necessarie sull’uso sicuro di solo Misoprostolo : quali precauzioni bisogna prendere, come agisce il medicinale, qual è la dose più efficace, che cosa dovrebbe aspettarsi la donna dopo averlo assunto e quali sono le possibili complicanze

Ma non c’è la legge 194 del 1978, che all’art. 1 recita : “ Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile , riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio” ?
Se non avessi lavorato per tanti anni in un reparto ospedaliero di ostetricia e ginecologia potrei anche crederci, che lo Stato si preoccupa di tutelare la vita umana dal suo inizio!

Cerco sul dizionario il significato di “inizio: “ l’atto, il fatto di cominciare, di dare avvio a qualche cosa ; il primo momento del compiersi di un fatto, di un’azione, dello svolgersi di un processo ….( Treccani).
L’istante in cui inizia la vita è quello del concepimento. Eppure, assistiamo all’ “arrampicarsi sugli specchi” di tanti “ professoroni “ ognuno con la sua teoria, per far diventare lecito un atto che lecito non può mai essere: interrompere quel processo, iniziato con l’incontro dello spermatozoo con l’ovulo, che dà inizio alla vita è un omicidio.

L’art. 19 della legge 194 dice che chi provoca l’aborto ad una donna e/o la donna stessa che se lo procura , senza l’osservanza dalle norme stabilite dalla legge è punito/a con la reclusione.
Il sito delle “ moderne mammane” dice testualmente che : “ quando una donna è sicura di voler interrompere la gravidanza e di non avere nessun altra alternativa sicura, dovrebbe stampare e studiare attentamente le indicazioni” date da loro e procurarsi il Cytotec o il Misodex indicati per la prevenzione e terapia di ulcere gastroduodenali indotte da FANS (anti-infiammatori non steroidei, ad es. Voltaren, Aulin, ecc.): “Dovresti procurarti la ricetta da un medico amico, oppure cercare di comprarli senza, lamentando magari le suddetta patologia.

In alcuni casi questi medicinali vengono venduti sotto banco, senza la ricetta (particolarmente nelle piccole farmacie). A volte le medicine si possono acquistare al mercato nero.”

E’ da notare la malizia di queste persone che solo per decenza definisco “ irresponsabili”.
Nei casi in cui la donna dovrebbe rivolgersi al più vicino ospedale o medico per cercare aiuto (ad es. per un’ emorragia incontrollabile), nei paesi in cui la donna potrebbe essere perseguita per aver abortito , non è necessario che sveli al personale medico il tentativo di aborto: può dire semplicemente che ha avuto un aborto spontaneo. I sintomi sono precisamente gli stessi e i medici NON saranno in grado di vedere la differenza. Anche il trattamento è proprio lo stesso.
Il medico aspirerà con una cannula i resti dei tessuti embrionali rimasti nell’utero”.

Semplice vero? Un gioco da ragazzi…
Ci crederei anch’io se non avessi visto con i miei occhi ed affrontato con le mie mani le complicanze a cui può andare incontro una donna anche dopo un aborto spontaneo di poche settimane di gravidanza, figuriamoci di dodici!

Un feto a dodici settimane misura circa 10 cm (considerando anche gli arti inferiori) e ha finito la fase dell’organogenesi, cioè ha tutti gli organi e i tessuti formati: ha bisogno solo di crescere e maturare nel grembo materno. Insomma possiamo dire che un feto alla fine del terzo mese di gravidanza è un “piccolo uomo” o una “ piccola donna”. Non è “tessuto embrionale” o un grumo di cellule…

Quando arriva in ospedale una donna con un aborto spontaneo alla 12^ settimana, l’intervento si fa precedere una terapia con prostaglandine per via vaginale ( farmaci come il Misoprostolo) per aiutare il collo dell’utero a dilatarsi e si attende l’espulsione del feto morto). Se si esegue l’ IVG ( interruzione volontaria di gravidanza ) che secondo la legge si può fare fino a 90 giorni e cioè 12 settimane + 5 giorni, si può avere anche l’espulsione di un feto ancora vivo, ma che è destinato a morire in brevissimo tempo .
In tutte e due i casi, sia che il feto venga espulso, in toto o parzialmente, sia che non venga espulso, si procede all’intervento chirurgico, che consiste nel completare la dilatazione del collo uterino con degli strumenti cilindrici a diametro sempre maggiore fino a permettere il passaggio di una pinza ad anelli ed estrarre il feto, per intero o a frammenti, insieme alla placenta e alle membrane.
A questo punto si introduce una cannula nell’utero che aspira gran parte dei piccoli frammenti rimasti di tessuto e di coaguli ed il sangue liquido .
Successivamente si interviene con una curette a margini smussi che “raschia” le pareti della cavità uterina per rimuovere frammenti di tessuti fetali e placentari che rimangono attaccati.
Succede con una certa frequenza che, nonostante l’intervento sia stato eseguito nel migliore dei modi, rimangono dei frammenti di tessuto che essendo tenacemente attaccati alle pareti della cavità uterina non vengono rimossi, di conseguenza dopo qualche giorno o addirittura anche dopo qualche settimana si possono manifestare emorragie o infezioni con dolori addominali e febbre.
In questi casi è necessario tornare in sala operatoria per un ulteriore raschiamento dell’utero, associando una terapia antibiotica.

Come si può capire dalla descrizione dell’intervento: interrompere una gravidanza non è per nulla uno scherzo, come vogliono fare intendere le “cyber- mammane ” , per le conseguenti complicanze ( e ho solo descritto quelle più frequenti e prevedibili) che possono mettere in serio pericolo non solo la salute fisica e psichica ma anche la vita di una donna.
Eppure l’IVG entro i primi 90 giorni può essere invocata dalla donna che “ accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche , o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” ( art.4, legge 194/78)

Potevano scrivere che la donna che non vuole il suo bambino può eliminarlo con l’aborto:era più semplice e meno ipocrita.

Delle conseguenze fisiche e psichiche e dei seri rischi per la vita che la donna può correre e dei diritti del “concepito”, come viene definito dal testo di legge, ma che è sempre una persona umana non se ne parla!

Dobbiamo essere uniti per combattere la mentalità “buonista” che pervade ogni ambito della nostra vita, da quella civile a quella politica e anche purtroppo a quella religiosa.
Viviamo in una società malata, che non ha più punti di riferimento, valori, soprattutto per i giovani: ognuno è “libero” di fare quello che vuole anche se il suo comportamento danneggia non solo la società in cui vive ma l’umanità intera .
Le leggi di una società civile (e sottolineo “civile”) dovrebbero essere fatte per il bene comune.
Assistiamo, invece, passivi, in nome di una falsa libertà, alla promulgazione di leggi sempre più personalistiche, al fine di soddisfare il desiderio personale , anche quello più bizzarro e perverso.
“Che male c’è? ” ” Io chi sono per giudicare?” : sono queste le parole d’ordine che vanno per la maggiore e che servono agli sprovveduti per sentirsi a posto con la propria coscienza, ai potenti per manovrare le coscienze e sdoganare i comportamenti più abbietti e imporre leggi, che oltre a gridare vendetta al cospetto di Dio, sono contrarie alla legge naturale.
Dobbiamo essere uniti, soprattutto nella preghiera, perché dice il Signore che “ senza di me non potete far nulla” (Gv 15,4), e nella testimonianza, soprattutto con la nostra vita prima che con le parole, per proteggere la vita, il matrimonio e i nostri figli .

Ermete Valter Scotti


#STOPuteroinaffitto: firma e fai firmare  qui la petizione 

contro l’inerzia delle autorità di fronte alla mercificazione delle donne e dei bambini

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