Home Page > Notizie dall’Italia > C’è o non c’è l’insegnamento del gender nella “buona scuola”?
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La risposta è SI’. Nel ddl “Buona scuola”, detto anche ddl Renzi sulla riforma della scuola, l’ideologia gender s’è infilata, surrettiziamente, come sempre.

Andiamo con ordine e rispondiamo così anche ai diversi lettori che hanno commentato polemicamente i nostri precedenti articoli.

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Qui avevamo parlato dell’emendamento Martelli, votato di domenica, che introduceva l’insegnamento della “parità di genere”.

Poi il ddl è stato approvato alla Camera ed è passato al Senato. Nel passaggio – come e quando ancora non ci è del tutto chiaro – la “parità di genere” si è trasformata in “parità tra i sessi”.

Dato che i generi sono tanti, ma i sessi sono due, molti potrebbero concludere che allora la cosa è rientrata nei ranghi della normalità e della decenza.

Invece no.

L’emendamento Martelli così recita:

12. Il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all’articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013.

Questo è stato inserito nel punto 16 del maxiemendamento in discussione al Senato.

Quindi il ddl “buona scuola” fa propria questa l.119 del 2013 (già d.l. 93), in particolare all’art.5. Bludental

E indovinate di che si tratta? Si tratta di una legge che rimanda a un “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere”. Il testo integrale è facilmente reperibile sul sito istituzionale della Camera. In questo momento ci preme evidenziare alcune sue parti. La norma infatti persegue le seguenti finalità:

a) prevenire il fenomeno della violenza contro le donne; b) sensibilizzare gli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile anche attraverso l’adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli operatori medesimi; c) promuovere un’adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell’ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extra-curricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l’informazione e la formazione  degli  studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un’adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;  (…) i) prevedere specifiche azioni positive che tengano anche conto delle competenze delle amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking e delle esperienze delle associazioni che svolgono assistenza nel settore; l) definire un sistema strutturato  di  governance  tra  tutti  i livelli di governo, che si basi  anche sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche gia’  realizzate nelle reti  locali e sul territorio. [Come la rete READY?, NDR]

Come avete potuto leggere per esempio qui, quando dice “prevenire la violenza nei confronti  delle donne e la discriminazione di genere” che vuol dire? Vuol dire che si deve prevenire la violenza sulle donne – ok – E la discriminazione di genere, quindi non la violenza, ma un vaghissimo concetto di “discriminazione” di “genere”, appunto. Questo all’atto pratico vuol dire che l’Arcigay può entrare nelle classi delle nostre scuole di ogni ordine e grado a far lezione sulla “normalità” dell’omosessualità e della transessualità. 

Lo abbiamo già visto. E’ già successo. Continuerà a succedere.

Come avete potuto leggere la norma invoca formazione del personale e modifica dei libri di testo.

Ebbene sfido chiunque a trovare un libro di testo di qualsiasi materia di qualsiasi classe che inneggi alla violenza sulle donne o alla discriminazione della donna nei confronti dell’uomo, o alla superiorità dell’uomo sulla donna.

Se serve cambiare qualcosa, formare personale, cambiare testi, non è certo quindi allo scopo della non discriminazione femminile: SI VUOLE ALTRO.

La conferma ci viene da alcuni paragrafi, ancora più espliciti, se ce ne fosse bisogno, del “Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere” cui la legge 119 (a sua volta inclusa nel maxiemendamento) rinvia. Ebbene al paragrafo 5.2 del “Piano” possiamo leggere:

5.2. Educazione. (…) Obiettivo prioritario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazzi e ragazze, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere, culturale, religiosa, dell’orientamento sessuale (…) sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti, sia mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica.

Più chiaro di così …

Quindi, ricordate, che sì, il ddl “buona scuola” introduce propaganda ideologica nelle scuole dei nostri figli.

Francesca Romana Poleggi

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31 Commenti, RSS

  • enzo magnano

    dice su:
    25/06/2015 alle 22:27

    Leggete bene, se sapete leggere.e tu non mettere menzogne in giro, dicendi che nkn c’e’. Cosa ci guadagni a negare ?? P

  • verdiana lecca

    dice su:
    25/06/2015 alle 22:51

    Quindi che si fa? È sufficiente il consenso informato? È assurdo doversi difendere dalla scuola. …

  • Emanuel Galea

    dice su:
    27/06/2015 alle 14:36

    Dal parlamento non ci sta da aspettare nulla di buono e sui deputati “cattolici” non si può fare affidamento.(Unico Giovanaardi)
    Un milione a San Giovanni da trasformare in un milione di firme per un REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE.
    Da subito studiare quesiti e organizzare il “tam tam” via web.. Ce la faremo… E’ l’unica arma.

  • roberto castenetto

    dice su:
    27/06/2015 alle 15:42

    NON VI SIETE ACCORTI DI QUESTO: IL POF INFORMERA’ E SENSIBILIZZERA’ STUDENTI, GENITORI E DOCENTI SULLA VIOLENZA DI GENERE. MA DA QUANDO IN QUA UN POF SERVE A SENSIBILIZZARE DOCENTI E GENITORI, SE E’ SCRITTO DAI PRIMI PER ISTRUIRE I FIGLI DEI SECONDI? COSE DA PAZZI. E NOI DOVREMMO FIDARCI QUESTA GENTE CHE NON SA NEMMENO SCRIVERE UN ARTICOLO DI LEGGE? O MEGLIO CHE SCRIVE CHE CI INDOTTRINERANNO?

  • Adelchi Donolato

    dice su:
    28/06/2015 alle 23:16

    Si al referendum!!

  • elena scalese

    dice su:
    10/07/2015 alle 15:45

    Come possiamo fermare tutto questo scempio….ho terrore

  • enzo felici

    dice su:
    28/07/2015 alle 05:45

    Gentile Sig.ra Francesca Romana Poleggi, avrei piacere di capire come doveva essere scritto l’articolo di legge da Lei menzionato (5.2),lasciando compredere nel modo migliore possibile la difesa dell’IDENTITA’ di genere, (omossessuali,lesbiche,cristiani,musulmani,buddisti,bambini con famiglie “diverse” ecc.ecc.),tutti sappiamo che orma ci avviamo a diventare una società multiculturale,multietnica,multireligiosa, quindi ,se non si affrontano questi problemi immediatamente,considerando che è già tardi, quasi certamente avremo problemi più gravi in un prossimo futuro. Enzo Felici

    • FRP

      dice su:
      28/07/2015 alle 07:17

      Ecco:
      5.2. Educazione. (…) Obiettivo prioritario deve essere quello di educare al rispetto delle differenze, che sono occasione di confronto e di crescita, nello spirito dell’art.3 Cost., laddove si riconosce la pari dignità sociale di ogni persona, pur nella diversità di condizioni, opinioni, situazioni…

      E questo, nonostante i limiti della scuola italiana, si fa/ si dovrebbe fare.

      • enzo felici

        dice su:
        28/07/2015 alle 08:45

        Devo dire che, non vedo molta differenza,a Lei da fastidio soltanto ” l’indentità di genere” come espressione,pertanto deduco che teme soltanto una propabile minaccia (aleatoria) che una minaccia vera e propria. Saluti Enzo Felici

        • FRP

          dice su:
          28/07/2015 alle 09:56

          Le parole sono importanti. Hanno un peso. Il “genere” non esiste: si è maschi o femmine. Ai ragazzini non bisogna confondere le idee.

  • enzo felici

    dice su:
    28/07/2015 alle 10:25

    Il non esiste, è semplicemente “chiudere gli occhi davanti alla realtà” consapevolmente. Quindi non ha ancora risposto alla domanda : come devono essere definite queste persone (omossessuali,lesbiche,cristiani,musulmani,buddisti,bambini con famiglie “diverse” ecc.ecc.) mi illumini. Grazie e cordialità

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      28/07/2015 alle 12:31

      Forse non ha capito bene ciò che implica una educazione improntata sul valore dell’identità di genere. Non c’entra nulla con essere “omosessuali, lesbiche, musulmani”, ecc. Le consiglio di leggere: http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/la-teoria-gender-esiste-anche-a-scuola-la-prova-definitiva-parte-i/

    • Rosanna Mura

      dice su:
      15/08/2015 alle 16:22

      Gentile signore non è il “livellamento” che determinerà il rispetto, ma è la valorizzazione della diversità, la comprensione e l empatia verso il prossimo, il diverso da me e da te, che creerà una società migliore. Siamo tutti diversi, diversità di pelle, religione, estrazione, sesso, ecc Negare queste diversità lampanti porterà ad un isteria collettiva, che produrrà un razzismo peggiore di quello che già ora circola sia di religione che di pelle. Siamo diversi, quanti siamo sulla Terra? Beh, nessuno può dirsi identico ad un altro. Negarlo è come voler dire che la terra non è tonda schiacciata sui poli. Il femminicidio, l omofobia, il disprezzo x il diverso si combatte in famiglia, dove il bambino cresce con genitori che si dovrebbero relazionare con rispetto. Poi a scuola con la valorizzazione dei talenti di ciascun bambino, e via dicendo. Certo non impegnando ai nostri bimbi la teoria di una donna omosessuale che non ha mai accettato la sua diversità. Una mamma maestra.

    • Marta Visciano

      dice su:
      15/09/2015 alle 11:28

      Non è detto che un bambino di 3/4 anni debba già sapere cosa sia l’omosessualità o che cos’è una lesbica….è un età in cui un bambino deve giocare….lasciamo decidere ai rispettivi genitori cosa e quando insegnare ai figli questo tema!

  • enzo felici

    dice su:
    28/07/2015 alle 14:33

    Gentile Sig.ra, al di la della definizione Treccani,non mi interessa la definizione lessicale, alla domanda non ha ancora risposto, queste persone come dovranno essere tutelate dall’ostracismo che subiscono ogno giorno e come le dovremmo chiamare visto che non sono ne’ invisibili ne’ inesistenti?Le faccio presente che già è una realtà quella di figli di omosessuali iscritti a scuole anche cattoliche. Come pensate di gestire queste realtà che esistono e vanno necessariamente gestite?
    La ringrazio fin da ora per la risposta che attendo.

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      28/07/2015 alle 16:56

      Gentile Sig. le ho rimandato all’articolo perché aveva confuso l’identità di genere con molte altre cose. Per rispondere al suo legittimo quesito faccio notare che non esistono “figli di omosessuali”. Ogni bambino ha un padre e una madre: se un bambino si trova a vivere con una coppia omosessuale nel nostro paese è perché ha già subito qualche evento negativo che lo mette in una condizione di svantaggio: o la sua originaria famiglia si è disgregata, oppure è stato oggetto di fecondazione eterologa (con separazione quindi da almeno uno dei suoi genitori genetici) oppure addirittura è nato tramite utero in affitto all’estero. Come vede il vivere in una coppia omosessuale presuppone sempre una condizione di svantaggio (per definizione), senza nemmeno parlare dell’ulteriore effetto negativo dal punto di vista psicologico di non crescere con due figure genitoriali di sesso diverso e complementare. Lo Stato quindi, nell’interesse stesso dei bambini, non deve assolutamente promuovere situazioni del genere concedendo diritti ai conviventi omosessuali, ma piuttosto fare sì che non si arrivi a questo tipo di situazioni traumatiche per i minori. Vede, le leggi hanno effetto per il futuro e lo Stato può adottare solo tre atteggiamenti: 1. promuovere (concedendo diritti); 2. permettere (tollerare); 3. vietare. Le convivenze omosessuali non possono pretendere una “promozione” pubblica da parte dello Stato, nell’interesse stesso dei bambini. Per il resto, quei bambini in situazioni difficili hanno esattamente gli stessi diritti di qualunque altro bambino.

  • enzo felici

    dice su:
    28/07/2015 alle 18:31

    Gentile Sig. Fiore,rispondo a Lei poichè la Sig. ra Poleggi non ha risposto alla mia domanda,sicuramente io non ho capito bene che cosa Lei intende per identità di genere,non perchè non ho compreso il “problema”, è perchè siamo molto distanti dal come risolvere il problema. Per quanto riguarda il suo post, sono d’accordo con Lei soltanto sulle ultime tre righe,ma per la prima parte, devo proprio dire che ha elencato una serie di inesattezze gravi, o meglio ancora stravolgimento della realtà, discutere su quelle significa passare l’intera estate senza concludere nulla. Una cosa però le voglio dire nè io nè Lei abbiamo la verità in tasca, si ponga qualche dubbio. Enzo Felici

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      28/07/2015 alle 19:01

      Beh se lei mi sa indicare altri modi mediante i quali un bambino può finire in una convivenza omosessuale, me li può indicare senza problemi. Non esistono “figli di persone dello stesso sesso”, per natura.
      PS. la nozione di “identità di genere”, non è certo mia, ma si trova ormai in documenti ufficiali (vedi UNAR), disegni di legge, Raccomandazioni internazionali, ecc ecc

  • enzo felici

    dice su:
    28/07/2015 alle 19:23

    Sig. Fiore l’omosessualita esiste da millenni,dopo i primi organismi unicelluari (asessuati),con l’avvento del sesso ha cominciato ad esistere, stiamo parlando da prima della comparsa dell’uomo sulla Terra,(milioni di anni)pertanto la favoletta che è solo una “perversione umana” come mi hanno fatto credere fin da bambino,è superata. E’ normale che figli dello stesso sesso non esistono, ma che gli omosessuali esistono perchè hanno avuto una infanzia difficile,è dura da doverla credere, mezzo mondo dovrebbe esserlo, e ricordi che esistono anche figli di omosessuali perchè l’omosessualità non è sempre una questione fisica, ma psichica. Saluti

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      29/07/2015 alle 13:25

      Sig. Felici, non ha nessuna rilevanza che l’omosessualità esista da millenni. Anche l’omicidio, lo stupro e la pedofilia esistono da quando esiste l’uomo: tutte cose “normali”? Sulla genesi dell’omosessualità ci sono varie teoria, e quella della “infanzia difficile” è solo una possibile spiegazione, anche se concordo con lei che l’omosessualità sia principalmente una questione psichica. Ma la filiazione è anzitutto biologica ed è da quella che dobbiamo partire. Quando la famiglia biologica non c’è la legge assicurare per il bambino una situazione che sia la più vicina possibile a quella delle condizioni naturali di sviluppo: quindi una mamma e un papà uniti stabilmente (come prevede ancora la legge sulle adozioni).
      Se le interessa il discorso sull’omosessualità, le indico: http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/perche-l-omosessualita-non-e-naturale-parte-i/
      http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/perche-l-omosessualita-non-e-naturale-parte-iv/

  • Dante quaglietta

    dice su:
    07/08/2015 alle 19:53

    “5.2. Educazione. (…) Obiettivo prioritario deve essere quello di educare alla parità e al rispetto delle differenze, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale, la rappresentazione e il significato dell’essere donne e uomini, ragazzi e ragazze, bambine e bambini nel rispetto dell’identità di genere, culturale, religiosa, dell’orientamento sessuale (…) sia attraverso la formazione del personale della scuola e dei docenti, sia mediante l’inserimento di un approccio di genere nella pratica educativa e didattica.” .
    Capisco la preoccupazione per una tematica così difficile. Ma questa frase da lei citata in fondo all’articolo , io non l’ho trovata nella legge di cui si parla. Nel decreto legge non c’è. La fonte da cui ho scaricato il testo è il Sole 24 ore.
    Forse ho cercato male su internet ? Nel caso mi fossi sbagliato mi potrebbe indicare il link dove poterla scaricare?
    Saluti

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      08/08/2015 alle 16:40

      Il paragrafo 5.2 cui ci si riferisce non è del decreto legge ma nel “Piano straordinario” previsto dall’art. 5 del decreto legge. Lo potrà leggere al seguente link (oltre al paragrafo 5.2, legga anche l’allegato B): http://www.federsanita.it/public/VIOLENZA_DONNE.pdf

  • Daniel Gentile

    dice su:
    08/08/2015 alle 11:52

    Scusate eh…. ma ancora qualcuno ripone speranza?? ma da quando i referendum valgono qualcosa?? ne abbiamo fatto uno (l’ultimo) sull’acqua, abbiamo deciso che doveva essere PUBBLICA, cos’hanno fatto??? è diventata ancora più privata. la Grecia qualcuno l’ha vista??? referendum, scelta NO, il governo ha IGNORATO ed ha detto SI. Ma quindi? pensate che il voto serva a qualcosa, o eleggere questo o quel rappresentante? la verità è che l’unico modo che abbiamo per uscire fuori da questa merda, è una rivoluzione con armi alla mano, altro che manifestazione pacifica!!!

    • Alessandro Fiore

      dice su:
      08/08/2015 alle 16:49

      Caro Daniel,
      capisco l’ira davanti alla situazione drammatica, ma dobbiamo sempre restare con i piedi per terra e razionali. A prescindere da ogni discorso morale, lei crede sia fattibile una “rivoluzione con armi”? La repressione non genererebbe una situazione ancora peggiore di quella antecedente? Ce l’ha lei un corpo di soldati addestrati e armati pronti alla rivoluzione? Suvvia …
      I mezzi pacifici, oltre a essere non completamente inutili, sono quelli a nostra disposizione. Il mezzo referendario, anche se difficile e pieno di trappole, non è stato sempre inutile: l’utilità può essere diversa dall’esito stesso del referendum. Si pensi solo alla copertura mediatica che entrambi gli schieramenti (quindi anche i proponenti) hanno (per legge) durante la campagna referendaria … si può agire così sull’opinione pubblica.

  • Antonio Mosconi

    dice su:
    12/08/2015 alle 10:46

    E’ triste per un vecchio signore come me che ha sempre considerato i gay persone normali, doversi accorgere che tra loro c’è gente subdola, che non si ferma di fronte a nulla per i propri sporchi e loschi interessi. Questo modo di fare sortirà inevitabilmente l’effetto contrario. Se fino ad oggi ci sono state dimostrazioni d’intolleranza, prendendo piede questo tipo di approccio non so quanta gente sarà disposta ad accettare certi comportamenti verso i propri figli e nipoti. Tutto questo non lo nego, mi fa ribollire il sangue e… onestamente la cosa mi spaventa. Ci sono leggi che possono gestire la cosa senza ulteriori specifiche. L’educazione sessuole nelle scuole andrebbe fatta… ma nel modo giusto. Ho letto cose inenarrabili, che se attuate costringerà parecchi genitori a cercare soluzioni alternative alla scuola statale… se è vero ciò che ho letto la pedofilia sarà resa legale. Tutto questo non può passare… e mai passerà!

  • Zaira Cecere

    dice su:
    17/08/2015 alle 09:54

    Per il sig Enzo felici…permetta una domanda che mi sorge del tutto spontanea non per amore di polemica ma solo per capire…ma forse lei appartiene al nuovo genere?

    • enzo felici

      dice su:
      02/12/2015 alle 09:05

      Per la Sig.ra Zaira Cecere, mi spiace doverle rispondere con molto ritardo,purtroppo devo deluderla nel doverle dire che non appartengo a “quel genere” , ma ad un “genere” di persona molto più aperta mentalmente,che non si è formata nelle Sacrestie,negli Oratori,pur avendoli frequentati, ma nella Società tutta,pertanto Le dico che non sarebbe neanche una offesa quella velata allusione,
      ma fa emergere in Lei una discreta omofobia, dando poi ragione a chi vi contesta. Ricordi ancora che il corso della Storia
      ancora nessuno è riuscito a fermarlo! Cordialità Enzo Felici

  • Eugenia Simona Smadu

    dice su:
    18/08/2015 alle 19:06

    Scusate nel genere e vero che e compreso anche il pedofilo e cosi le si da atto come se fosse normale l’esistenza di tale genere dando il via libera al accettazione tacita di un genere che dal fuori legge rientrerebbe come legalmente riconosciuto? Se si e un altra legge subdola per scagionare e riconoscere come normali i pedofili!? Bo sara ma a me la cosa non convince molto ed ho leggermente la sensazione che la cosa ci sta letteralmente ” sfuggendo dalle mani ” se non fosse vero che motivo ci sarebbe per diffondere tali assurdita?! Questa e una delle notizie che ho letto al riguardo ma la gente e diffidente tutti pensano che in un Italia bigota questo non può succedere ma io ne dubito seriamente tramite la legge una volta passato l’emendamento che dicono sia passato già il 20 luglio cosa si può fare? Legete tutte le notizie al riguardo ” l’insegnamento gender nelle scuole”

    • FRP

      dice su:
      18/08/2015 alle 22:44

      Se ho ben capito le domande della gentile lettrice che evidentemente non è Italiana, provo a rispondere in breve.
      Sì è vero che negli svariati generi è ricompresa anche la pedofilia e che c’è un movimento internazionale volto a giustificare e a far accettare anche i pedofili che – secondo loro – non fanno violenza ai bambini.

      Con la riforma di Renzi, a scuola si dovrà insegnare la parità di genere. Gli insegnanti normali e di buon senso – che sono la maggioranza – insegneranno come hanno sempre fatto la pari dignità sociale di tutti e basta.

      Quelli in mala fede, che però esistono, potranno insegnare ai bambini che ci sono tanti generi, oltre maschio e femmina, che vanno tutti bene, che si può scegliere il genere che si vuole e si può cambiare, che “l’amore” tra maschi e tra femmine è normale e si può fare ecc.

      Ci auguriamo che non si arrivi mai a insegnare ai bambini che si può anche far “l’amore” con gli adulti, ma a poco a poco chissà…

  • Giovanni Castrezzati

    dice su:
    22/01/2016 alle 11:35

    Se creiamo barriere interpretative, rischiamo di generare confusione. Ci sono troppe notizie, sparse a piene mani, che non aiutano a capire ma a confondere, se non proprio a schierarsi. Il mondo certo non si fermerà perchè ci sono “amori diversi” dal tradizionale uomo/donna. Sicuramente si creeranno problematiche finora assenti, nello sviluppo sociale e umano. Di sicuro c’è il problema di come affrontare con sensibilità, la questione presente nell’educazione sessuale nelle scuole. Senza chiusure aprioristiche, occorre trovare gli strumenti e le sensibilità necessarie, per affrontare con serietà la nuova sfida che ci attende. I nostri figli e nipoti quardano al futuro in maniera diversa dalla nostra e noi abbiamo il dovere di essere presenti per rendere meno gravoso il compito che li attende. Ma nella scuola che noi oggi conosciamo, che è in grado di svolgere questo ruolo? La questione nodale sta qui, perchè siamo del tutto impreparati a gestire questa nuova sfida educativa.

    • FRP

      dice su:
      24/01/2016 alle 08:40

      Gli “amori diversi” sono sempre esistiti. E sono sempre “possibili”. Ma – quando implicano un rapporto fisico – sono SEMPRE stati una “deviazione” rispetto all’amore naturale.
      E-ducare, vuol dire tirar fuori il meglio dalle persone, e il meglio delle persone è LA VERITA’, quello che è stato “inventato” dalla natura. Ai bambini non si possono prospettare gli “amori diversi” come una “normale” alternativa agli amori normali.

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