08/10/2015

Diritti delle donne – Alla Regione Lazio la Consulta Femminile è illegittima

La Consulta femminile è un organo preposto a promuovere i diritti delle donne e le pari opportunità. 

In tempi in cui la “parità di genere” sembra una priorità assoluta, è strano che una giunta MOLTO democratica, come la giunta Zingaretti, alla Regione Lazio, continui a far operare una Consulta femminile in modo del tutto illegittimo.

Ecco il comunicato stampa sulla questione di Olimpia Tarzia, da sempre in prima linea per la tutela dei diritti (veri) delle donne.

“Come ho già avuto modo di denunciare con due precedenti interrogazioni, l’attuale Consulta femminile sta operando tutt’oggi in uno stato di sostanziale illegittimità, poiché il suo mandato è scaduto ormai da sei anni. Oggi in aula ho presentato la terza interrogazione sull’argomento, considerato che il presidente Zingaretti, dopo l’approvazione della delibera per il rinnovo, avvenuta già con colpevole ritardo, non ha ancora provveduto a firmare il decreto di notifica alle associazioni interessate che attendono da anni di entrare a far parte della nuova Consulta femminile”. Lo afferma Olimpia Tarzia, vicepresidente della commissione cultura e presidente del gruppo Lista Storace in consiglio regionale del Lazio.

“Questo regime di prorogatio, non previsto peraltro dallo statuto della Consulta, è ormai diventato inaccettabile, poiché la vecchia Consulta femminile continua ad operare indisturbata addirittura bandendo concorsi ed ottenendo, per gli stessi, fondi dall’Ufficio di Presidenza, confondendo, di fatto, l’opportunità riguardo al contenuto del bando teso a sensibilizzare i ragazzi sulla violenza contro le donne, con la legalità dell’atto: a che titolo l’attuale consulta femminile ‘scaduta’ se ne fa promotrice? Reputo la risposta dell’assessore Ciminiello alla mia interrogazione del tutto insufficiente e mi domando davvero come il Presidente Zingaretti non si trovi in imbarazzo di fronte a dati oggettivi (parlo di atti formali, come delibere di commissione e di consiglio) che testimoniano la situazione di totale illegittimità dell’attuale Consulta femminile.

I desiderata del Presidente sulla consulta – conclude Tarzia – potranno esplicarsi successivamente, in una nuova legge e in un nuovo bando, ma ora non è richiesto il suo parere in merito, bensì un dovuto atto formale, come la firma della semplice notifica alle associazioni dell’avvenuta nomina, dimostrando rispetto per le istituzioni e per le legittime e democratiche decisioni assunte dal consiglio regionale”.

DIFENDIAMO I BAMBINI E LA FAMIGLIA DAI TENTATIVI DI

LEGALIZZAZIONE DELLE UNIONI CIVILI

 

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