Home Page > Notizie dall’Italia > Gli universitari di Brescia si oppongono all’indottrinamento LGBT
università

Uno studente di Brescia ci scrive per informarci dei programmi dell’Università che veicolano l’indottrinamento LGBT. Rappresenta un gruppetto di ragazzi che si oppongono alla propaganda ideologica non solo all’asilo, ma anche all’università. 

La Commissione Europea nel 1997 indisse il progetto generale Fundamental Rights and Justice, ricomprendente il programma Daphne III per il controllo e la soppressione della violenza coinvolgente “bambini, giovani e donne”, stanziando fondi per un valore medio annuo di 16,7 milioni di euro (che, conti alla mano, ad oggi hanno raggiunto il valore complessivo di ben 283,9 milioni di euro).

Sei un ProVita?
Iscriviti alla nostra Newsletter e rimani informato


Iscriviti

Il programma offre una vasta gamma di progetti, taluni anche meritevoli di un plauso morale ed etico, tra cui mi limito a ricordare la campagna contro l’abuso sui minori, quella per la sensibilizzazione sul tema della pornografia ed effetti dannosi conseguenti, quella inerente alla violenza domestica in caso di conviventi tossicodipendenti, quella relativa alla sottomissione delle donne presente nel multiculturalismo nostrano.

Ma, a Brescia, la scelta tra le opzioni è ricaduta su un argomento specifico: la violenza verso le donne lesbiche e transessuali. E’ singolare come, tra tutte le possibilità, sia stata scelta proprio quella che i dati (riportati dallo studio della Pew Research) rivelano essere una costruzione mediatica ad hoc per l’indottrinamento gender.

Inoltre sarebbe curioso analizzare il concetto di uguaglianza tanto acclamato dagli organizzatori di queste iniziative, uguaglianza destinata ad assumere carattere di flessibilità di fronte alle loro rivendicazioni: la violenza nei confronti di un omosessuale è più grave rispetto al caso in cui chi subisce la violenza è una persona con orientamento eterosessuale?

E, nel caso in questione, se una donna venisse maltrattata dalla partner, oppure se una “donna transessuale” (cosa si intende con questo termine è a me sconosciuto?) subisse violenza da parte della persona con cui esce (“dating violence” ) dovrebbe essere più grave rispetto a una violenza proveniente da un partner di sesso diverso? E’ chiaro quindi che, in tal caso, il concetto di “uguaglianza” andrebbe necessariamente ridefinito.

Dicevamo: ecco che a Brescia approda il nuovo progetto (che coinvolge 9 Istituzioni di 8 Paesi) capitanato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Brescia (con la collaborazione di partner stranieri che, già solo leggendo i nomi, lasciano intendere un’imparzialità rassicurante, quali: Zagreb Pride; Bilitis Resource Center Foundation, Bulgaria; Lithuanian Gay League; ILGA Portugal; Háttér Társaság a Melegekért, Ungheria; Broken Rainbow LGBT Domestic Violence Service, Regno Unito; Cavaria, Belgio), che si è visto stanziare un fondo di 449 mila euro dalla Commissione Europea per condurre una campagna che si concretizzerà nel tentativo di convincere gli studenti che le coppie lesbiche e transessuali vanno riconosciute legalmente, se non altro per evitare che si verificano casi di violenza domestica (che il progetto avrà cura di mostrare e proporre quale conseguenza logica al becero tradizionalismo ancorato al concetto naturale di famiglia).

Il Dipartimento coordinerà un team di 25 “esperti” che si pone come obiettivo quello di “divulgare informazioni per aiutare le persone che sono coinvolte in fenomeni di violenza”. La Docente responsabile annuncia inoltre l’intenzione di aprire un blog e indire un concorso di fotografie e video sul tema: se siete abili con creazione di foto e video, potete candidarvi al concorso e, in caso di vittoria, Rete Lenford vi corrisponderà ben 12.000 euro! Ah, ovviamente è favorito chi ha avuto già esperienze con ONG Lgbt!

Nulla di nuovo sotto il sole, considerando che già a Settembre 2014, la stessa cattedra aveva organizzato un convegno (accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Brescia) intitolato “Diritti delle coppie omosessuali”, con cui venne proposta una visione univoca sull’argomento.

Ma com’è possibile che in un’università sia lasciata carta bianca a docenti di questo tipo? Semplice: il Rettore prof. Sergio Pecorelli appoggia pienamente il progetto, guardando con soddisfazione “il riconoscimento del Dipartimento di Giurisprudenza nel ruolo di coordinatore di questo importante studio insieme ai partner europei, con la consapevolezza che proprio le Università rappresentano un punto di convergenza per la ricerca e l’approfondimento di nuovi scenari per la convivenza”. Prendendo atto di tale affermazione, le spiegazioni plausibili si riducono essenzialmente a due: o è ignorante e non sa di cosa si sta parlando, o è in mala fede manifesta (e temo sia questa la risposta corretta).

Blu-Dental

Il Dipartimento ha ricevuto per il progetto “Bleeding Love: Raising Awarness on domestic and dating violence against lesbians and transwomen in european union” un finanziamento di 449 mila euro dalla Commissione Europea. Il riscaldamento in alcune stanze non funziona, le luci di alcune aule studio lampeggiano e rientrare nella fascia reddituale che consente l’accesso alle agevolazioni universitarie è per molti mera fantasia, ma la Commissione stanzia un fondo di 449 mila euro per una “ricerca” che nasconde (neanche troppo bene) una propaganda d’indottrinamento mirata. Non a caso, la responsabilità scientifica di questo progetto è stata affidata alla prof. Susanna Pozzolo (docente di Informatica Giuridica e assistente di Filosofia del Diritto), in collaborazione con la docente Tecla Mazzarese (ordinaria della cattedra di Filosofia del Diritto e organizzatrice del convegno “Diritti delle coppie omosessuali) e l’Avv. Paola Parolari. Da sempre, queste docenti si preoccupano di promuovere i (dis)valori legati all’ideologia gender, legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, aborto, eutanasia, esulando dalle materie di competenza e inserendo nell’insegnamento affermazioni propagandistiche da far invidia alla campagna elettorale di Pannella, Bonino & Co.

L’indirizzo assunto dall’Università è evidente a chiunque, soprattutto a chi la frequenta: un indirizzo culturale fazioso, piegato servilmente ai programmi omosessualisti dettati dalle Associazioni Lgbt che, rappresentate dalle tre docenti di cui sopra, riescono a detenere il potere all’interno del Dipartimento.

Gli studenti di Giurisprudenza sono consapevoli di non avere finanziamenti dal valore di mezzo milione di euro, di non poter disporre di tutti i mezzi propagandistici di cui i docenti si possono avvalere. Eppure, noi universitari, nonostante la posizione di svantaggio, non abbiamo intenzione di arrenderci: continueremo ad opporci alla dittatura del relativismo e del pensiero unico, all’indottrinamento gender e omosessualista, alla propaganda anticlericale ed immorale inaccettabile, con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Questo è un esplicito contrasto ai poteri forti del Dipartimento, che non abbiamo paura di affrontare, consapevoli di poter perdere tutto, ma non perderemo mai la libertà. “La verità ci renderà liberi”.

Elia B.

Sostieni Pro Vita

 

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

63 Commenti, RSS

  • luca

    dice su:
    11/03/2015 alle 08:03

    Coraggio Elia, non sei solo! Saprai che in Brescia e Provincia, proprio in questi giuorni, si sta facendo un grande lavoro di sensibilizzazione sui temi che stanno a cuore a te e a tutti noi: soltanto ieri sera, per fare un esempio, a Roè, 500 persone hanno ascoltato con estrema attenzione e coinvolgimento quanto ci ha raccontato sulla diffusione del gender e argomenti affini l’avv. Gianfranco Amato.

  • Baffi&papillon

    dice su:
    11/03/2015 alle 09:44

    Solo perché uno studente ha la malaugurata idea di mandarvi uno scritto che condanna delle iniziative non avete il diritto di titolare “GLI universitari si oppongono”
    Non ci opponiamo, favoriamo l’apertura mentale e condanniamo la vostra visione medievale del mondo
    La frase “(cosa si intende con questo termine è a me sconosciuto?)”, a parte non avere un senso grammaticale, è il segno inequivocabile della vostra ignoranza: va bene che vivete ancora nei secoli bui, ma avete mai sentito parlare di Google? Wikipedia? C’è una pagina molto stringata a riguardo, provate ad informarvi, giuro che leggere qualcosa non vi convertirà in peccatori omosessuali!
    Tutto il resto è pura speculazione: il concorso da 12000 euro è irreperibile online, i soldi della campagna non possono essere usati per delle luci che lampeggiano (e voi vorreste usarli per altri temi, non certo per ristrutturare)
    Ah, e l’apostrofo dopo la “E” non la rende una “È”, così come po’ e pò sono diversi, provate con ALT+212

    • FRP

      dice su:
      11/03/2015 alle 16:31

      L’autore dell’articolo in questione risponde al signor Baffi & Papillon

      1) a Giurisprudenza abbiamo formato un gruppo di circa 30 studenti, che combatte la deriva relativista/laicista e la propaganda gender e omosessualista. Pertanto cade la sua affermazione volta a circoscrivere la contestazione al solo sottoscritto;
      2) quando mi interrogo circa il senso del termine “donna transessuale” mi riferisco al fatto che, detto termine, potrebbe rappresentare almeno due fattispecie: donna “diventata” uomo o uomo “diventato” donna. Esiste un “genere” specifico che pone una distinzione tra le due fattispecie? In caso affermativo la invito a comunicarmelo, purtroppo non ho trovato il tempo per analizzare tutti i 77 generi attualmente riconosciuti dalle Associazioni lgbt;
      3) per quanto riguarda il premio di 12.000 euro per il video migliore, trova tutte le informazioni nella pagina ufficiale http://www.retelenford.it (tra l’altro nella home. Se non riesce a trovarlo, anche se non dovrebbe essere difficile per una persona acculturata come lei, le fornisco direttamente il link con tutte le informazioni: http://www.retelenford.it/images/call_video.pdf. E’ anche in italiano, cosicchè lei non abbia a faticare per la traduzione;
      4) la mia contestazione non vuole tanto essere riferita all’utilizzo concreto dell’importo messo a disposizione dalla Commissione europea, quanto piuttosto l’utilità e l’opportunità dell’erogazione di danaro in questione. Le necessità ed urgenze dell’università sono ben altre e dubito fortemente che un progetto di questo tipo (che a parer mio non è comunque condivisibile) necessiti di un importo di tal valore. Questo lascia presupporre che gli intenti siano ben altri;
      5) la sua provocazione finale non fa altro che convincere del fatto che lei non abbia alcuna intenzione di criticare costruttivamente il mio articolo, quanto piuttosto di obiettare ideologicamente ad ogni mia affermazione. Come dimostrato in questa risposta, ogni sua contestazione è destinata a crollare, am difficilmente lei ne vorrà prendere atto.

      Ringraziandola comunque per il commento, le auguro una buona giornata.
      Elia B.

    • Giovanni Bonini

      dice su:
      12/03/2015 alle 22:13

      ottimo articolo Elia, che a differenza del sig Baffi e papillon, nascosto dietro l’anonimato, sai metterci la faccia, e sai esprimere dei concetti ben chiari.
      Poverini più di ritirare in ballo il medioevo ed i secoli bui, non hanno imparato ad usare il proprio cervello ma balbettano i soliti motIvetti, segno evidente che quando si parla con slogan tante idee non si hanno.
      Oltretutto l’atteggiamento intimidatorio “non avete il diritto” ricorda molto i violenti che impediscono le manifestazioni pacifiche o i convegni che necessitano di protezioni della polizia e carabinieri.
      Elia l’appoggio di migliaia e migliaia di persone che hanno bisogno di esempi come il tuo.
      Grazie ancora.

    • giorgio canu

      dice su:
      21/03/2015 alle 08:29

      Ma ti sei riletto?
      Sei solo capace di essere aprioristicamente e artificiosamente “contro”, senza essere in grado di spiegarne i motivi, né tantomeno di dire chi sei e cosa vuoi!
      Guarda la realtà, non dopo esserti ripulito dalle fette di prosciutto che ti annebbiano la vista.

      • FRP

        dice su:
        21/03/2015 alle 09:34

        Ma lei ha letto?

  • Andrea M.

    dice su:
    11/03/2015 alle 13:02

    Grazie, caro Elia. Voi siete la speranza dell’Italia. Teniamo duro, che portae inferi non praevalebunt!
    Ieri, ero uno dei 500 presenti a Roè, il fuoco della speranza divampa!

  • Giulio Itzcovich

    dice su:
    12/03/2015 alle 01:32

    1. Chi scrive parla a nome di un collettivo – “Gli universitari di Brescia si oppongono”, “Gli studenti di Giurisprudenza sono consapevoli di” – che non rappresenta. Nessuno ha conferito a Elia B. la responsabilità di parlare a nome di tutti gli studenti. 2. La lettera è piena di affermazioni tendenziose o false. Fra le tante, mi limito a notare che il finanziamento europeo di un progetto di ricerca non distoglie risorse dalla manutenzione delle strutture o dalle iniziative per il diritto di studio, cui anzi indirettamente contribuisce. 3. C’è una differenza fra la violenza che può colpire gli omosessuali e quella che può colpire gli eterosessuali. Gli omosessuali possono essere vittima in quanto omosessuali, per odio agli omosessuali: l’omosessualità può essere la condizione che motiva la violenza. Davvero Elia B. pensa che questo surplus di violenza che le persone LGBT possono trovarsi a subire non meriti di essere oggetto di ricerca scientifica e di sensibilizzazione civile?

    • laura bianchi

      dice su:
      19/03/2015 alle 22:43

      Sinteticamente: per quanto riguarda il punto 2, è evidente che i fondi destinati a un progetto sono finalizzati al progetto stesso; peccato che comunque sempre di soldi di contribuenti si tratti. Per quanto riguarda il punto 3, non darei per scontato che esista davvero una violenza che prende di mira le persone omosessuali a causa del loro orientamento sessuale (tra l’altro il progetto parla di “domestic violence” e “dating violence”, contesti quindi ben circoscritti). Il Pew Research Centre attribuisce all’Italia l’ottavo posto nella classifica dei Paesi più gay-friendly. Le rilevazioni fatte finora, per esempio da ILGA (tra i partner del progetto) hanno più di una lacuna metodologica. Esiste invece certamente una forte violenza nei confronti di una categoria specifica: I DISSENZIENTI. Lo dimostra la reazione suscitata dall’articolo di Elia B, e, in modo paradossale, la diatriba di questi giorni tra Dolce e Gabbana ed Elton John.

      • Roberto Tosi

        dice su:
        24/03/2015 alle 11:58

        Non capisco come si possa avere la faccia tosta di tirare in ballo la polemica mediatica sulle infelici affermazioni di D&G, dal momento che nessuno ha fatto loro violenza (tantomeno “forte violenza”), nessuno ha tolto loro un capello, ma chiunque é liberissimo di smettere di comprare prodottti di una azienda i cui proprietari promuovono idee che non si condividono.

  • Giuseppe

    dice su:
    12/03/2015 alle 06:27

    Ok ,quindi non GLI studenti ma UN GRUPPO di studenti , forse di CL , forse di Forza Nuova o affini

  • susanna rolli

    dice su:
    12/03/2015 alle 11:30

    Mo che bello sapere che le associazioni LGBT sono così generose da voler aiutare i paesi poveri -come l’Africa- così, senza chiedere nulla in cambio, liberamente…mannaggia che cuori altruisti, liberi, amanti!
    Mo che bello sapere che i miei figli -e, ancor piu’ i miei nipoti – saranno costretti a fare il gioco del dottore in classe “grazie” al GENDER ( ma non chiamatela dittatura, cioè imposizione di regime, se no mi arrabbio) ed agli illuminati del XXI° secolo!! Mi si riempie il cuore di gioia al sol pensiero che la domenica, quando ci ritroveremo tutti assieme dai nonni a vedere che cosa hanno “imparato” -figli o nipoti- “grazie” al gender..un gran calamento di braghe, consentitemelo. Dovranno passare sul mio cadavere. Firmato: oscurantista retrograda medievale, con orgoglio, please. Dio vi benedica, Elia B. & company,Dio è con voi!

  • vero *

    dice su:
    12/03/2015 alle 22:13

    Coraggio Elia.. Sono una giovane cm te.. Complimenti x l articolo e x la risposta esauriente ke hai dato a sopra.. Risvegliamo la coscienza soprattutto dei giovani del giorno d oggi.. Avanti tutta!

  • Francesco L.

    dice su:
    13/03/2015 alle 00:14

    Bravo Elia, continua la tua battaglia, tu sei una speranza per il nostro futuro! Ma ora sappi che dovrai resistere all’aggressione di tutti quei liberali non violenti che saranno premurosi nell’offenderti e tenteranno di danneggiarti con estrema violenza morale in ogni angolo dell’università… Resisti e sostieni anche la mia di speranza. Grazie!!!

  • domenico d'errico

    dice su:
    13/03/2015 alle 00:39

    Grande! Continua così! E non ti lasciar intimidire dei deboli di mente!

  • Saverio Regasto

    dice su:
    13/03/2015 alle 07:23

    Scrivo in qualità di Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia.
    Quanto affermato, fra l’altro, dallo studente Elia B. in ordine all’esistenza di “un indirizzo culturale fazioso piegato servilmente…” ecc. è destituito di ogni fondamento e lede pesantemente immagine e dignità di chi scrive sia come docente sia come Direttore. Evidentemente i principi del diritto costituzionale italiano (in particolare quelli rinvenibili nell’art. 33 Cost. – “l’arte e la scienza sono liberi”) non appartengono (spero solo per il momento) al patrimonio culturale dell’autore dell’articolo. Suggerirei un approfondimento al riguardo.
    Quanto al progetto presentato all’UE dalla Collega Prof.ssa Pozzolo, non posso che complimentarmi per l’ottimo giudizio espresso dalla Commissione che lo ha valutato e anche per aver scelto il nostro Dipartimento come capofila della complessa e lunga attività di ricerca.
    Saverio Regasto
    Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza

    • Alberto Calabrò

      dice su:
      13/03/2015 alle 16:59

      Gentile Direttore, non credo che per rinvenire nell’iniziativa una forte componente ideologica serva un fine giurista; alcuni docenti spesso hanno mostrato grande parzialità ideologica, soprattutto nei convegni, dove invece di favorire un dibattito (linfa di ogni giurista) hanno preferito (giustamente o ingiustamente) lavorare senza contraddittorio, dimenticando difficilmente dei semplici studenti -e non soggetti terzi appositamente chiamati- possano sentirsi liberi di dissentire pubblicamente dalle posizioni di un docente. Di certo dopo questo trambusto nei confronti di Elia gli allievi saranno ancor meno incoraggiati a esprimere opinioni discordanti. Mi permetto di darle un umile consiglio: lei è direttore, butti acqua sul fuoco invece di fare pubbliche ramanzine a un ragazzo di ventuno anni, e, per il futuro, inviti il corpo docente (volendo affrontare “temi caldi”) a chiamare relatori che garantiscano un contraddittorio. Nessuno sarà più costretto a “ledere” alcunché.
      Con rispetto.

    • giovanni mazzarol

      dice su:
      18/03/2015 alle 19:44

      arte e scienza sono liberi.. o c’è un limite di rispetto e (orrore) buon gusto? E poi quale arte? A BS insegna e opera in ospedale il prof Gandolfini, che in base ai ritrovati delle neuroscienze ottenuti con le apparecchiature più moderne può sostenere in barba a tutti che il cervello maschile è diverso dal femminile, e che la differenza permane sempre. Certo, per un certo tempo Einstein è stato pesantemente contestato da diversi fisici, e pure Heisenberg dallo stesso Einstein che soffriva per la visione probabilistica delle particelle elementari. Nell”800 pure Pasteur è stato contestato, ecc. Alla fine però i brandelli di verità GIUSTA hanno trionfato. Anche nell’URSS per molto tempo le teorie sballate di Pavlov sulle caratteristiche erenditari hanno fatto da padrone. Per forza: c’era lo spettro della rieducazione.
      Oggi si tratta di vedere se una lobby ha i soldi e l’influenza sufficienti a tacitare e deviare la ricerca scientifica che non si accorda con i dogmi della lobby stessa

    • Alberto Calabrò

      dice su:
      05/04/2015 alle 16:30

      http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/liberta-di-opinione-e-gender-alluniversita-di-brescia/

      Come vede, professore, alla fine la questione ha avuto rilevanza nazionale. E a dirla tutta, considerate le mie passate esperienze con la Direzione di Facoltà (anche se per altre questioni di tutt’altra natura) è stata una grande fortuna che io stesso non abbia voluto dare a quelle esperienze -non gravi ma assai odiose- la stessa risonanza che Elia ha dato a questa situazione. Suggerisco una più attenta gestione della “baracca”, con rispetto parlando.

      Buona Pasqua.

  • Gerlanda consentino

    dice su:
    13/03/2015 alle 10:50

    Gentile Rettore, seguire l’ imposta ideologia dominante non crea problemi e suscita il plauso di quanti, troppo pigri per avere idee proprie, plaudono ad un presunto progresso e ad una altrettanto presunta emancipazione. Tacciare chi, a rischio , difende la propria libertà di pensiero e di espressione, di “ledere pesantemente immagine e dignità di chi scrive …” , appare velatamente intimidatorio. Buona giornata e buon lavoro.

  • annarosa rossetto

    dice su:
    18/03/2015 alle 17:19

    Come mamma di ragazzi dell’età di Elia sono felice di vedere che non sono ancora tutti con il cervello all’ammasso del pensiero unico. Riuscire a mantenere lucidamente e con compostezza posizioni ragionevoli quando sembra che la “norma” sia l’arbitrio più assoluto è una qualità encomiabile.
    Grazie Elia.

  • Ferdinando Costantino

    dice su:
    18/03/2015 alle 17:21

    Bravo Elia. Complimenti e continua così. Da docente universitario spero che i soldi vengano spesi meglio.

  • Elisabetta Marcelli

    dice su:
    18/03/2015 alle 17:37

    Grazie Elia! Sei un ragazzo coraggioso che ha scelto una strada difficile, quella di non adeguarsi al pensiero unico dominante, di non pensare solo a divertirsi e al proprio successo personale, ma di andare controcorrente e difendere valori, idee e principi non negoziabili. Sapere che esistono ragazzi come te, mi fa guardate al futuro dei miei figli con più speranza.

  • renato criscuolo

    dice su:
    18/03/2015 alle 17:52

    Secondo me un modo per far cambiare orientamento all’universita potrebbe essere una sensibile migrazione di studenti e di relative tasse verso altri atenei maggiormente garanti di imparzialita su queste delicate tematiche che poco hanno a che vedere con l’offerta didattica

  • Giorgio Marusi

    dice su:
    18/03/2015 alle 18:13

    Voglio esprimere la mia personale solidarietà allo studente di Giurisprudenza di Brescia per il modo antidemocratico e indegno con cui è stato trattato per avere semplicemente fatto emergere quello che accade nella realtà in quella facoltà.
    Quanto è accaduto non è degno di un paese civile. Forse tali docenti e studenti dovrebbero semplicemente comprendere che essere in democrazia significa rispettare le idee altrui che evidentemente non la pensano come loro. Altrimenti significa che siamo in regime dal pensiero unico.

  • Marco M.

    dice su:
    18/03/2015 alle 19:14

    Grazie Elia, continua la tua battaglia ! Voglio anche esprimere la mia solidarietà a Elia per il modo assurdo con cui è stato trattato per avere semplicemente espresso un parere non allineato al politically correct e per avere osato difendere valori, idee e principi non negoziabili.

  • Paolo Smeraldi

    dice su:
    18/03/2015 alle 20:52

    E’ giusto combattere la violenza, ma è sbagliato che le istituzioni devolvano fondi pubblici per fare passare delle ideologie che solo una minoranza di cittadini condivide, oltretutto senza avere legittimazione a intraprendere questo tipo di operazioni.

  • amanda w.

    dice su:
    18/03/2015 alle 21:25

    Bravo, Elia! Non piegarti alla dittatura del politicamente corretto. Con stima e ammirazione.

  • Barbara C

    dice su:
    18/03/2015 alle 21:35

    Ottimo articolo come sempre Elia e benissimo quello che state facendo per arginare l’ideologia gender! Avanti tutta! Siamo in tanti!

  • Alessandra Cerato

    dice su:
    18/03/2015 alle 23:07

    Elia sei tutti noi!
    Forza!
    La Verità alla fine trionferà sempre.
    La mia solidarietà è con te, ti sono vicina in questo momento di fatica. I ragazzi de “La Rosa Bianca”, testimoni fedeli, coraggiosi.

  • Diego Salvadori

    dice su:
    18/03/2015 alle 23:27

    Interessante apprendere che proprio nell’ambiente universitario venga indottrinata ai ragazzi una teoria completamente ascientifica e ideologica che vuole ridurre l’essere umano ad un mero ammasso di carne, ed una componente umana così profonda, intima e radicata come la sessualità ad un orientamento volubile e liquido. Che il coraggio di Elia sia contagioso e di esempio per molti altri ragazzi che possiedono un po’ di sale in zucca!

  • Alessandra Solesio

    dice su:
    18/03/2015 alle 23:37

    Bravissimo Elia ammiro il tuo coraggio e la tua determinazione…mi rincuora vedere che ci sono ancora giovani con grandi ideali che si distinguono dalla massa andando controcorrente a costo di essere impopolare!!
    Dio ti benedica!!i

  • MARCELLO DIBILIO

    dice su:
    19/03/2015 alle 01:09

    Non pensavo, in un momento di crisi economica così forte in cui padri e madri (o madri e padri se volete) devono lottare e stringere la cinghia per garantire alla prole una soglia decente di vita, di dover spendere le mie energie in difesa dei valori ovvi e imprescindibili della vita oggi messi in dubbio da persone che hanno perso il lume della ragione. Io sono per la famiglia naturale e combatterò. Certo che combatterò. Con tutte le mie forze.

  • Grazia Maria Sofia

    dice su:
    19/03/2015 alle 01:12

    Carissimo Elia, uomini come te c’è ne dovrebbero essere molti di più, ma la sapienza sta nelle menti di poche persone. Coraggio, ma soprattutto GRAZIE D’ESISTERE!

  • mary bellavista

    dice su:
    19/03/2015 alle 06:58

    Bravo Elia!
    Nemmeno alle nostre università non è rimasta un po’ di onestà intellettuale. Scommetto che i finanziamenti per l’indottrinamento LGBT si ottengono con grande facilità dall’unione europea, molto più facilmente che per qualunque altro progetto.

  • Annalisa A.

    dice su:
    19/03/2015 alle 07:30

    Elia ti stimo. Uscire fuori dallo schema : “lo fanno tutti, quindi è giusto”, oggi non è da tutti, soprattutto a 21 anni.
    Non lasciarti intimidire e come ha suggerito qualcuno: si possono scegliere altre Università, più corrette e giuste, che non spendono i vostri e nostri soldi per seguire e diffondere un’ideologia.

  • Gloria Vescovi

    dice su:
    19/03/2015 alle 07:45

    Bravo Elia, coraggio! È bello sapere che ci sono ragazzi, che amano la vita e credono nella famiglia, che ragionano con la propria testa e hanno il coraggio di metterci la faccia e di opporsi alla dittatura del relativismo! Grazie!

  • Stefano Giannarelli

    dice su:
    19/03/2015 alle 09:54

    Carissimo Elia, grazie del tuo contributo al riconoscimento della realtà: la violenza contro tutti i nati, indipendentemente dall’orientamento sessuale, è già patrimonio comune, difesa da leggi e ordinamenti. Non c’è bisogno di nient’altro anche perchè come si può controllare facilmente l’Italia è una delle nazioni al mondo con meno violenza verso le persone con inclinazioni omosessuali. Quindi è chiaro che questi progetti mirano ad altro, alla diffusione dell’ideologia gender in ogni scuola di ogni ordine e grado, altrimenti sarebbero destinati ai paesi dove per il solo fatto di essere omosessuale vieni condannato a morte, paesi dove la Chiesa Cattolica si è battuta pur essendo forte minoranza perchè ciò non avvenisse. Ho parlato di violenza contro i nati: perchè non investiamo per la prevenzione alla violenza contro i non nati? Nel nostro paese il 25% dei bambini viene ucciso prima di nascere, perchè non investiamo lì?

  • Donatella Lotà

    dice su:
    19/03/2015 alle 12:52

    Elia, vai avanti! E’ evidente a tutti, oramai, che la lobby LGBT sta lavorando per l’indottrinamento dei nostri figli. Grazie alla disponibilità economica ( leggi finanziamenti europei) riescono a comprare le menti di tutti coloro che per denaro si venderebbero la madre.

  • Massimo Dal Passo

    dice su:
    19/03/2015 alle 13:51

    Bravo ELIA. Sei un grande esempio in questo mondo dove pensiero unico ed ideologie fuori da ogni logica la stanno facendo da padroni. La verità sembra ora essere una menzogna. Tu ed i tuoi amici siete testimoni della Verità. La Verità è scomoda, ma vince SEMPRE !!!!!!!! Sono con te !!!

  • laura bianchi

    dice su:
    19/03/2015 alle 22:27

    Tutti e tre i miei figli sono sottoposti in qualche modo al tentativo di imporre il pensiero unico attraverso incontri con esperti in tema di sessualità, recensioni di discutibili libri che rappresentano la decadenza della cultura individualista e relativista, prove di comprensione vertenti su articoletti di Repubblica semplicissimi dal punto di vista lessicale, sintattico e logico ma “casualmente” riportanti solo il pensiero di rappresentanti di associazioni LGBT. E’ amareggiante cozzare costantemente contro l’inconsapevolezza dei genitori, che non si accorgono di quanto stia accadendo. Ogni volta che sento i rappresentanti dei genitori, cascano tutti dalle nuvole. Consola constatare che un giovane studente universitario abbia maggiore perspicacia della mia generazione.e non manchi di coraggio. Stima e solidarietà a Elia B.

  • marco galaeo

    dice su:
    19/03/2015 alle 22:41

    Elia i giovani come te sono quella parte buona del mondo. Sei dalla parte giusta, non ti fermare.

  • Teresa Sanna

    dice su:
    20/03/2015 alle 07:40

    Grazie per il bellissimo e coraggioso articolo.
    Un manipolo di persone aderenti alle lobby, si organizzano, alzano la voce, i toni e usano le notizie per avallare le loro ideologie e far credere al resto le “loro verità”. Ma il popolo italiano inizia a capire le esche gettate in mare e non si sentono più… tanto pesci.
    Il popolo inizia a capire che mentre viene a mancare il necessario nelle scuole, nelle strade e nelle case, i politici e l’Europa pensano ad imporre a tutti il superfluo di cose che abbiamo già TUTTI: concorsi , diritti e tutele.

    VERGOGNA

    E grazie ai difensori dei valori.
    Grazie Elia, grazie Provita

  • Daniele Cassano

    dice su:
    20/03/2015 alle 08:07

    Ci vorrebbe un Elia in ogni università che vi smascheri e vi denunci senza timor alcuno. Elia sei un grande. Punto. E grazie x aver svolto egregiamente un servizio alla verità.

  • nicola b.

    dice su:
    20/03/2015 alle 08:24

    Baffi&Papillon dice :”non avete il diritto” . Ecco qui smascherata la “presunta” libertà del mondo LGBT che si mette in cattedra e pontifica su chi ha il diritto e chi non c’è l’ha. Il diritto é per chi si uniforma alla lororo ideologia; il diritto non lo ha chi é dissenziente. É questo é tipico delle dittature. Basta vedere il linciaggio mediatico con Barilla che si è uniformato alla loro ideologia per non subire un boicottaggio mondiale dei suoi prodotti (all’anima della libertà vero ? ) oppure l’altro linciaggio mediatico e non (boicottiamo i loro capi di abbigliamento) verso Dolce & Gabbana che anche essendo omosessuali non sono d’accordo però sul ”matrimonio” omosessuale e sulla relativa adozione di bambini da parte di tali coppie. Però tanto é bastato ai sostenitori del PENSIERO UNICO LGBT di linciarli sui media mondiali e di lanciare un’altra campagna di boicottaggio…..E di marchiarli come omofobi (sic!) All’anima della libertà 2. Come nella rivoluzione francese…

  • Sarah Lucania

    dice su:
    20/03/2015 alle 08:35

    Fa solo piacere vedere giovani universitari che riescono a non farsi piegare dalle logiche del pensiero unico dominate. Ti fa onore Elia il tuo esporti anche a nome dei tuoi colleghi. Non sei, non siete soli. La gente di buon senso è con voi e la pensa come voi.

  • Attilio Negrini

    dice su:
    20/03/2015 alle 08:54

    Bravo Elia, adesso dovresti scrivere a Thomas Bendinelli, l’autore dell’articolo sul Corriere di oggi, e dirgli che non interessa a nessuno se “Jeanne D’Arc” è una casa editrice di destra o di sinistra, un giornalista con le palle dovrebbe accertarsi se un fatto sia VERO o FALSO. Ma questo metodo non è contemplato sotto la voce “ideologia”…

  • Maria Rachele Ruiu

    dice su:
    20/03/2015 alle 09:00

    Spesso, sia i ragazzi con cui lavoro, che gli adulti venuti ad ascoltare un qualche convegno in merito a questi ed altri argomenti, le persone mi chiedono: “Sì, ma perché mentire?! Perché stanziare milioni e milioni di euro per far passare qualcosa che fa palesemente a cazzotti con la ragionevolezza della realtà?”
    E la risposta è sempre la solita: “Prescisso che laddove si stanziano un tot di soldi è evidente che si conosce un ritorno copioso, ingente di denaro, che sono propri di lobby, prescisse quindi le motivazioni “progettate”, il motivo per cui si appoggiano, si fanno proprie alcune “teorie”, alcune visioni del mondo palesemente in contrasto con quello che la bellezza ama urlare, per cui le persone comuni bevono veleno senza ribellarsi, è molto più intimo e umano: la Verità da sempre ha un compagno scomodo, fedele: il Sacrificio. (Che svela però meraviglie di bellezza!) Grazie Elia, e grazie a tutti quelli che accolgono il pacchetto completo, per Amore. Quello vero.

  • santina afra

    dice su:
    20/03/2015 alle 09:12

    Finchè ci sono giovani che hanno il coraggio di esprimere i propri ideali sapendo bene che la sua condizione di studente lo rende ricattabile vuol dire che c’è ancora speranza in un momdo retto dalla corruzione morale dall’indottrinamento di regime.

  • Catia Pucci

    dice su:
    20/03/2015 alle 09:25

    Non sei solo. Questo è bene che si sappia!!! Che lo sappiano!! Siamo in molti a pensarla come te!!!!!!!
    Molti che pensano liberamente e liberamente vogliono esprimere la propria opinione che difenderemo sempre!
    Coraggio e avanti tutta!!

  • maria pia pasanisi

    dice su:
    20/03/2015 alle 09:32

    Avanti così Elia!!! Non lasciatevi intimorire!!!

  • Monica Boccardi

    dice su:
    20/03/2015 alle 10:00

    Bravo Elia! Complimenti per il tuo coraggio e per l’analisi perfetta della situazione.
    L’Italia dovrebbe essere una “democrazia” (nell’accezione falsa, ma positiva che si è voluto dare a questa definizione da parte dei padri costituenti), invece si rivela sempre più una “oligarchia”, nella quale pochi detengono il potere e impongono il proprio volere al resto del paese.
    E diciamo finalmente la verità: la difesa degli omosessuali, in realtà, non c’entra nulla.
    Essi sono esseri umani come tutti e in Italia sono tutelati, come ogni altro cittadino, da ogni genere di aggressione.
    Perciò non vi è alcun bisogno di studi ulteriori, di tutele maggiori, di diritti extra, rispetto a quelli che già godono.
    Salvo che non si vogliano concedere privilegi, in tal modo alimentando una sostanziale diseguaglianza ed una forma di discriminazione nei confronti dei non LGBT.
    Il che è, evidentemente, ciò che pretendono.

  • Michele Viscardi

    dice su:
    20/03/2015 alle 10:18

    Mi pare evidente che ci sia una doppia morale: quella del “Je suis Charlie”, per la quale la libertà di espressione, anche quella più becera e sbracata, deve essere tutelata a qualunque costo e quella, invece, conculcata, pena la l’aggressione verbale (ed in alcuni casi fisica) nei confronti di chi si ribella al disegno mondiale di indottrinamento gender. Sia che lo faccia in maniera silenziosa leggendo un libro in piedi in una piazza, o argomentando come in questo caso in maniera civile.

    La coerenza e l’ onestà evidentemente non vanno a braccetto con la convenienza politica.

    Signori miei rassegnatevi, nonostante i vostro arrogante tentativo di sostituire l’ideologia alla libertà ed alla ragione, non riuscirete a riportarci ai tempi degli Ukaz di Sovietica memoria

  • angela fortunato

    dice su:
    20/03/2015 alle 11:11

    Elia sei tutti noi, e siamo in tanti! Complimenti!

  • alejandro abasolo

    dice su:
    20/03/2015 alle 11:16

    Bravo Elia, queste cose devono essere urlate sui tetti. Niente paura. Sereno e avanti tutta.

  • Ivan Casula

    dice su:
    20/03/2015 alle 12:44

    Bellissimo articolo, per cui ringrazio per la pubblicazione. In particolare ho difficoltà a capire alcune voci di critica riguardo alla decisione di stanziare fondi per qualcosa che non è educazione. I problemi della scuola italiana sono ben altri, non certo un’emergenza omofobia che non esiste.

  • qwerftgh qwertg

    dice su:
    20/03/2015 alle 15:05

    Grazie Elia per tutto quello che fai.
    Davanti hai un gruppetto di fighetti “à la page”, dietro di te ci sono decine di milioni di italiani che non si fanno fare il lavaggio del cervello in base alla moda ideologica del momento.

  • Alessandro Benigni

    dice su:
    20/03/2015 alle 18:01

    Grazie Elia per la tua preziosa testimonianza e per il tuo impegno. Non mollare!

  • Pietro Canteri

    dice su:
    20/03/2015 alle 19:39

    Vai Elia, profeta è chi legge il mondo con occhi aperti e veri!
    Non sei assolutamente solo, siamo milioni! Perde chi urla e corre alle condanne!

  • Lorenzo Gatto

    dice su:
    22/03/2015 alle 17:33

    Solo qualche considerazione:
    «La violenza nei confronti di un omosessuale è più grave rispetto al caso in cui chi subisce la violenza è una persona con orientamento eterosessuale?»
    Sì, se la violenza viene perpetrata su un individuo proprio perché omosessuale.

    «[…] “donna transessuale” (cosa si intende con questo termine è a me sconosciuto?)»
    MtF, un individuo biologicamente maschio (cromosomi XY) di genere femminile, cioè, per farla breve, che “si sente” donna. Quindi donna (perché è ciò che sente) transessuale (perché è “transitata” fisicamente dal sesso maschile a quello femminile).

    «Da sempre, queste docenti si preoccupano di promuovere i (dis)valori legati all’ideologia gender»
    http://www.aipass.org/node/5828

    «Questo è un esplicito contrasto ai poteri forti del Dipartimento, che non abbiamo paura di affrontare, consapevoli di poter perdere tutto, ma non perderemo mai la libertà.»
    Grandi.

  • Gowert Reikitani

    dice su:
    23/03/2015 alle 00:08

    E’ ora di smetterla con queste cretinate!
    Viva il sacrosanto diritto dei bambini, di TUTTI i bambini, a vivere con la mamma e il papà.
    Grazie a tutta la gente come ELIA!

  • Roberto Tosi

    dice su:
    24/03/2015 alle 12:10

    Leggo commenti nei quali si invita ad opporsi al “pensiero unico LGBT” ma sulla questione del Pensiero Unico nessuno su questo punto può battere le religioni monoteiste, e quella cattolica in particolare, che si dice portavoce del Pensiero Unico Supremo, quello nientemeno “divino”. Non per niente i membri del clero tuonano puntualmente contro il “relativismo”, ad esso si preferisce il suo contrario, l’Assolutismo: un solo Verbo, una sola Verità (Rivelata) a cui tutti quanti debbano sottostare e uniformarsi, pena le fiamme eterne (precedute dal disprezzo terreno di chi ti disprezza per via di chi ti innamori). La dimostrazione che non esiste nessuno Pensiero Unico Omosessuale è che il movimento LGBT é composto da tante diversitá, non impone niente agli altri e non spinge nè suggerisce nessuno a cambiare una virgola della propria vita. Anzi il valore è proprio nella diversità non nell’omologazione all’eterosessualità obbligatoria.

    • FRP

      dice su:
      24/03/2015 alle 16:16

      Mi pare che i FATTI smentiscano le sue PAROLE

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati