06/12/2016

La Buona Notizia #616 – Adozioni speciali scaldano la Puglia

La Buona Notizia di oggi è una storia di scelta della vita sull’aborto, di adozione e di accoglienza della disabilità. 

A Bari, infatti, nei giorni scorsi è stato partorito un bambino con sindrome di Down, che ha subito trovato due genitori pronti ad accoglierlo.

Alcuni si chiederanno: dove sta la Buona Notizia nel fatto che un bambino è stato abbandonato? In realtà in questa vicenda occorre guardare a un fatto più importante, ossia che i genitori biologici di Luca (nome di fantasia) non lo hanno abortito nonostante il suo avere un cromosoma in più, bensì hanno deciso – con coraggio – di donargli lo stesso la possibilità di giocarsi la partita della vita. È vero poi che non se la sono sentita di dargli anche una famiglia, ma due genitori adottivi si sono subito proposti di accoglierlo. 

L’adozione è un gesto nobile, e a questo antico istituto abbiamo dedicato il numero di dicembre della nostra rivista Notizie ProVita. Adottare un bambino non “perfetto” – secondo i canoni odierni – e proveniente dall’esterno non è né facile né scontato: ci vogliono apertura di cuore e disponibilità al sacrificio. Non a caso, non tutte le coppie si aprono a questa strada, ma è pur vero che, sempre in Puglia, un mesetto fa un’altra neonata con sindrome di Down – Eleonora – aveva trovato casa. 

«Sono genitori due volte», riflette Rosy Paparella, garante dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza per la Regione Puglia intervistata da La Repubblica. «Sembra strano dover esprimere ammirazione per una madre e un padre perché essere genitori è un atto gratuito, ma questa coppia merita il nostro augurio e la nostra considerazione. [...] nella decisione di queste famiglie c’è già la garanzia di una maggiore responsabilità e di un’attitudine radicata».

Luca ed Eleonora hanno dunque una vita davanti, grazie ai genitori che hanno scelto di portare avanti la gravidanza ma anche grazie alla famiglia che li ha accolti.

A domani, con un’altra Buona Notizia!

Redazione

 Fonte: La Repubblica

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