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Con settembre nelle scuole di Monza gli alunni da 6 a 16 potranno esser inseriti in percorsi formativi di dichiarato impianto gender seguendo il programma curato dal Progetto Rainbow che, con la solita foglia di fico della lotta al bullismo omo-trasfobico, impongono l’ideologia di genere.

Nel caso specifico si parla di un lungo corso di approfondimento, composto da convegni, incontri, questionari e dvd di filmati che raccontano, per esempio, di un bambino divenuto bambina o di un criceto che si innamora di quella che lui credeva essere una compagna ed invece scopre essere maschio.

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A Monza, dall’anno prossimo, tutte le scuole della città potranno aderire al Progetto Rainbow, un programma finanziato dall’Unione Europea che ha l’obiettivo di combattere il bullismo omofobico e “informare” bambini dai 6 ai 16 anni sui temi cari alle associazioni Lgbt.

Non è un caso unico in Italia, ma emblematico, quello di Monza. Per impedire il bullismo, che colpisce il 24 per cento degli omosessuali (contro il 14,2 per cento degli eterosessuali – cifre del report 2011 dell’Istituto Nazionale di statistica), il Comune pubblicizza con una mozione un progetto che promuove idee socio-pedagogiche su identità di genere e “stereotipi” che con il bullismo, però, hanno poco a che fare.
LA MOZIONE. Alessandro Gerosa (Sel), promotore della mozione, illustra sul suo sito l’intento pedagogico del programma. Il progetto Rainbow va portato nelle scuole monzesi «perché tutt* le/i alunn* nell’età della crescita scolastica possano sviluppare un’identità di genere ed un orientamento sessuale consapevole». Il kit didattico comprende 9 dvd, cortometraggi da vedere in classe, che insieme a vari questionari mettono a tema l’identità di genere e altre tematiche Lgbt.
LA PROTESTA DELLE FAMIGLIE. Dopo l’approvazione della mozione, a fine maggio, l’assessore all’istruzione Rosario Montalbano ha inviato una lettera a tutti i dirigenti di Monza per pubblicizzare il progetto, che potrà essere portato a scuola già da settembre 2014. «Ovviamente aderire al progetto non è obbligatorio. Sono i consigli d’Istituto a decidere, però è preoccupante questa pubblicizzazione da parte della politica», afferma Francesca, professoressa di una scuola media statale di Monza. «Di progetti sull’affettività ne vengono proposti tanti, e tutti vanno valutati e votati dal consiglio», prosegue.
Secondo la professoressa, «l’educazione su questi temi spetta ai genitori e agli insegnanti, non ai lobbisti delle associazioni gay o ai politici». Per questo, come altre insegnanti, Francesca ha partecipato a un incontro il 12 giugno, nella sede del Cittadino di Monza, promosso da un gruppo di famiglie che hanno protestato contro la mozione Rainbow. Il portavoce delle famiglie Marcelo Fiaes ha attaccato la giunta, che «ignora il diritto dei bambini a vivere un’infanzia sana, lontana dalle pressioni sessiste».
IDEOLOGIA GENDER. Per rispondere alla mozione Rainbow, il “Forum delle Famiglie” di Monza e Brianza ha promosso «un percorso di avviamento di un coordinamento», con l’obiettivo entro settembre di «portare conoscenze alle nostre famiglie in merito alla questione ideologia di genere». Alcuni dei genitori che fanno parte del Forum sono indignati del fatto che la giunta abbia potuto approvare un progetto che promuove omosessualità e transessualità ai bambini. Il bersaglio delle polemiche è soprattutto il film “Da Lucas a Luus”, che sponsorizza la transessualità a bambini fra gli 8 e i 10 anni, parlando di una “bambina”, nata bambino.
La rabbia dei genitori non si limita al contenuto dei cortometraggi: «È l’intero percorso pedagogico proposto che contestiamo», spiega uno dei genitori che ha partecipato all’incontro anti-Rainbow. Gli psicologi delle associazioni Lgbt, nel loro dossier per maestri e bambini, non si limitano infatti al folklore politically correct, suggerendo l’uso di parole neutre per evitare discriminazioni («dite “la persona che dirige” e non “il direttore” o “la direttrice”», scrivono), ma impongono di etichettare come discriminatorie tutte le affermazioni “eterosessualiste” e l’idea che l’orientamento sessuale eterosessuale è «naturale e ovvio» o che «l’essere “maschile” sia essere attratti dalle femmine» e viceversa.

«SNATURA IL RUOLO DELLA SCUOLA». Per far passare questi concetti, il progetto utilizza i cortometraggi. Oltre al film su Luus, nato Lucas, c’è il cartone “Bob”. Soggetto: «Un criceto vede di sfuggita una cricetina femmina e vuole fare di tutto per conquistare il suo cuore. È disposto persino ad inseguirla in capo al Mondo. Ma lo aspetta una grande sorpresa… (è un maschio, ndr)». In “Danny’s Parade” si racconta invece la storia di un ragazzo gay. L’obiettivo degli alunni, scrivono i pedagoghi delle associazioni Lgbt, è scoprire «cosa sono la giornata internazionale del Coming Out e il Gay Pride, e cosa significa Coming Out».
I cortometraggi non sono apprezzati dal consigliere monzese di Forza Italia, Pierfrancesco Maffè. Quello promosso dalla giunta, secondo lui, «è un progetto diseducativo, che va a snaturare il ruolo della scuola». Ciò che colpisce Maffè è che «a portare avanti questo attacco al sistema educativo con una mozione pretestuosa e non determinante per la maggioranza siano stati esponenti di sinistra che dichiarano di rappresentare a sinistra i cattolici».

Redazione

Fonte: Tempi


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16 Commenti, RSS

  • Sergio Boldrin

    dice su:
    28/06/2014 alle 03:44

    Ma la finite ? Ma la volete finire ?
    Lasciate stare i nostri bambini, figli, nipoti . Manica di corruttori di minori .
    Dio ě già superincazzato e ve la farà pagare cara . Non ve ne frega niente ? Non ci credete ?
    Staremo a vedere !

  • Enrica

    dice su:
    28/06/2014 alle 10:50

    Ma che schifo,non vi vergognate di insegnare a scuola certe oscenità? Lasciate che i bambini crescano puliti e sereni ,senza queste lezioni di sesso. I gay sono dei poveri malati da curare mentalmente e fisicamente,non da metterli come esempio nelle scuole! Attualmente,mi stupisco sempre di più per la depravazione che aumenta, mentre la serietà e la moralità sono cose che si leggono sul libro di De Amicis…….Sono una nonna che ricorda con gioia i suoi anni di scuola e si preoccupa per i suoi nipoti perche’ non sa come finiranno nelle prossime scuole. Insegnanti che amano il loro mestiere sono poche e alunni seguiti ed educati dai propri genitori,meno ancora,così,in futuro avremo tanti studenti ignoranti malati mentalmente e abbandonati a se stessi……magnifico vero? Tutti dovrebbero fare un bell’esame di coscienza e pensare al futuro dei propri figli!!!

  • Daniela

    dice su:
    28/06/2014 alle 11:34

    Il bullismo nelle scuole, non si può debellare così. Un bullo purtroppo non si ferma ad un solo “argomento” discriminante. Non sono solo i transessuali o i gay che possono essere oggetto di bullismo. Se si diffonderà una cultura del rispetto reciproco verso tutti, solo allora non ci sarà più bisogno di accentuare l’attenzione su una condizione per imporre che sia accettata. NON SI PUO’ IMPORRE CHE UNA CONDIZIONE UMANA SIA ACCETTATA, si deve tirare fuori dall’animo umano una naturale propensione ad accettare l’altro così com’è, senza etichettarlo. SCUSATE, ma questo articolo mi sembra un’assurdità.

    • Lito

      dice su:
      28/06/2014 alle 22:24

      Be tesoro, a causa di persone come te fanno questi progetti! Qui non è questione di fare il lavaggio del cervello ma di insegnare la libertà e far capire sin dalla giovinezza, dato che ora mai gli adulti italiani sono molto ignoranti sulla materia e tirano in ballo Dio come fosse una marca di un qualsiasi prodotto, che nessuno può giudicare ed ognuno è libero di frequentare chi voglia nel rispetto reciproco! Credo sia una bella cosa arricchire culturalmente, con “progetti” in chiave moderna che affronta tematiche e problematiche del XXI !!
      Grazie a tutti E RICORDATE:
      E’ facile giudicare il libro dalla copertina ma spesso è difficile coglierne il significato di esso!

    • Clara

      dice su:
      29/06/2014 alle 00:01

      Daniela parole sante che condivido in toto !!!

    • Laura Paoli

      dice su:
      04/07/2015 alle 10:55

      . Io sono pienamente d’accordo con te. Sono mamma di un bimbo di 3 anni e credo stia alla famiglia educare i figli al rispetto.. . Io penso che tutto nasce da come vengo educati i all’interno della famiglia che è il nucleo primario per un bimbo. Se continueremo a strillare l’uno contro l’altro mentre portiamo i figli all asilo o a scuola per una partenza ritardata davanti ad un semaforo rosso spiegatemi un po’ che rispetto possiamo insegnare loro?? Perché qui non si parla di rispetto per i gay o chicchessia ma di RISPETTO PER IL PROSSIMO.

  • Luigi Piccirillo

    dice su:
    28/06/2014 alle 15:36

    RIPORTO A PIENO IL COMMENTO DI:

    Sergio Boldrin dice su (28/06/2014 alle 03:44)
    Ma la finite ? Ma la volete finire ?
    Lasciate stare i nostri bambini, figli, nipoti . Manica di corruttori di minori .
    Dio ě già superincazzato e ve la farà pagare cara . Non ve ne frega niente ? Non ci credete ?
    Staremo a vedere !

  • Mila

    dice su:
    28/06/2014 alle 22:54

    Meno malevsono esperti coloro che inseriscono queste cretinate…. lasciamo crescere i bambini con i cartoni normali e a scuola insegnate l’italiano che ce ne un bisogno urgente e il rispetto per ogni essere vivente e contro i pregiudizi……. per far questo non servono dvd con cartpni gay ecc che srcondo me potrebbero anche essere controproducenti …..

  • Giovanni

    dice su:
    28/06/2014 alle 23:39

    Essere tolleranti nei confronti dell’omosessualità non ha niente a che fare con l’imposizione del modello omosessuale o transgender. La scuola non deve essere strumentalizzata per imbonirsi la lobby omosessuale! Che si preoccupi piuttosto di educare gli alunni ai sentimenti, visto che da questo punto di vista molti giovani sono analfabeti!

  • Alessio

    dice su:
    29/06/2014 alle 14:09

    Ho appena finito di fare pranzo…Sto per vomitare.

  • Elisa

    dice su:
    01/07/2014 alle 00:54

    Finalmente qualcosa che permetta ai bambini e ai ragazzi di osservare, capire e farsi una propria opinione. C’è bisogno di questi programmi nelle scuole per sopperire ad una mancanza da parte di molti genitori di educazione alla vita, alla sessualità e alla tolleranza -che implicano conoscenza, rispetto di sé e degli altri e pensiero critico- . Aldilà dell’orientamento sessuale, mi sembra evidente che l’intento sia anche quello di formare identità più slegate dai condizionamenti di genere a cui siamo abituati. Forse, se programmi di questo tipo venissero ampliati si formerebbero persone più consapevoli, bambini che non si confrontano con stereotipi deleteri come: bambina\rosa\sentimenti\dolcezza\femminilità\arrendevolezza\madre ; bambino\blu\forza\concretezza\non si piange\padre. Ovviamente è un esempio nemmeno minimamente esaustivo e probabilmente non servirà a far rendere conto, chi commenta questo articolo, che c’è bisogno di bambini diversi da quelli che siamo stati, in grado di ri-pensare il mondo, la società e i ruoli, di creare qualcosa di nuovo e possibilmente migliore. Magari nel futuro ci saranno più donne a capo di aziende e stati e più uomini che decideranno di percorrere una carriera infermieristica o come educatore, o magari, i bambini sapranno già che non devono aspirare per forza a diventare veline o calciatori. O eterosessuali.

  • Vincenzo

    dice su:
    16/07/2014 alle 23:44

    Ma la pornografia non è vietata ai minori di 18 anni? Va be, vuol dire che faranno una legge per consentirà. Del resto, a quanto pare, è l’unico modo per combattere il bullismo “omofobico” e si sa, a mali estremi….
    Però del bullismo ciccionefobico, di quello brufolofobico, zingarofobico, bassofobico, quattrocchifobico non se ne parla ancora. Che non gliene freghi niente a nessuno di dire che il rispetto è per la persona e basta? E che l’omofobia in se’ non significa niente. Non mi interessano i tuoi orientamenti sessuali, la tua etnia, il colore della tua pelle, se sei basso, grasso se porti gli occhiali o se hai i brufoli. Ti rispetto e basta. Tu fai lo stesso?

  • Laura Paoli

    dice su:
    04/07/2015 alle 10:58

    Probabilmente Dio ha sbagliato tutto allora!! Boh. Genitori, scuole, istituzioni insegnate ai genitori ad educare i figli al RISPETTO. Il resto verrà da se.

  • Adalgisa Zappatore

    dice su:
    04/07/2015 alle 20:07

    La scuola e’ un organo nato col fine di istruire i cittadini affinché non restino analfabeti se poi, si insegna anche l’educazione trasmettendo valori morali ok ma, smaliziare i nostri bambini e’ orribile!!!
    Ogni individuo ha diritto a sviluppare la propria sessualità con i suoi tempi e i suoi percorsi naturali qualsiasi sia la sua natura.
    Quindi giù le mani dai nostri bambini!!!!!

  • enrico lazzerini

    dice su:
    04/08/2015 alle 11:21

    Vi propongo 4 link link:
    A) video illustrativo del metodo gender come suggerito agli insegnanti https://www.youtube.com/watch?v=SLPUDFP9XbQ
    B) modello per diffidare il gender: http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/LineaGuida_Diffida.pdf
    c) Attenzione anche al Patto di corresponsabilità educativa (tanto bello tanto lungo ma tra le righe che c’è??? Perchè chiedono di frmare? Per ricattare che lo hai firmato? http://www.roveretoest.it/images/stories/PATTO_DI_CORRESPONSABILITA_EDUCATIVA.pdf
    d) Meglio una bella Legale Rappresentanza ma per tutto non solo per il gender come io ho seguito e fatto su http://www.popolounico.org

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