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Home Page > Notizie dall’Italia > Scout: apertura all’omosessualità – Presa di distanza di alcuni Capi AGESCI
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Abbiamo pubblicato due giorni fa un rendiconto dei contenuti della “Carta del Coraggio, curata dal nutrito gruppo di scout che ha preso parte al raduno nazionale di San Rossore di Pisa, con particolare riguardo nei confronti della rinnovata concezione dell’amore e della famiglia intesa, testualmente, come “qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto”.

Il tutto viene, ovviamente, condito dal solito appello ad un’apertura totale nei confronti dell’omosessualità e del divorzio.

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Riceviamo in data odierna la presa di posizione di alcuni capi scout che tengono a prendere le distanze da quanto presente nella “Carta del Coraggio” i cui contenuti – nella parte indicata – non sono in linea con le linee guida valoriali dell’associazione stessa.

___

Alla luce dei recenti articoli diffusi sul web da rispettabili giornali cattolici e anticonformisti, quali “Radio Spada”, “Notizie ProVita” e “Il Timone”, a proposito della “Carta del Coraggio”, il documento scritto dai più di 400 rappresentanti dei 30.000 rover e scolte presenti alla route nazionale dell’AGESCI tenutasi a San Rossore dal 7 al 10 Agosto, ci preme, come capi dell’Associazione, fornire a tutti gli opportuni chiarimenti sui contenuti del testo in questione.

Occorre precisare innanzitutto che questo documento è stato scritto da ragazzi la cui età oscilla tra i 16 e i 20 anni, riunitisi in un organo non ufficialmente riconosciuto in associazione, e che stanno ancora vivendo la proposta educativa offerta loro dallo scoutismo. Essa rappresenta, quindi, uno strumento educativo sfruttato dai capi dell’associazione per aiutare i ragazzi a delineare i loro impegni concreti che, come buoni cittadini e buoni cristiani, sentono di voler concretizzare nell’immediato futuro e nella loro quotidianità.

Nella Carta, inoltre, ci sono numerose richieste che i ragazzi sentono di voler rivolgere con gioia e coraggio alle massime cariche politiche e religiose del nostro Paese, così che i loro bisogni siano presi in considerazione dall’intera società e possano essere un punto importante per contribuire “dal basso” a migliorare il mondo in cui viviamo!

Nella Carta ci sono, quindi tantissimi spunti molto importanti, a livello educativo, per la crescita integrale dei ragazzi e non mancano neanche numerosi impegni davvero ammirevoli che giovani scout desiderano concretizzare per “lasciare il mondo un po’ migliore di quanto l’abbiano trovato”!

Tuttavia è doveroso precisare con fermezza che il documento redatto dai ragazzi NON rappresenta in alcun modo un manifesto valoriale su cui si riconosce l’intera associazione, bensì una traccia che i ragazzi vogliono lasciare prima che, con il nuovo anno scout, questi impegni vengano concretizzati effettivamente! Di conseguenza, appare evidente che le opinioni dei ragazzi palesate in alcuni punti della Carta, come il capitolo su “L’Amore”, che possono risultare al limite con i principi fondativi della nostra associazione o con la dottrina della Chiesa, non possono considerarsi come uno “snaturamento” della base valoriale dell’associazione.

I valori a cui si ispira l’AGESCI e il modo con cui i capi tentano di declinarli effettivamente nel loro encomiabile servizio con i giovani sono e resteranno sempre quelli ben espressi nel Patto Associativo e nello Statuto dell’associazione, alla cui base vi sono, come cardini, la Bibbia e la Costituzione Italiana!

 

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Per questo, come capi, ci sentiamo in dovere di prendere le debite distanze dalle dure (ma a volte comprensibili) critiche di chi in questi giorni può aver pensato che il metodo educativo AGESCI preveda ora nuove aperture alle ideologie imperanti della società moderna! Ci teniamo a ribadire con fermezza che non abbiamo alcuna intenzione di educare i nostri ragazzi alle deliranti teorie del gender  o ad altre follie simili della nostra epoca! La nostra proposta è mirata unicamente ad educare, secondo gli insegnamenti autentici di Cristo, buoni cristiani e buoni cittadini, capaci un giorno, con spirito critico e con una solida base valoriale cattolica, di compiere le scelte che più riterranno opportune per realizzarsi pienamente nella loro Vocazione, sia essa nella vita religiosa, nel vincolo sacramentale della famiglia naturale, nel lavoro, ecc.

Su noi capi spetta ora la grave responsabilità di interrogarsi seriamente sui contenuti della Carta per valorizzare, coerentemente con i principi in cui crediamo, quanto di buono essa contiene, prima che a ottobre si inizino a compiere con i ragazzi i primi passi concreti! Di conseguenza, ci impegniamo a sensibilizzare l’intera associazione e gli altri capi che non hanno le stesse idee in merito, affinchè al prossimo Consiglio Nazionale  si rivalutino quei contenuti della Carta incoerenti con il Magistero della Chiesa e con il nostro Patto Associativo, dissentendo da una visione confusionaria dell’amore e della famiglia naturale, così che i ragazzi possano realizzarli conformemente al nostro Credo!

Lettera firmata 

 

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155 Commenti, RSS

  • francesca

    dice su:
    22/08/2014 alle 14:17

    Io sono una ragazza di quei 30.000 che hanno proposto una simile concezione sull’amore. Credo in quei principi che hanno ricevuto così tante critiche. Sono rimasta delusa da questa poca presa di posizioni di alcuni capi che si tengono a dovuta distanza da questi pensieri e critiche. Sono fiera di pensarla in questo modo perché come dice papa Francesco “chi sono io per giudicare?”. Perché un amore tra coppie dello stesso sesso dovrebbe valer meno di un amore etero? Chi siete voi per giudicare questa cosa?Volevate qualcuno a cui fare delle critiche? Sì siamo noi 30.000 mila ragazzi che un giorno non troppo lontano diventeranno i capi dell’associazione e potremo davvero cambiare le cose come abbiamo scritto nella carta.

    • Francesco

      dice su:
      26/08/2014 alle 01:44

      Grazie Francesca, anch’io sono un rover (nonché alfiere) e ti abbraccio virtualmente per le tue parole. Buona strada!

      • AICI

        dice su:
        28/08/2014 alle 11:17

        “chi sono io per giudicare?” Di sicuro non cattolica se hai scritto quel testo con gli altri 30.000. Bello giocare con le parole del Santo Padre….
        “un giorno non troppo lontano diventeranno i capi dell’associazione e potremo davvero cambiare le cose come abbiamo scritto nella carta.”
        Spero di morir prima di una prossima Sodoma!

        • Francesco

          dice su:
          29/08/2014 alle 14:52

          Quindi un futuro in cui tutti, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, fossero tollerati ed accettati come fratelli per lei sarebbe una “prossima Sodoma”. Rivaluti il suo essere cristiano.

        • Marcello

          dice su:
          29/08/2014 alle 17:30

          “La prossima Sodoma”???
          Ma per favore! Sono un Capo Scout e spero che i miei ragazzi non debbano aspettare di diventare capi per riconoscersi pienamente nell’Associazione. Lo scoutismo deve ragionare sulla società moderna e sulle moderne esigenze e richieste educative, non trincerarsi nelle ideologie Medioevali. Questo non vuol dire ovviamente lasciare un'”anarchia valoriale”, quanto piuttosto prendere per mano il cambiamento e capire che ruolo possa e debba avere il metodo scout all’interno di esso. Un profondo in bocca al lupo ai 300 ragazzi, e BUONA STRADA!

          • Francesco (2)

            dice su:
            02/09/2014 alle 21:26

            Poche domande banali (che imbarazza doverle porre): per chi si dichiara Cattolico il Magistero della Chiesa ha un senso o è solo una tra le molteplici opzioni? Tra le “ideologie medioevali” da rottamare ci mettiamo anche San Tommaso d’Acquino (giusto per citarne uno) o San Paolo e lo sostituiamo con il “cambiamento preso per mano”? Ma avete una minima idea di cosa sia la Dottrina Cattolica?

          • élla

            dice su:
            04/09/2014 alle 00:27

            Ti voglio come mio Capo Clan :) avrei tanto voluto essere già una Scolta per poter venire alla Route Nazionale…

            BUONA STRADA ANCHE A TE!!!

        • Franz

          dice su:
          22/09/2014 alle 16:13

          sì, ma prima si informi sul significato biblico della metafora sodomitica: punizione divina di una città in preda all’empietà e non all’amore, omo o eterosessuale.

          ridurre Sodoma a condanna dell’omossualità è di un ignoranza sconcertante, visto che parte dall’assunto che lo stupro di gruppo un angelo equivalga ad avere un rapporto (omo?)sessuale con un adulto consenziente (e magari pure innamorato).

          immagino conosca l’appellativo che Sgarbi le riserverebbe :-)

    • Roberto

      dice su:
      27/08/2014 alle 12:03

      sono felice ed emozionato. da scout ‘non praticante’ (non lo si è per tutta la vita?). felice di vedere che l’amore e l’accoglienza sono ancora un punto fermo per molti giovani: dimostrando di essere migliori – anche in spirito – dei loro capi. con un coraggio – grande così – di dirlo.
      buona, buonissima strada.

    • Fra

      dice su:
      27/08/2014 alle 13:56

      Spero proprio che Francesca diventi uno dei futuri capi dell’associazione

      • Franco

        dice su:
        03/09/2014 alle 09:38

        Io spero che tanti diventino futuri capi dell’associazione, ma per farlo occorre condividere il Patto Associativo. Il problema, ad oggi, è che la Carta del Coraggio ed il Patto Associativo guardano in direzioni diverse in molti punti.

    • Michele Fabbri

      dice su:
      28/08/2014 alle 01:50

      Penso saremo tutti d’accordo che non si possa “giudicare” nel senso di sentenziare o condannare. Ma riflettere e criticare sono un altro mestiere e NON PUOI chiedere a un uomo di non farlo, sempre che tu non abbia giudicato (ops) che Aristotele abbia sbagliato a pensare che l’uomo sia un animale razionale.
      Sì, potrete cambiare tante cose non diventerete mai dio per fortuna (come nessuno di noi).
      Non voglio spendere una sola parola sull’omosessualità perché mi sembra un tema talmente immenso (non come dimensioni ma come profondità) che credo sia meglio non parlarne che in contesti adeguati e con il massimo discernimento. Trovo che una frase come “Perché un amore tra coppie dello stesso sesso dovrebbe valer meno di un amore etero?” sia un insulto allo spessore dello spirito e della psiche umani e che un omosessuale dovrebbe sdegnarsi di esser scomodato in “riflessioni” di livello così banale.
      Mi chiedo poi se tu abbia mai letto cosa dice il Magistero a riguardo dell’omosessualità. E soprattutto se tu abbia un’idea di come si autodefinisca la Chiesa Cattolica. In tal caso scopriresti che, a dir suo, gli insegnamenti del magistero non sono insegnamenti suoi ma di Gesù Cristo stesso. Mi sembra vada da sé che non cambierà proprio niente di quello che speri. Se poi vuoi criticare la Chiesa Cattolica e proporre uno scisma o aderire a un’eresia…beh, avete cannato argomenti nella vostra Carta.
      Specifico che non ho esplicitato nulla del mio pensiero a riguardo della questione né voglio farlo, mi permetto però di sollecitare te e chi con te ha scritto la lettera e divulga commenti come il tuo sia a utilizzare le proprie risorse di pensiero in un modo che ne esalti la dignità, sia a ricordare che quando si scrive si sta scrivendo davanti al mondo, e il mondo merita di leggere cose che abbiano una logica.

    • Lorenzo

      dice su:
      28/08/2014 alle 10:59

      cit: “Su noi capi spetta ora la grave responsabilità di interrogarsi seriamente sui contenuti della Carta… si rivalutino quei contenuti della Carta incoerenti con il Magistero della Chiesa e con il nostro Patto Associativo”

      Quindi avreste il grave compito di Giudicare..e Valutare..!?!?!?

      cit: “Chi Sono Io per giudicare..” (Papa Francesco.)

      La fortuna è che gli Scout di oggi saranno i capi di domani!!

      Buona Strada!

      Lorenzo Glielmi (Ex Capo Scaout.. ma scout per sempre )

    • Marialuisa

      dice su:
      02/09/2014 alle 19:10

      Cara Francesca tu forse non arriverai a 20anni, ma la Bibbia ne tiene più di 2000 e la Parola di Dio è eterna!!! Mi dispiace vedere in te un’assenza totale di riflessione sulla Parola di Dio laddove parla chiaro sulla pratica dell’omosessualità, il Catechismo della Chiesa Cattolica parla ancora più chiaro al n.2357 “Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, (vd:Gn 19,1-29, Rm 1,24-27, 1Cor 6,10, 1Tm 1,10) la Tradizione (=cioè l’insegnamento degli Apostoli e Padri della Chiesa) ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.” Il n.2358 aggiunge “Costoro (gli omosessuali) non scelgono la loro condizione omosessuale; essa costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita… Il n.2359 conclude così “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso la virtù della padronanza di sé, educatrice della libertà interiore… con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana”… Tu con le tue idee da capo tribù puoi sbattere la testa anche contro tutte le colonne del Bernini in p. San Pietro: non una sola scalfirai! Tu ne uscirai con la testa rotta, ma la Chiesa non cambierà mai idea sulla pratica omosessuale: perché “Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre”… studia meglio la Sacra Scrittura e il Catechismo della Chiesa, modera il tuo linguaggio che rasenta la superbia del demonio e non tirare in ballo la tanto famosa quanto fraintesa frase del Papa che prima di pronunciarla disse così “se un gay cerca il Signore e fa la sua volontà”…se i gay non cercano Dio e non si mantengono nella purezza, non sarà il Papa a giudicarli perché non spetta a lui giudicare e condannare all’inferno visto che non è lui a detenere questo potere, ma finiranno sotto il giudizio di Dio: il Papa può condannare solo il peccato, a Dio spetta condannare il peccatore se costui durante la sua vita non si è convertito! Credi di sapere perfettamente come camminano il sole e la luna in materia, ma la tua credenza fa acqua da tutte le parti… forse è la tua fede da rivedere più che l’insegnamento della Chiesa!

      • Guido

        dice su:
        03/09/2014 alle 09:57

        Come giovane capo Scout mi interrogo seriamente su quanto sia possibile per certi Capi allontanarsi dalla loro base, ovvero dai ragazzi che educano, visto anche il Patto Associativo a cui aderiamo: se un Capo nutre dei dubbi rispetto ad un documento che ha valore pratico e di intenti prodotto dai ragazzi, la cui educazione è la sua missione principale come Capo, esprimere le proprie riserve con una lettera pubblica e non intavolare invece un discorso nelle sedi e nei modi opportuni è una vigliaccata, e va contro ogni principio dello scoutismo.
        In questi commenti leggo un sacco di – permettetemi il termine – uscite gratuite da tromboni bigotti, che citano a memoria catechismi, Nuovo Testamento, Vecchio Testamento e tanti altri bellissimi strumenti di riflessione, senza però riuscire a uscire dalla dimensione teorica e dogmatica, quando invece dovrebbero cercare di andare incontro REALMENTE alle situazioni su cui pontificano con tanta superbia. La superbia con cui certa gente invita a rivedere le proprie credenze e la propria fede mi fa davvero tristezza, ma d’altronde (a questo giro la Bibbia la cito io) è più facile guardare le pagliuzze degli altri e non le proprie travi. La Bibbia non ci è stata mandata via fax dal Paradiso, è una raccolta di usi, costumi, precetti e visioni dell’uomo rispetto alla Fede cristiana che deve essere adattata e utilizzata con coerenza rispetto ai tempi e alle situazioni. E questa non è eresia, è l’insegnamento di Cristo, proprio il tizio che andò contro i precetti del Vecchio Testamento invitando la gente a non lapidare una donna adultera.
        I ragazzi di San Rossore hanno tutto il mio plauso, e li invito con cuore a portare avanti le loro idee anche nel servizio come Capi, per poter contribuire a migliorare sé stessi e l’associazione di cui fanno parte.
        A voi auguro Buona Strada, così come ai detrattori da due soldi che infestano certe pagine del web: la Fede che si trincera dietro le pagine di un libro è vana, la Fede che cammina al fianco degli ultimi e di chi ne ha bisogno è vera e autentica.

        • Marvit

          dice su:
          03/09/2014 alle 18:28

          Grazie Guido…hai incarnato magnificamente ciò che penso da moltissimi anni… Conosco gli scout ed appartengo al Masci del mio paese.. Ho problemi con i miei compagni proprio per questo argomento, quindi lascio e me ne vado, non riesco a capire questo accanimento verso le persone gay, possono essere ottimi educatore , ottimi amici, e ottimi genitori… Ho amici gay che sono buoni cristiani …meglio di me sicuramente ..buona strada a tutti

        • Nazareth1

          dice su:
          11/09/2014 alle 21:52

          …Mi sembra di ricordare che Gesù ha sempre concluso dopo il perdono: va e non peccare più!

      • ANDREA

        dice su:
        10/09/2014 alle 00:04

        praticamente perfetta…io ho mia figlia di 12 anni che va a scout, al rientro io e mia moglie chiederemo spiegazioni ai suoi capi, se l’idea è questa di alcuni deliranti capi scout che scrivono su questo blog la tolgo immediatamente dopo aver parlato anche con il parroco, ovviamente!

    • G.O. Eli

      dice su:
      03/09/2014 alle 09:09

      l amore tra 2 dello stesso sesso vai contro la natura. Ma dovrebbe bastarvi che va contro gli insegnamenti cattolici ed eé evidente che il demonio vi mette lo zampino. Ecco perche non possono essere considerati uguali

      • élla

        dice su:
        04/09/2014 alle 00:34

        Ma come scrivi imbecille!! Non insultare se non sai l’italiano!!!

    • ross

      dice su:
      03/09/2014 alle 13:20

      Forse ti sei persa un pezzo del discorso del papa.
      Il papa ha ribadito ( proseguendo sulla linea degli altri papi, tra cui San Giovanni Paolo II) che la famiglia è composta da uomo e donna. È questa è una decisione divina, non umana. (“Ciò che legherete sulla terra sará legato in cielo”)Basta che leggi la Bibbia! Ciò è presente nell’antico testamento e nel nuovo testamento! Le unioni dello stesso sesso non sono cosa buona..
      bisogna rispettare chi la pensa diversamente da noi e non bisogna discriminare gli omosessuali, per caritá, ma occorre mantenere il pensiero di Cristo. Lui è l’unica Veritá, Via e Vita! E dice anche:” I vostri pensieri non sono i miei pensieri, le vostre vie non sono le mie vie”. I pensieri di Dio non sono gli stessi nostri e tanto meno quelli che questa societá “aperta” ci sta imponendo!
      Non facciamoci ingannare dalle ideologie che apparentemente si presentano come buone!

      • élla

        dice su:
        04/09/2014 alle 00:39

        Certo, perchè per PROCREARE servono un uomo e una donna, ma non è necessario essere di sesso opposto per poter AMARE e cresere figli, e ciò che viene unito dall’amore, non può essere distrutto dalle parole di un libro riscritto, riscritto e riscritto nei secoli, che ha saputo cambiare il senso delle frasi per seminare odio, perché è all’AMORE, QUELLO VERO, dove c’è il rispetto verso il proprio partner, a cui dobbiamo credere.

    • élla

      dice su:
      04/09/2014 alle 00:21

      Io non sono ancora una Scolta… però… avrei voluto esserci quest’anno… ti ringrazio Freancesca per le tue paole perchè difendi me, Guida lesbica e tutti i futuri scout LGBT
      Un bacione e un grandissimo Buona Strada!

      • ilfocohadaardere

        dice su:
        08/09/2014 alle 13:26

        Ragazzi abbiate occhio e non vi fate rubare la Verità! Perché essere Cattolici è differente dall’essere protestanti proprio in questo: un cattolico dimostra il suo amore per Gesù Cristo seguendo il comandamento dell’Amore. Gesù dice “Chi mi ama segue i miei comandamenti”. I Paesi protestanti del Nord europa hanno modellato la propria “fede” alle esigenze ed alla cultura dominante del mondo: della serie: ognuno è artefice e padrone della sua vita e del suo destino, re di se stesso, e non deve rendere conto a nessuno, né a Dio né agli uomini. Per questo, i protestanti hanno aderito progressivamente a tutto ciò che la società dominata da una cultura agnostica e radicale, ha imposto: riconoscimento coppie dello stesso sesso, addirittura adozione da parte di esse di bimbi, eutanasia, aborto, e chi più ne ha più ne metta. Lo capite vero che questo equivale a perdere la fede, anzi a cadere nella APOSTASIA,cioè a rinnegarla totalmente. La fede cattolica non è un comodo “fai-da-te”:è il seguire Cristo ed il conformarsi a Lui,che è Via,Verità e Vita. Lui non ha insegnato “la strada facile”, la “strada larga” che “porta alla perdizione”. Ha detto di prendere la “strada stretta”, di seguirlo prendendo la Croce. Ha detto: “Il vostro parlare sia si (quando è) si; no (quando è) no; il di più viene dal maligno”. Gesù Cristo E’ e ci insegna il vero Amore, che non prescinde da un profondo e totale rispetto dell’essenza stessa dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio (“Dio creò l’uomo. Maschio e femmina li creò”: Genesi). Gesù ricorda ai farisei questo concetto chiave della Creazione e dell’amore umano specchio di Dio e del Suo Amore: “4 Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». (Matteo 19, 4-6). O si crede che Gesù E’ Verità, oppure si costruisce un 2altro vangelo”, un “altro Gesù”, un’ “altra fede”, ed anche un’ “altra Chiesa Cattolica”: E’ LA PRIMA TENTAZIONE, LA PIU’ PERICOLOSA, il più subdolo e dannoso suggerimento di Satana (oppure non crediamo neppure più al Diavolo, perché è “roba vecchia”, “medievale”, come qualcuno ha detto sopra?). Gesù ha detto che il suo giogo è dolce e leggero: se portato nella Verità e nell’amore. Se le parole e i comandamenti di Gesù (che è Persona di Dio,Verbo eterno, dunque Dio stesso incarnatosi nel seno di Maria), e dunque il “Magistero”, cioè gli insegnamenti eterni della Chiesa cattolica (che per Sua stessa volontà è stata costituita come Suo Corpo mistico, e depositaria della sua Parola: “Tu sei Pietro, e su questa pietra fonderò la mia Chiesa, e le porte degli Inferi non prevarranno su di essa”)sono visti come vuote imposizioni, o ciniche regole di costrizione, allora la via, la risposta, è quella del rifiuto, della ribellione, del “cristianesimo fai-da-te”, che ognuno si ritaglia secondo le PROPRIE esigenze, il PROPRIO “io”, le proprie “inclinazioni”: il che è esattamente ciò che fece Lutero: ossessionato dalla paura dell’Inferno, ma peccatore che non voleva rinunciare al peccato: la soluzione che trovò (…) fu quella di giustificare il peccato, di proclamarlo compatibile con la salvezza eterna…Di qui- come ben si intuisce- il passo a perdere del tutto il senso del Bene e del Male, è brevissimo: ed ecco perchè le società dove ha dominato l’eresia luterana sono crollate totalmente dal punto di vista religioso, adeguandosi totalmente al “mondo”, inteso come la città degli uomini che pretendono di “fare senza Dio”, diventando “Dei di se stessi”, schiavi dei propri idoli: “libertà” (?), “amore” (?), “felicità” (?): tutto però senza Dio, dunque destinato a impoverire e a fallire (Sant’Agostino,che da giovane “si era dato da fare”, lo aveva infine capito, riconoscendo che: “Signore tu ci hai fatti per te, ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”). Per questo oggi (ma in fin dei conti, da sempre), la Chiesa vera, quella che dice la Verità senza sconti, senza truffe, è osteggiata e combattuta dal mondo!E’ la stessa ostilità che Cristo ebbe dallo stesso mondo,che lo portò alla Croce. Chi resiste nella vera e eterna Dottrina di Gesù, da sempre insegnata dalla Chiesa (che è Santa, e tale rimane,perchè è di Cristo, nonostante i peccati degli uomini di chiesa, compresi noi!) ,troverà irrisione e persecuzione. “Se hanno odiato me, odieranno anche voi….”. Cari amici, e parlo a TUTTI, seguiamo sempre la strada della Verità, che mai è quella più in discesa, più larga, più facile, suggerita od imposta dal MONDO: ricordiamoci l’avvertimento che Gesù diede ai suoi Discepoli: “18 Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. 20 Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. 21 Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. 22 Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato” (Giovanni, 15). Pace e bene a tutti.

      • Pippo

        dice su:
        12/09/2014 alle 12:01

        ma piuttosto che cambiare la mia associazione, passate al CNGEI!

    • élla

      dice su:
      04/09/2014 alle 00:33

      Woooops mi scuso per aver scritto male il tuo nome… Me ne sono accorta solo ora….

      Grazie FRANCESCA

    • paola

      dice su:
      04/09/2014 alle 23:58

      …ragazzi ma se siete cosi’ convinti di interpretare il pensiero di Papa Francesco perche’ non gli chiedete conferma? Abbiate il coraggio di andare fino in fondo, se vi credete di interpretare il pensiero di Cristo chiedete conferma al suo vicario … se invece siete fuori da questo pensiero per coerenza uscite dall’associazionismo cattolico e iscrivetevi ad una associazione LGBT. Grazie!

      • Giovanpietro

        dice su:
        07/09/2014 alle 11:24

        @ Paola
        [i]…ragazzi ma se siete cosi’ convinti di interpretare il pensiero di Papa Francesco perche’ non gli chiedete conferma? Abbiate il coraggio di andare fino in fondo, se vi credete di interpretare il pensiero di Cristo chiedete conferma al suo vicario … se invece siete fuori da questo pensiero per coerenza uscite dall’associazionismo cattolico e iscrivetevi ad una associazione LGBT. Grazie![/i]

        … il problema non siete voi ragazzi … ma del laicismo imperante che subisce anche l’AGESCI!

        DIS-EDUCATORI CATTOLICI AGESCI … SIATE COERENTI CON LE VOSTRE PERSONALI IDEE … CAMBIATE “ASSOCIAZIONE” E NON … “L’ASSOCIAZIONE” NELLA QUALE NON VI RICONOSCETE PIU’!

      • Acqua_Del_Sole

        dice su:
        01/01/2015 alle 23:40

        Brava hai perfettamente ragione!! Questi di Bibbia non hanno capito nulla!!

    • Davide

      dice su:
      05/09/2014 alle 12:28

      Personalmente sono perfettamente daccordo con Francesca. Credo ci sia poco da aggiungere, e trovo fuori luogo le elucubrazioni (da ambo le parti) che spesso utilizzano il termine “giudicare”, confondendolo con “ragionare” o “analizzare” (azioni riferite a un ragionamento e non a un modo di essere), solo per cercare contraddizioni puramente lessicali (e non logiche, dato che utilizzano questo termine in modo errato). Trovo altrettanto fuori luogo attribuire al Cristo posizioni al riguardo dell’omosessualità, poichè queste (come molte altre cose nella dottrina cattolica) sono elaborazioni di teologi che hanno unito elementi della tradizione (anche dell’Antico Testamento) e proprie opinioni. Abbiamo visto che nella storia (si, nei suoi 2000 anni di storia) la Chiesa e i suoi teologi hanno preso cantonate assurde, e la dottrina cattolica è tutt’altro che rimasta immutata. Che uno sia cattolico o meno deve riconoscere che la Chiesa, istituzione umana, può sbagliare, soprattutto quando si affida prima alla parola dei teologi e del catechismo, farcita di elementi umani come la tradizione e purtoppo, talvolta, gli interessi, che a quella pura e semplice del Vagelo. Sono felice di sapere che, se non altro, la posizione ufficiale dell’Istituzione oggi sulla questione dell’omosessualità non vuole essere di condanna e discriminazione totali nei confronti degli omosessuali.
      Che il pensare in questo modo, infine, sia solo un adeguarsi alla mentalità dell’epoca mi sembra un’altra cantonata. è vero che negli ambienti come quello scout la maggioranza degli associati della nostra età pensa in questo modo, ma al di fuori non è esattamente così, come dimostra il fatto che lo Stato italiano, rappresentanza in teoria della maggioranza dei cittadini, va in un’altra direzione. Bisogna inoltre distinguere chi sostiene a parole questo modo di pensare per aderire alla massa (cosa che effettivamente succede) e chi, invece, vi si riconosce anche nel proprio essere persona. Quest’ultimo, ritengo, è un atto di coraggio, e il pensare come la massa (come appare dall’esterno) non è necessariamente un male, dipende da cosa si pensa e come lo si mette in pratica.

      • Davide

        dice su:
        05/09/2014 alle 13:58

        Ah, naturalmente non intendo dire, con quanto scritto prima, che io sia a favore di un’apertura all’omosessualità perchè ritengo sia un diritto sancito dalla Bibbia, altrimenti commetterei lo stesso errore di altri ma al contrario. La mia posizione (che è favorevole) è frutto di un’opinione personale che semplicemente trovo non sia assolutamente in contrasto col Vangelo. Non voglio attribuire al Cristo esplicite posizioni a favore dell’omosessualità (perchè non vene sono), ma per quello che emerge dalla Parola non vedo nulla che vi si metta contro, anzi, essa predica l’amore, di cui l’omosessualità è, a MIO parere, una delle diverse declinazioni. Naturalmente questa è una mia opinione, ma non per questo dev’essere fatta legge.

  • Alessio

    dice su:
    22/08/2014 alle 14:36

    Vorrei seriamente conoscere i passi della nostra costituzione che siano contro l’omosessualità, non mi pare neppure che il nostro papa sia contro. Tra l’altro le parole usate sono veramente offensive e vergognose, c’è una grande mancanza di rispetto che da parte di capi scout non mi sarei mai aspettato. La cosa quasi ” divertente” è che puntate a “sensibilizzare” gli altri capi, sensibilizzare a cosa? A diventare omofobi? Spero sia uno scherzo

    • élla

      dice su:
      04/09/2014 alle 00:24

      Lo spero anch’io… anche perchè fin’ora non ho MAI incontrato un capo omofobo. E hai ragione: Papa Francesco sta cercando di aiutare tutte le persone LGBT, ma purtroppo non tutti riescono a capirlo :(

  • Andrea Bosio - Capo clan Savona 3

    dice su:
    22/08/2014 alle 14:39

    Le lettere anonime nemmeno sono da prendere in considerazione, quindi non si può entrare nel merito delle questioni trattate.
    Il primo coraggio è quello delle proprie opinioni e questi capi sembrano proprio non aver vissuto lo spirito del capitolo nazionale e della route di San Rossore.

  • Irene Giani

    dice su:
    22/08/2014 alle 15:43

    Per fortuna che i capi scout del domani saranno i ragazzi che hanno scritto la carta del coraggio e non i firmatari di questa lettera

    • AICI

      dice su:
      28/08/2014 alle 11:19

      Peccato che la lettera è firmata…il redattore del sito per una sua scelta non le ha pubblicate le firme ma questo non significa che non sia firmata!

      • élla

        dice su:
        04/09/2014 alle 00:41

        Uh ommioddio! é pure firmata!! Mi scuso con quei 4 capi che osano mettersi contro migliaia di ragazzi che credono nell’amore universale

  • Luca Colombo

    dice su:
    22/08/2014 alle 17:14

    Sarebbe interessante sapere da chi sarebbe firmata questa presunta lettera di presa di posizione, dato che siete il solo sito a riportare tale notizia per cercare di screditare l’AGESCI, insultando l’intelligenza di 30mila ragazzi che hanno pensato tutti insieme questa carta del coraggio.

  • Anna

    dice su:
    22/08/2014 alle 17:55

    Facciano capire bene a tutti i giovani scout quali sono i veri Valori Cristiani perché a quanto pare non lo hanno ancora capito….purtroppo.

    • Ghepardosbulinato

      dice su:
      22/08/2014 alle 18:35

      Forse non l’abbiamo ancora capito nemmeno noi capi scout.

    • Aroone Stone

      dice su:
      22/08/2014 alle 21:20

      spiegami quali sarebbero….. :)

    • Alessio

      dice su:
      22/08/2014 alle 21:50

      I veri valori cristiani? Il cristianesimo si basa sull’amore e sull’uguaglianza. Tra l’altro il mio commento non è nemmeno stato approvato, chissà perché!

    • byron Pe

      dice su:
      22/08/2014 alle 22:22

      Tanti dubbi, tanta autocritica da fare. Non riusciamo ad essere coesi nemmeno attorno al patto associativo. Temo che tanti capi l’abbiano letto senza abbracciarlo, e cintinuino a fare scoutismo con tanta tecnica e poca coerenza nei valori da trasmettere. Conosco capi che sono allineati con queeta carta, ma i nostri valori sono altri. Siamo Chiesa, e nella chiesa possiamo crescere insieme. Ma non possiamo superare l’insuperabile: il messaggio evangelico è chiaro, non cambia col tempo. Non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce. Amore, accoglienza, dono di se non spariscono. Ma se un educatore non testimonia questi valori come può educare ad essi? Tanti capi educatori sono in situazioni di disagio per posizioni eticamente problematiche (divorzio e nuova unione, convivenza, omosessualità espressa e praticata): non possiamo far educare i ragazzi a questi valori. Sono contari al messaggio evangelico. Non è un diritto degli adulti essere capi scout, ma è un diritto dei ragazzi (e dei genitori che ce li affidano) avere capi che aderiscono e testimoniano con la vita il messaggio evangelico. Lo scoutismo in agesci vive un problema di carenza vocazionale, e spesso si raccoglie tutto pur di restare aperti… sono deluso dai ragazz. Potevano mostrare maggior coraggio, e vivere questo momentoncome la ribellione ai modelli di società che oggi ci vogliono imporre. Essere coraggiosi oggi è affermare che famiglia è amore fecondo tra uomo e donna, che famiglia è matrimonio tra uomo e donna, che sesso è dono di se all’altro se si è aperti alla vita che potrebbe scaturirne, che il sesso non è un diritto, ma una responsabilità verso la vita che potrebbe scaturirne, e che ogni bambino ha diritto di nascere in una famiglia naturale, in cui i legami siano saldi, indissolubili. Essere coraggiosi è far scendere noi ed i nostri “diritti” dal gradino più alto del podio e mettere i più deboli al loro posto. Essere coraggiosi è scrivere tre pagine su pace, nonviolenza e solidarietà, non tre sole righe.
      sono deluso da questi giovani r/s.

    • Giacomo

      dice su:
      22/08/2014 alle 22:29

      Anna, forse tu non li hai ancora capiti, o forse sei troppo cieca per capirli. Con questo non sto contraddicendo i Santissimi Valori Cristiani, ma sto dicendo che nel XXI secolo è ora di vedere l’omosessualità non come una “malattia” da curare, ma come una diversità da accettare! E se la Chiesa predica altro allora non è indicata per vivere in armonia e felicità con il prossimo (che può essere etero come omosessuale). Ricordo infine che l’associazione AGESCI la fanno gli associati e non i capi che, anche con tutta la loro volontà, non riusciranno mai a farci distogliere lo sguardo dalla Carta Del Coraggio che dovrebbe indicarci quasi uno stile di vita da seguire basato su armonia, amore e felicità. F.P.

    • francesco

      dice su:
      23/08/2014 alle 03:04

      Ma a chi spetta!!EDUCATORI R/S….ASSISTENTI ECCLESIASTICI!!!!????? Mi scuso per lo sfogo, ma qualcosa non va. ..stiamo sforando .e di molto sulla qualità educativa , sui valori educativi…il capo educatore dovrebbe avere una preparazione adeguata, soprattutto in questo periodo storico e nelle tre branche. !!!!altro che amore assoluto!!@!!!! Stiamo attenti a chi ne approfitta.ho la certezza che non sono pochi…..

    • francesco

      dice su:
      23/08/2014 alle 10:28

      I veri valori Cattolici vorrai dire….perchè ciò che i ragazzi hanno scritto è pienamente in linea con i principi cristiani di rispetto, uguaglianza e amore verso il prossimo….sicuramente non con quelli cattolici! :)

      • giulio

        dice su:
        23/08/2014 alle 10:30

        I veri valori Cattolici vorrai dire….perchè ciò che i ragazzi hanno scritto è pienamente in linea con i principi cristiani di rispetto, uguaglianza e amore verso il prossimo….sicuramente non con quelli cattolici! :)

    • Andrea

      dice su:
      27/08/2014 alle 11:52

      Anna, fatti qualche domanda perché a me sembra che i 30.000 scout l’abbiano capita benissimo. I veri valori cristiani passano dall’accogliere chi è discriminato, non nel continuare a discriminare. Mi sembra che il Vangelo non dica questo!! o la redazione si fa alfiere di omofobia più di quello che già normalmente fa?

  • Cesare

    dice su:
    22/08/2014 alle 18:25

    Se sei un vero capo palesa il nome, nell’anonimato non c’è un gran coraggio!

  • Luca

    dice su:
    22/08/2014 alle 18:50

    è bene che gli scout pensino ad essere prima dei buoni cristiani e poi in conseguenza dei buoni cittadini

  • Sofia

    dice su:
    22/08/2014 alle 19:02

    Mamma mia che bigottismo! Ognuno dovrebbe essere libero di pensare come vuole indistintamente dalla religione in cui crede… questa ragazzi non si chiama religione, ma regime dittatoriale.
    E lo dico da scout.

  • Paolo

    dice su:
    22/08/2014 alle 19:07

    Mi spiace che la morale cristiana sia una serie di valori immodificabili, vecchi di 2000 anni e inapplicabili in toto alla società contemporanea. C’è inoltre un errore grave nelle prime 5 righe di testo: il documento non pone particolare attenzione all’ “Amore”, il quale invece costituisce solo una delle 20 pagine di documento e dunque rappresenta solo uno dei tanti punti toccati da questi 30000 giovani. Invito tutti a leggere il documento completamente e a dare fiducia a questi giovani, gli unici che si sono organizzati e hanno dato una risposta collettiva ai grandi problemi odierni.

  • marta

    dice su:
    22/08/2014 alle 19:10

    Anna ma pensa prima di parlare. Bigotta che non sei altro

  • wilhelm antonio longo

    dice su:
    22/08/2014 alle 19:58

    Sarebbe corretto indicare chi ha firmato questa lettera o, almeno, indicare se chi ha firmato abbia ruoli rappresentativi in seno all’associazione. Giusto per dare modo di calibrare il ‘grado’ di autorevolezza della posizione espressa (quantomeno per rispetto a quella dei ragazzi che hanno agito la loro libertà di opinione e ci hanno messo la faccia, qui inopinatamente e inaccuratamente ‘ridotta’. La lettera di questi capi è corretta nei principi, azzardata nel merito, sleale nel metodo.
    Quello che sta avvennendo è il frutto delle patologie dell’informazione e della debolezza di tutti quelli che si lasciano triturare dalle strumentalizzazioni.
    I ragazzi continueranno a crescere, ad essere divergenti e ad appendere con l’esperienza l’alchimia necessaria tra sogno e progettualità.

  • Matteo

    dice su:
    22/08/2014 alle 20:07

    La carta del coraggio riassume il pensiero di 30.000 giovani di cui non si può non tenere conto. È un dovere per la Chiesa, lo Stato e per tutti gli Italiani in primis. Forse è arrivato il momento di aprire menti bigotte di cristiani da salotto.

  • Alessio

    dice su:
    22/08/2014 alle 20:35

    Non è vero la carta di coraggio manifesta oltre alle nostre intenzioni anche l emozioni e le idee che si sono create in una decina d’anni di scoutismo in cui abbiamo anche discusso di questi argomenti come amore e famiglia. Si sappiamo quali sono i valori che lo scoutismo rappresenta e proprio per questo crediamo che l’amore vada inteso nella piu ampia misura possibile(anche tra persone dello stesso sesso.
    Buona strada

  • Francesco

    dice su:
    22/08/2014 alle 20:39

    Ma a cosa dovrebbe servire questa nostra tanto ambita carta se poi non viene rispettata nei suoi punti? Siamo nel 2014 signori, ci sono cose che ormai sono inevitabili. Se a noi rover e scolte la parte dell’amore va bene cosí allora si lascia cosí. Sinceramente che al magistero della chiesa non vada bene il discorso dell’omosessualitá interessa relativamente poco. Non possiamo più stare fermi ad aspettare, se una cosa non ci sta bene, la cambiamo. Naturalmente deve essere una cosa ragionata, e sono sicuro che gli alfieri abbiano pensato molto e considerato ogni aspetto di questo delicato argomento.
    Sono d’accordo che comunque il documento non rappresenti l’intera associazione, ma per quanto riguarda la nostra branca direi che non ci sono dubbi: il documento è di ognuno di noi, sarebbe bello se i capi ci appoggiassero. Sarebbe bello soprattutto perché in questo modo voi capi dimostrereste coerenza: infatti VOI avete detto che a San Rossore non abbiamo giocato a fare politica! Come potete rimangiarvi tutto adesso?! Se per voi tutto questo non è stato altro che un gioco allora mi dispiace ma io mi tiro indietro: ho passato tutti i lupetti e tutto il reparto a giocare, ora mi sento abbastanza maturo per riuscire a guidare la mia canoa per conto mio.
    Credo di parlare a nome di tutti o perlomeno a nome del mio gruppo scrivendo questo messaggio.
    Ve lo chiedo ancora, non rendete tutto questo il solito grande gioco!

    • Francesco (2)

      dice su:
      02/09/2014 alle 21:35

      Quote: “Sinceramente che al magistero della chiesa non vada bene il discorso dell’omosessualitá interessa relativamente poco”.

      Apprezzabile la sincerità: liberi di esprimere le idee che volete, ma si abbia il coraggio (come fa Francesco e questo lo apprezzo) di non dichiararsi espressione, diretta o mediata, della Chiesa Cattolica; giusto per una questione di chiarezza.

  • Nicolini Romano

    dice su:
    22/08/2014 alle 21:35

    Non so chi siano i firmatari della “lettera firmata” riportata qui sopra. Anche io dico che la presa di posizione della carta del coraggio non è automaticamente la carta ufficiale della Agesci. Dico tuttavia che non bisogna demonizzare nessuno e quindi continuare il dialogo intrapreso facendo capire che i valori espressi dalla Chiesa Cattolica non sono restrittivi della libertà ma indicativi di una forma di vita totalmente felice.

  • Simone

    dice su:
    22/08/2014 alle 22:00

    Probabilmente noi ragazzi non abbiamo capito bene i valori del “Vero Credo”, ma voi non avete capito la vita. Né, tantomeno, l’amore. Che alla fine vincerà, non potete farci nulla.
    E i valori sono ispirati al Vangelo, non alla Bibbia. C’è differenza, nel caso non lo sappiate, ad esempio non si lapidano i bestemmiatori né gli adulteri, come Gesù tenne a sottolineare. Non tenne, invece, a dire alcunché su omosessuali o divorziati. Già, sembra che queste colpe ve le siate inventati. Peccato, mi dispiace, ma il “Vero Credo” sembra ve lo dobbiate studiare.
    Bello che i capi tengano a prendere distanze o sciocchezze simili, dato che tra qualche anno i capi saranno coloro hanno scritto la Carta oggi. Ripeto, non ci potete fare nulla.
    Per concludere, io ho letto la Carta, e, sebbene non sia “ufficiale”, l’ho trovata più bella e stimolante di ogni Vangelo o Costituzione, almeno per i problemi contemporanei. Saluti.

  • Giovanpietro

    dice su:
    22/08/2014 alle 22:06

    Sono lieto, e quasi non avevo dubbi, di leggere queste poche ma chiare righe che hanno scritto alcuni educatori AGESCI coerenti e sinceri. Per altro, trascrivo quì il link dove ho espresso molto di più
    http://alpozzodisicar.altervista.org/cattolici-si-carte/

  • Daniela

    dice su:
    22/08/2014 alle 22:45

    E’ importante che l’AGESCI attraverso i suoi vertici associativi e in modo ufficiale faccia al più presto chiarezza su questi argomenti ribadendo in modo chiaro per tutti la sua scelta di essere un’associazione scout cattolica in perfetta sintonia con la Chiesa, se lo e’ ancora. Percorrere Strade di Coraggio vuole dire spesso andare Contro Corrente e non conformarsi alla mentalità’ di moda al momento. I capi e i ragazzi che dissentono valuteranno se restare o andarsene, come si è’ sempre fatto. Buona Strada

    • Andrea

      dice su:
      29/08/2014 alle 07:58

      E’ importante che l’AGESCI ribadisca la sua vicinanza ai valori dello scoutismo che (a quanto pare) sono migliori (e non discriminanti) rispetto a quelli della chiesa Cattolica. Fatevi due domande.

    • antonietta gerletti

      dice su:
      02/09/2014 alle 17:56

      sono perfettamente d’ accordo con quanto dici. Il coraggio si manifesta meglio andando ” contro corrente” e non seguendo le mode. Auguri per lo scautismo autentico -scuola per molti giovani di vita. antonietta

      • élla

        dice su:
        04/09/2014 alle 00:46

        Esatto, bisogna avere il coraggio di fare ciò che ci detta il cuore e di crearci una NOSTRA strada senza che nessuno ce la imponga

  • Federico Maria Savia

    dice su:
    22/08/2014 alle 23:54

    Questa è l’espressione di un gruppo capi, non di tutti. Va assunta come posizione parziale e non ancora ufficiale. Condivido alcuni passaggi, soprattutto laddove chiarisce, anche e soprattutto a beneficio di chi legge Provita senza conoscere lo scoutismo e la Route Nazionale, che la stesura della Carta del Coraggio è stato un processo educativo per ragazzi dai 16 ai 21 anni, condotto senza censure e filtri, autentico.

  • Maria Grazia Rocchi

    dice su:
    23/08/2014 alle 00:02

    Sì parla di giovani dai 16 ai 20 anni il massimo del fulgore sia fisico che mentale e gli educatori ne parlano come se fossero dei bimbi non ancora in grado di avere chiaro quali siano i principi e i valori su cui costruire la propria vita!! Poveri educatori e poveri ragazzi!

  • Giuliano

    dice su:
    23/08/2014 alle 00:52

    Da educatore scout penso che bisogna avere il coraggio di prendere alcune decisioni importanti come quelle proposte dai ragazzi nella carta del coraggio e di far traballare dalla base le vecchie ideologie fondate sull ignoranza e sulla discriminazione . I ragazzi sono la nuova voce dell associazione ascoltiamoli…

  • aleardo maria cingolani

    dice su:
    23/08/2014 alle 03:47

    sono un capo scout da 46 anni e vi assicuro che quel documento non c’entra nulla con lo scautismo cattolico. parla di tutto con prese di posizione assurde. non credo che sia l’esito di un lavoro dei ragazzi ma quello di qualche capo che sta’ usando l’associazione per altri fini. quali si vede bene dal suo contenuto

    • Rinaldo

      dice su:
      23/08/2014 alle 11:35

      Io ho partecipato alla ruote ed ero uno degli alfieri che ha scritto la carta… Posso assicurarti che nel luiogo in cui stilavamo i nostri ideali e quello in cui crediamo C’erano 3 capi che non sono MAI intervenuti.
      Questo è quello in cui noi giovani d’oggi crediamo e che vogliamo.
      L’omosessualità fa parte della natura ed è presente e DOCUMENTATA in quasi tutti i mammiferi.
      Non c’è nulla di demoniaco in questo, è una cosa normalissima.
      E così vogliamo che sia pensato da tutti. Basta discriminazioni inutili. (Al tempo dei greci e dei romani era quasi d’obbligo per un padre di famiglia avere un'”Amante” del suo stesso sesso. Ai tempi di Leonardo Da Vinci gli apprendisti venivano educati dal capo anche alla vita sessuale.)

      • Francesco (2)

        dice su:
        02/09/2014 alle 21:39

        Quote: “E così vogliamo che sia pensato da tutti”. Ma ti leggi?

    • Ex Akela

      dice su:
      24/08/2014 alle 09:15

      Ah beh! Allora come capo sara’ bene intervenire e smascherare questi manipolatori, non crede?

  • Dario

    dice su:
    23/08/2014 alle 07:30

    Sono stato scout, ma questo articolo mi ricorda quanto si predichino valori considerati universali e di conseguenza giusti solo perchè tale. E leggere di capi scout che cercano di manipolare il pensiero dei propru ragazzi, non approvando idee che personalmente ritengo piú universali e ammirevoli di quelle professate da molti. È disgustoso vedere come degli scout, seppure adulti, predicano pace e amore tirando poi in ballo un discorso omofobico e di piena INTOLLERANZA. Famiglia naturale?? Non è naturale che due persone si amino e vogliano condividere la propria vita? Evolvetevi, perchè chi non rimane al passo viene lasciato indietro, perchè al vecchio si sovrappone sempre il nuovo e chi rimarrà di certe idee è destinato a eclissarsi. Fossi in voi rifletterei molto sulle stronzate che avete tirato fuori

  • franco

    dice su:
    23/08/2014 alle 07:32

    Qualche anno fa le dichiarazioni di un assistente ecclesiastico sullo stesso tema generarono una serie di prese di posizione. Riporto il link di una bellissima lettera che testimonia quale sia la sensibilità vera che alberga nell’animo degli scout. Sono padre di uno scout e sono lieto che il domani appartenga ai ragazzi che hanno scritto la carta del coraggio:loro abiteranno le case del futuro. Mi spiace che i capi non rispettino le idee dei loro ragazzi.
    LEGGETE QUESTA LETTERA
    http://sottoscrivi6maggio2012.weebly.com/

  • daniela

    dice su:
    23/08/2014 alle 09:25

    l’AGESCI deve scegliere ufficialmente da che parte stare o di qua o di là, o caldi o freddi, i tiepidi non piacciono nemmeno al Signore, anche a costo di una spaccatura nell’ associazione. Intraprendere Strade di Coraggio vuole spesso andare contro corrente e non conformarsi alla mentalità del tempo. Grazie ai Capi (ma ci sono anche tanti ragazzi) che si sono dissociati scegliendo la C di cattolici, di cristiani. E poi rileggiamoci il vangelo e i libri di Baden Powell che certo non avrebbe approvato!
    Buona Strada. Rakska

    • giulio

      dice su:
      23/08/2014 alle 10:32

      piano…la C di cattolici e la C di cristiani sono due cose completamente diverse……:)

  • marco

    dice su:
    23/08/2014 alle 09:36

    Ai capi Scout: non basta valorizzare quel che è buono, per tacere contemporaneamente quel che invece (forse?) è cattivo. Bisogna sviluppare il buono in esperienza condivisa. Di lì nasce spontaneo il giudizio, CHIARO questa volta, su ciò che è senza senso e quindi non solo non-buono, ma decisamente negativo.

  • Filippo

    dice su:
    23/08/2014 alle 09:58

    E quali sarebbero i veri valori cristiani? La discriminazione, la xenofobia la chiusura bigotta verso un mondo che cambia? La Carta del Coraggio è stata scritta secondo valori condivisi, penso, da quasi tutti i presenti e cioè la fratellanza e la tolleranza. Nella Carta si chiede solo di non discriminare altri solo per delle loro scelte di vita e si chiede all’associazione e alla società tutta di aprirsi a questi cambiamenti della società, il che non vuol dire educare i nostri figli all’omosessualità, ma educarli al rispetto del prossimo. “Ama il prossimo tuo come te stesso” disse un giorno un uomo. Saluti.

  • Marino

    dice su:
    23/08/2014 alle 10:13

    La Costituzione italiana non vieta il matrimonio omosessuale
    L’Art. 29 della Costituzione recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.”

    Questa disposizione dice che la famiglia è fondata sul matrimonio, ma non dice affatto che il matrimonio deve essere consentito solo a coppie in cui i partner hanno un sesso diverso. La nozione classica di matrimonio è sicuramente questa, ma è sotto gli occhi di tutti, anche di chi, del tutto legittimamente, è contrario, che in molti paesi del mondo, anche di civiltà giuridica a noi assolutamente affine come la Spagna, l’istituto matrimoniale è stato dalla legge esteso anche alle coppie omosessuali.
    Il primo, vero contenuto precettivo della nostra carta sta, in realtà, nel prescrivere che famiglia di fatto e famiglia fondata sul matrimonio non debbano mai avere una disciplina uguale. Si tratta di un principio in fondo giusto, dal momento che in questo modo è lasciata agli individui la facoltà di scegliere la forma, e di riflesso anche la forza, da dare alla famiglia che vogliono formare: unione libera, come la convivenza, o famiglia con vincoli reciproci come nel matrimonio. Non è una cosa scontata o dappoco: ci sono stati Paesi in cui, in considerazione della grande diffusione delle unioni di fatto, la convivenza è stata equiparata al matrimonio, ma in questo modo si sono privati gli individui della libertà di scegliere una forma di unione più libera e si sono «sposate d’ufficio» tutte le persone che avevano in comune magari un semplice stato di famiglia.
    La parte che, comunque, più dovrebbe interessare chi si interroga sulla vera posizione della Costituzione sulle unioni omosessuali è quella in cui la famiglia viene definita una «società naturale». Con questa espressione, come viene comunemente evidenziato, la nostra carta fondamentale ha voluto affermare che la famiglia è un fenomeno che preesiste al diritto, una realtà che il diritto non crea, ma si trova davanti; soprattutto, è una realtà, un mattone fondamentale dell’organizzazione sociale e dell’esperienza umana di ciascuno di noi, che il diritto non può piegare ad altri scopi, considerati superiori, come a volte è avvenuto in alcuni Paesi in cui si sono compiuti spesso tragici esperimenti di modifica sociale, ma che deve accettare per come è, salvo naturalmente i fenomeni di devianza.
    Se questo è vero, se cioè la Costituzione delega alla società, alla realtà delle cose, la definizione di famiglia, allora è nella società che dobbiamo trovare la risposta al nostro interrogativo, anche se naturalmente ognuno rimane libero di osservare a modo suo e trarre le proprie conclusioni, ragione per cui quella che si propone di seguito è sicuramente una conclusione opinabile, la mia opinione. Guardiamo, dunque, la società, in tutti i suoi aspetti, compreso il diritto positivo stesso, che spesso altro non è che una espressione della società.
    Se facciamo questo, vediamo che nella società ci sono, oggettivamente (e questo anche se a qualcuno possono dare fastidio), coppie di persone dello stesso sesso che si prestano vicendevolmente assistenza per tutta la loro vita, comportandosi come coniugi, con riferimento non necessariamente all’intrattenimento di rapporti sessuali tra loro, ma anche a tutti gli altri comportamenti di una coppia unita in matrimonio, che in fondo è un vincolo di solidarietà reciproca. Analogamente, nel nostro diritto civile italiano il matrimonio dell’impotente, anche di avere rapporti sessuali, è annullabile solo se tale impotenza era sconosciuta all’altro partner prima del matrimonio; questo significa che se un uomo incapace di avere rapporti sessuali e una donna che conosce l’impotenza del partner vogliono sposarsi per stabilire un vincolo di solidarietà reciproca tra di loro e costituire una famiglia, sia pur «bianca» per l’assenza di rapporti, lo possono fare del tutto validamente.
    A me pare innegabile che questi fenomeni esistano e che unioni familiari di questo tipo siano utili a chi ne fa parte ed al resto della società, alla quale comunque non arrecano alcun pregiudizio. Io, ma questa è solo la mia opinione, penso che queste unioni siano delle vere e proprie famiglie, in cui ci si aiuta vicendevolmente e ci si vuol bene, ci si evolve o comunque ci si assiste, famiglie dunque alle quali la nostra Costituzione non impedirebbe affatto l’estensione dell’istituto matrimoniale, anche in considerazione del principio di tutela delle «formazioni sociali» contenuto nella parte prima della carta. Questo anche perchè il sesso, che è l’elemento cui corre il pensiero comune quando si parla di famiglie omosessuali, non è in realtà il centro di fenomeni come questo. D’altra parte, tutti sanno che per praticare sesso, di qualsiasi genere, non è certo necessario metter su famiglia; se lo si fa è perchè si vogliono raggiungere altri obiettivi con una persona sulla quale si fa affidamento ed alla quale si vuole bene.
    Ovviamente, l’adozione e altri diritti in capo alle coppie omosessuali sono tutt’un altro paio di maniche, ma per quanto riguarda l’istituto matrimoniale mi pare che se ne possa concludere come sopra. Almeno stando al diritto posto dalla nostra Carta fondamentale alla quale, come capita un po’ a tutti i testi fondamentali e di riferimento, ognuno vorrebbe mettere in bocca le proprie idee, pretendendo, in questo modo, di oggettivizzarle. In realtà, la Costituzione non impone nulla, ma nella sua saggezza si limita a far riferimento alla società, nella sua complessità, elasticità ed evoluzione nel corso del tempo.

  • Giuseppe

    dice su:
    23/08/2014 alle 10:23

    Mi pare che i responsabili dell’Agesci abbiano bisogno di molti auguri per la loro missione educativa. I miei glieli faccio di cuore

    • maurizio

      dice su:
      30/08/2014 alle 18:45

      Mi pare che i Capi stiano riuscendo bene nella loro missione… io, capo, c’ero a San Rossoere, e ho visto gli alfieri andare e venire al consiglio RS e consultarsi con gli altri ragazzi dei propri Clan di formazione… quale altra Associazione in Italia ha il coraggio di promuovere una azione di tale portata democratica?

  • Giggi

    dice su:
    23/08/2014 alle 10:48

    ma scusate se i valori cardine su cui poggia l’associazione sono quelli della bibbia e della costituzione, non vedo come il punto sull’amore della carta del coraggio, scritto dai ragazzi,possa entrare in contraddizione con tali principi.
    visto che sulla bibbia non c’è alcun accenno all’omosessualità e tantomeno sulla costituzione, dove vige la regola dell’uguaglianza.
    è stato un po come dire ai ragazzi: avete carta bianca ma poi facciamo come diciamo noi.

  • Aspasia

    dice su:
    23/08/2014 alle 11:33

    IL MEDIOEVO.

  • Simone

    dice su:
    23/08/2014 alle 13:10

    Probabilmente noi ragazzi non abbiamo capito bene i valori del “Vero Credo”, ma voi non avete capito la vita. Né, tantomeno, l’amore. Che alla fine vincerà, non potete farci nulla.
    E i valori sono ispirati al Vangelo, non alla Bibbia. C’è differenza, nel caso non lo sappiate, ad esempio non si lapidano i bestemmiatori né gli adulteri, come Gesù tenne a sottolineare. Non tenne, invece, a dire alcunché su omosessuali o divorziati. Già, sembra che queste colpe ve le siate inventati. Peccato, mi dispiace, ma il “Vero Credo” sembra ve lo dobbiate studiare.
    Bello che i capi tengano a prendere distanze o sciocchezze simili, dato che tra qualche anno i capi saranno coloro hanno scritto la Carta oggi. Ripeto, non ci potete fare nulla.
    Per concludere, io ho letto la Carta, e, sebbene non sia “ufficiale”, l’ho trovata più bella e stimolante di ogni Vangelo o Costituzione, almeno per i problemi contemporanei. Saluti.

  • Angelo

    dice su:
    23/08/2014 alle 14:53

    ma come quindi se sono aderente a CL non posso essere gay?

  • Franco

    dice su:
    23/08/2014 alle 15:00

    Tanti dubbi, tanta autocritica da fare. Non riusciamo ad essere coesi nemmeno attorno al patto associativo. Temo che tanti capi l’abbiano letto senza abbracciarlo, e cintinuino a fare scoutismo con tanta tecnica e poca coerenza nei valori da trasmettere. Conosco capi che sono allineati con queeta carta, ma i nostri valori sono altri. Siamo Chiesa, e nella chiesa possiamo crescere insieme. Ma non possiamo superare l’insuperabile: il messaggio evangelico è chiaro, non cambia col tempo. Non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce. Amore, accoglienza, dono di se non spariscono. Ma se un educatore non testimonia questi valori come può educare ad essi? Tanti capi educatori sono in situazioni di disagio per posizioni eticamente problematiche (divorzio e nuova unione, convivenza, omosessualità espressa e praticata): non possiamo far educare i ragazzi a questi valori. Sono contari al messaggio evangelico. Non è un diritto degli adulti essere capi scout, ma è un diritto dei ragazzi (e dei genitori che ce li affidano) avere capi che aderiscono e testimoniano con la vita il messaggio evangelico. Lo scoutismo in agesci vive un problema di carenza vocazionale, e spesso si raccoglie tutto pur di restare aperti… sono deluso dai ragazz. Potevano mostrare maggior coraggio, e vivere questo momentoncome la ribellione ai modelli di società che oggi ci vogliono imporre. Essere coraggiosi oggi è affermare che famiglia è amore fecondo tra uomo e donna, che famiglia è matrimonio tra uomo e donna, che sesso è dono di se all’altro se si è aperti alla vita che potrebbe scaturirne, che il sesso non è un diritto, ma una responsabilità verso la vita che potrebbe scaturirne, e che ogni bambino ha diritto di nascere in una famiglia naturale, in cui i legami siano saldi, indissolubili. Essere coraggiosi è far scendere noi ed i nostri “diritti” dal gradino più alto del podio e mettere i più deboli al loro posto. Essere coraggiosi è scrivere tre pagine su pace, nonviolenza e solidarietà, non tre sole righe.sono deluso da questi giovani r/s.

  • Rosario

    dice su:
    23/08/2014 alle 15:05

    Mi sembra che questi ragazzi siano molto confusi
    C’è bisogno che chi li conduce abbia le ideee chiare
    Messaggio per i capi ….

  • caterina

    dice su:
    23/08/2014 alle 16:11

    Se anche i giovani scout, o almeno i loro portavoce si sono lasciati irretire dall’impero del l’omologazione sul cosiddetto politicamente corretto.
    la sfida educativa è veramente grave e grande!
    I capi ma anche tutti gli educatori cattolici devono chiedersi dove hanno mancato!!

  • Vito

    dice su:
    23/08/2014 alle 18:19

    Non ho letto nemmeno un commento che sia contrario a questo articolo ed in favore dei ragazzi e questo mi fa parecchio riflettere.
    1) Non credo che ci sia bisogno di rendere ufficiale il consiglio nazionale RyS per dire che noi capi siamo al servizio dei ragazzi e non il contrario quindi quello che loro pensano è quello su cui dobbiamo laviorare.
    (E comunque ne hanno chiesto il riconoscimento ufficiale, l’ unica cosa che mi preoccupa è lo “scontro” contro un muro di capi con una visione limitata e 0 apertura che potrebbe fargli perdere l’entusiasmo)
    2) il metodo è conoscere/giudicare/agire
    Ed i ragazzi lavorando su questo tema hanno raccolto testimonianze, hanno valutato i testimoni incontrati ed hanno deciso con coraggio e senza ombra di dubbio che l’omosessualità, se vissuta con rispetto per se stessi e per gli altri, non è una condizione invalidante per un capo scout.(se vi va cambiamo il metodo in un indottrinamento vuoto e che appiattisce cosi non c’è pericolo di eversione)
    3)I ragazzi si sono dichiarati come la parte più avanzata dell’insieme dei movimenti cattolici italiani, tutti i capi e i ragazzi(ce ne sono davvero?) che ora si dissociano e tendono a svalutare il lavoro fatto, molleranno seduta stante nel caso in cui la richiesta dei ragazzi venga valutata positivamente da chi di dovere?
    Se dobbiamo, come dice più di qualcuno, tornare a seguire la Bibbia i Vangeli e i testi di B.P. vanno fuori tutti i capi con orecchini e piercing(anche le donne con i due semplici orecchini classici), tutti i capi tatuati e tutti i capi che fumano o hanno rapporti sessuali prima del matrimonio, il Levitico pone tutte queste condizioni sullo stesso piano dell’omosessualità. Prima di dissociarci nascondendo ci dietro la C di cattolica, proviamo ad allargare le nostre vedute e se non riusciamo più a guardare lontano, forse non abbiamo più la vista abbastanza buona per guidare qualcuno su un sentiero cosi impervio.
    Buona strada

  • Andrea

    dice su:
    23/08/2014 alle 20:53

    Mi sembra che questi ragazzi abbiano le idee molto più chiare dei loro capi! Aprite le vostre menti come dovreste insegnare ai vostri ragazzi!!!!!!

  • Mauro

    dice su:
    23/08/2014 alle 21:50

    Consiglio a questi ragazzi di passare al CNGEI. È una associazione pari alla AGESCI ma è aconfessionale: chi è cattolico è sempre bene accetto ma nello stesso tempo non si pone nessun particolare vincolo nella sua carta costituzionale.

    • livio

      dice su:
      27/08/2014 alle 15:11

      l’unica cosa che mi trattiene dal lasciare questa associazione bigotta e retrograda è il fatto che in italia i gruppi CNGEI siano tre o quattro ,se ce ne fossero di più non penso che l’AGESCI avrebbe più di 100 associati.

      • Maria

        dice su:
        28/08/2014 alle 14:21

        Il CNGEI è la terza associazione al mondo se parliamo di numeri….e in Italia è presente sull’intero territorio nazionale.
        Sezioni del CNGEI

        Nord-ovest

        *Liguria* (3)
        * Arenzano (Ge)
        * Genova
        * La Spezia
        *Lombardia* (12)
        * Bergamo
        * Buccinasco (Mi)
        * Cantu’ (Co)
        * Cernobbio (Co)
        * Cernusco Sul Naviglio (Mi)
        * Cesano Maderno (Mi)
        * Como
        * Cremona
        * Mantova
        * Milano
        * Valmadrera (Lc)
        * Zanica (Bg)
        *Piemonte* (2)
        * Gassino Torinese (To)
        * TorinoNord-est

        *Trentino-Alto Adige*(4)
        * Arco (Tn)
        * Bolzano
        * Calceranica al Lago (Tn)
        * Rovereto (Tn)
        *Veneto* (7)
        * Bassano Del Grappa (Vi)
        * Padova
        * San Martino Buon Albergo (Vr)
        * Spinea (Ve)
        * Venezia
        * Verona
        * Vicenza
        *Friuli-Venezia Giulia*(2)
        * Trieste
        * Udine
        *Emilia-Romagna* (5)
        * Bologna
        * Bondeno (Fe)
        * Langhirano (Pr)
        * Parma
        * Reggio EmiliaCentro

        *Toscana* (6)
        * Arezzo
        * Borgo a Mozzano Mediavalle (Lu)
        * Firenze
        * Livorno
        * Pisa
        * Pistoia
        *Umbria* (0)
        *Marche* (3)
        * Ancona
        * Pesaro
        * Senigallia (An)
        *Lazio* (7)
        * Anzio-Nettuno (Roma)
        * Ariccia (Roma)
        * Bracciano (Roma)
        * Cassino (Fr)
        * Lariano (Lt)
        * Roma
        * Velletri (Roma)Sud

        *Abruzzo* (3)
        * Lanciano (Ch)
        * L’Aquila
        * Pescara
        *Molise* (0)
        *Campania* (7)
        * Battipaglia (Sa)
        * Benevento
        * Casoria (Na)
        * Giffoni Valle Piana (Sa)
        * Napoli
        * Portici (Na)
        * Trecase (Na)
        *Puglia* (6)
        * Bari
        * Lecce
        * Molfetta (Ba)
        * Novoli (Le)
        * Taranto
        * Valenzano (Ba)
        *Basilicata* (1)
        * Matera
        *Calabria* (1)
        * Reggio CalabriaIsole

        *Sicilia* (7)
        * Catania
        * Giarre (Ct)
        * Messina
        * Niscemi (Cl)
        * Patti (Me)
        * Ragusa
        * Riposto (Ct)
        *Sardegna* (2)
        * Cagliari
        * Porto Torres (Ss)

  • Giovanni Bonini

    dice su:
    24/08/2014 alle 00:50

    Questo episodio, e la conseguente smentita di alcuni capi scout, evidenzia di come la informazione e la formazione (intesa come studio dei problemi) sia ai giorni nostri l’elemento critico per eccellenza. Gli scout che hanno sottoscritto il documento sono purtroppo cresciuti a pane e relativismo etico, immersi in una cultura dominante che ha mascherato la giusta accettazione delle diversità con l’imposizione di una cultura, quella del gender, che rappresenta il trionfo dell’istinto sulla ragione. Quindi prima che confessionale o spirituale questa è una battaglia antropologica, ed è solo con la ragione che si può riuscire a educare ed informare e a riportare l’uomo sulla sua giusta strada.

  • Ex Akela

    dice su:
    24/08/2014 alle 09:13

    Ma i capi presenti erano 300, non tre o quattro!!! Come si fa a dire che i capi prendono le distanze? Che su “noi capi la responsabilita’ di interrogarsi…” ? Interrogarsi va bene, ma qui’ c’e’ da “scozzolare le carte”, altro che interrogarsi!!! O quei 300 continueranno a formare ragazzi per come la pensamo loro, mandando al macero 150anni di scautismo!

    • Maria

      dice su:
      28/08/2014 alle 14:33

      Nel CNGEI lo scoutismo non ha religione alcuna…ma tutti i credo sono accettati perché per 150 anni lo scoutismoha posto le sue basi non sul solo cattolicesimo ma su principi di uguaglianza, amore, pace, fraternità, rispetto e tolleranza….che sono principi universali e non proprietà assoluta dei cattolici….

  • Mauro

    dice su:
    24/08/2014 alle 10:24

    Mi sembra che la presa di posizione di chi ha firmato in modo anonimo le parole su questa pagina non sia in linea con lo spirito educativo adottato dai capi R/S che leggo nel commento (a firma Elena Bonetti, Sergio Bottiglioni, padre Gtinuare a farlo?iovanni Gallo) pubblicato sul sito ufficiale dell’AGESCI.
    Il Moto di BP è sempre stato “Ask the Boy”.
    Perchè non continuare a farlo?
    Mi piacerebbe capire da dove viene questa presa di posizione “integralista”.

    Trascrivo integralmente il testo pubblicato qui: http://www.agesci.org/news.php?readmore=736

    La Route Nazionale si è conclusa da poco. Stiamo vivendo il tempo dei ricordi e dell’attesa.

    Tuttavia è giunto il momento di lasciare risuonare il saluto e il distacco da questa esperienza intensa e pervasiva. Solo così sapremo affrontare con passione e con altrettanta intensità quanto ci attende, con spirito nuovo, perché a San Rossore le “cose si sono fatte nuove”.

    Il percorso di elaborazione e stesura della Carta del coraggio – a partire dal capitolo nazionale fino al documento ultimo curato dagli alfieri – è stato un coraggioso spazio di autentico protagonismo dei rover e delle scolte che, accompagnati da noi capi in un esercizio di democrazia, hanno potuto liberamente tracciare il futuro a cui guardano e dichiarare il proprio impegno a costruirlo.

    Il testo che è stato approvato dall’assemblea degli alfieri appartiene propriamente alle comunità R\S, a tutti i rover e le scolte che con le loro azioni di coraggio, con esperienze reali e importanti, vi hanno dato anima.

    Si tratta ora di ripartire da qui. Dall’ascolto, che deve farsi dialogo con questi cittadini, con i quali le Istituzioni e la Chiesa hanno accettato di confrontarsi e con cui la nostra Associazione vuole continuare a camminare, iniziando un proprio percorso di approfondimento educativo e politico sui temi richiamati dalla Carta del Coraggio. Lo faremo nel modo che ci è proprio, come adulti chiamati ad esercitare compiutamente il nostro ruolo educativo, in una relazione costante, dall’Ask the boy fino alla strada condivisa e accogliendo i pensieri compiuti, le forze e le fragilità che i ragazzi hanno saputo raccontare. Il loro pensiero ha per noi piena dignità. Li aiuteremo a confrontarsi col modello di uomo e donna della Partenza, come obiettivo da raggiungere, in modo da qualificare la scelta che è alla base di ogni vera esperienza di vita.

    La Carta sarà inviata alle comunità R\S con l’inizio delle attività, dopo una dovuta revisione stilistica e grafica (come previsto nel percorso di approvazione) e dopo aver lasciato, anche simbolicamente, il tempo necessario per sentire veramente conclusa l’esperienza di San Rossore e poter guardare gli orizzonti che questa esperienza ha generato.

    A ciascuna comunità R\S sarà chiesto di confrontarsi con la Carta del coraggio, in un importante lavoro di discernimento, per crescere e maturare ancora sulle strade di coraggio appena aperte.

    La diffusione della Carta nella relazione con le Istituzioni locali e la Chiesa spetterà alle stesse comunità, secondo un itinerario che come Branca R\S tracceremo.

    Sarà ancora il volto dei rover e delle scolte, che guarderemo, il volto bello e l’impegno con cui accetteranno di mettersi al servizio di questo tempo. E noi con loro, facendo nostra la sfida di metterci nuovamente in strada per meglio comprendere “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono”, come “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel nostro cuore” (GS, proemio).

    Elena Bonetti, Sergio Bottiglioni, padre Giovanni Gallo

    Incaricati e assistente nazionale Branca R/S

  • marta

    dice su:
    24/08/2014 alle 13:07

    Da capo, contraria a questa apertura, mi sento da un lato di testimoniare il fatto che tutto ciò che è scritto su quella carta è nato dai ragazzi, senza influenze significative ds parte dei capi. I ragazzi hanno votato ogni punto quindi non vedo perché anche in questo si trovi il bisogno di insinuare ragioni nascoste che hanno portato a truccare le cose.
    In secondo luogo, parlo per la mia esperienza, ho appena fatto servizio un anno in una staff in cui eravamo tuttifermi in una posizione concorde con quella della chiesa sill’omosessualitá. I ragazzi hanno tirato in ballo allafine dell’anmo il discorso con l’alta sq e, nonostante abniano parlato a lungo con noi e con gli ae di ciò, non si sonosmossi dalla loro posizione. È giusto cercare di fare del nostro meglio, ma un capo non ppuò cambiare quello che i ragazzi spesdo sentono a casa, in tv, a scuola. Il nostro compito è insinuargli il dubbio che ciò che pensano non sia la verità assoluta, ma non possiamo pensare per loro…

    • maurizio

      dice su:
      30/08/2014 alle 18:57

      forse perchè credono in quella posizione… no?

      non dimentichiamoci le radici della nostra Associazione: 60 e piu anni fa gli scout venivano sciolti perchè si rifiutavano di “educare” i ragazzi ai valori del fascio,… che mandava a Fossoli gay ebrei e dissidenti…

      come capo sono orgoglioso che i nostri ragazzi abbiano gli occhi aperti sul mondo di oggi, e come capi abbiamo ancora molto da fare!

  • sara

    dice su:
    24/08/2014 alle 20:08

    Scusate ma i ragazzi (dai 16 ai 21 anni) di cui si parla non sono alieni, non appartengono a qualche setta segreta, non ragionano diversamente da altri ragazzi della loro età!
    Quindi il documento evidenzia che anche ragazzi super credenti possono pensare che un’apertura verso certi argomenti sia possibile. capo scout

  • Giovanni

    dice su:
    25/08/2014 alle 00:02

    Ho provato a leggere e a rileggere l’articolo e i commenti con occhio critico e mettendo da parte i giudizi personali, perché ammetto di essere umano e di aver voglia di gridare il disappunto dopo aver letto quest’articolo e i commenti. La mia intenzione non è sicuramente quella di imbastire polemiche, ma di dare una risposta obiettiva a queste parole poiché sono uno dei 454 firmatari della Carta del Coraggio, ma prima di tutto uno tra 30.000 ragazzi e ragazze che hanno messo del proprio in quei 16 fogli evidentemente mal interpretati. Mi permetto di dire mal interpretati dopo aver letto quest’altro articolo e questi altri commenti: http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/agesci-e-la-sindrome-del-conformismo/
    – “organo non ufficialmente riconosciuto in associazione”
    Va bene, sono pienamente d’accordo, il problema sta nel fatto che l’associazione stessa ha chiesto venisse costituito e a rimarcare ciò era la presenza di capi brevettati che seguivano, ATTENZIONE, SEGUIVANO, NON GUIDAVANO, le nostre scelte prese dopo non brevi discussioni;
    – ” non abbiamo alcuna intenzione di educare i nostri ragazzi alle deliranti teorie del gender”.
    Tralasciando i sensi di nausea e disgusto che mi ha suscitato questa frase, e che dimostra quanto la xenofobia purtroppo sia ancora radicata fortemente nonostante siamo nel terzo millennio, se rileggete bene non viene chiesto proprio niente su come e cosa educare, richiediamo, testualmente riporto, “di allargare i propri orizzonti affinché tutte le persone – indipendentemente dall’orientamento sessuale – possano vivere l’esperienza scout e il ruolo educativo con serenità senza sentirsi emarginati. Chiediamo inoltre all’Agesci che dimostri maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo […] che l’Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, FINTANTO CHE L’EDUCATORE MANTENGA I VALORI DELL’INTEGRITA’ MORALE”. Direi che non serve commentare queste parole, mi sembrano piuttosto chiare, vi invito invece a rileggere con calma e spirito critico personalmente la Carta, senza lasciare che qualcun’altro la interpreti per voi.
    – “si rivalutino quei contenuti della Carta incoerenti con il Magistero della Chiesa e con il nostro Patto Associativo”.
    Con questo concludo: noi facciamo delle richieste di cambiamento all’Agesci e alla Chiesa in base a ciò che abbiamo affrontato durante l’anno col Capitolo Nazionale, non dal Patto Associativo o dalle leggi della Chiesa, mi pare ovvio possano non essere concordanti, quindi mi permetto di dissentire che i contenuti sono incoerenti.
    Nella speranza che nessuno si possa offendere con questo commento, e magari possa rivalutare la propria opinione,
    Buona Strada,
    Langur Suscettibile.

  • Davide

    dice su:
    25/08/2014 alle 08:41

    Quindi volete dire che avete riunito migliaia di scout, portato 400 rappresentanti di 30000 rover e scolte a scrivere un qualcosa che non è in linea con le linee guida dell’associazione… una specie di accademico esercizio di stile quindi. Fossi uno di quei 30000 o di quei 400 mi sentirei preso in giro. Un perfetto “esercizio di democrazia” dirá qualcuno, ma di democrazia con la d minuscola, quella fatta per imbonire le masse e dar loro l’illusione del libero arbitrio mentre in alto si continua a fare quello che si è sempre fatto. Per come la si guarda questa cosa è un fallimento educativo, o nel migliore dei casi una esperienza sconclusionata e male organizzata.

    • maurizio

      dice su:
      30/08/2014 alle 19:04

      educere significa “tirare fuori” e non “mettere dentro”… quindi si abbiamo chiesto ai ragazzi di dire la loro con il coraggio di stare a guardare troppo i vincoli di quello che l’associazione o la chiesa di oggi.

      mi spiace che questa cosa faccia paura a tanti, ma l’ “ask the boy” ( in tutte le sue varie forme per le varie età implicito, esplicito) è la base dello scoutismo… (sia Cattolico che non).

      se qualcuno ha dei dubbi: gli scout non sono i balilla… non si fanno delle persone con lo stampino che la pensano tutte allo stesso modo… se lo fossero allora si che sarebbe una cosa fallimentare

  • Emanuele

    dice su:
    25/08/2014 alle 10:41

    A me sembra che non ci sia nulla di male ad essere gay e questo molti capi non l’hanno ancora capito e vedo che bella educazione che darette a lupetti e ragazzi scout….sono scandalizzato….

    • Marco

      dice su:
      29/08/2014 alle 15:39

      Ma scusi…Riuscite a scindere l’essere omosessuali dalla omosessualità? e poi…. mi può spiegare il passo della Carta che riguarda la Famiglia? se non l’ha letta gliela ripropongo :” Considerando la famiglia (intesa come qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto) come comunità primaria e strumento privilegiato di formazione ai
      valori di apertura e convivenza dell’individuo nella società” …. ora… mi spiega che significa? no perché anche la poligamia tra un afgano e tre spose bambine è “basato sul rispetto e l’amore reciproco” ma NON condivisibile, credo!

  • roberto

    dice su:
    25/08/2014 alle 12:37

    Condivido assolutamente quanto detto dai capi in questo articolo. Credo moltissimo nello scoutismo, e mi diaspiacerebbe se il pensiero di alcuni ragazzi scout di 19-20 (comprensibile visto il bombardamento quotidiano che ricevono dalla nostra società) fosse condiviso anche dai capi scout adulti. Un conto è essere alla ricerca della verità (anche se si è un po confusi e frastornati) mentre un’altro è fare educazione pensando che la libertà e la verità siano solo fare ed essere quello che si vuole.

  • francesco

    dice su:
    25/08/2014 alle 15:40

    E’ inutile pubblicare una lettera senza sapere chi l’ha firmata, i ragazzi a San Rossore ci hanno messo faccia e nome durante le riunioni. I capi che hanno scritto queste riflessioni, condivisibili o meno, dovrebbero forse firmare con nome e cognome….

  • Marco

    dice su:
    25/08/2014 alle 16:11

    La polemica del nome e cognome dei capi che hanno firmato quella lettera è fine a se stessa. Non mi pare di leggere nel documento “Carta del Coraggio” le firme in calce al documento stesso. Il documento poi, viene sbandierato al vento come un qualcosa prodotto da 30.000 ragazzi e ragazze e poi si scopre essere stato un ridottissimo gruppo di lavoro. Occorre serietà e non serve nascondersi dietro ad un dito (mignolo per di più).

    • Francesco VA3

      dice su:
      25/08/2014 alle 16:59

      Caro Marco, se vuole lasciarmi la sua mail sarei molto contento di inviarle tutte le firme dei 454 ragazzi che si trovano in calce al documento “Carta del Coraggio”. E vorrei ricordarle che la Costituzione che oggi regola la Nazione in cui, credo, lei via, fu pensata e scritta da 556 persone eletti da 24.947.187 (mi perdoni, ma i numeri li ho presi da Wikipedia). Sarà d’accordo con me che è diverso se gli elettori sono 30.000 e gli eletti 454, i quali sono portavoce di valori e idee condivise durante tutto l’anno con il proprio gruppo e, tramite i blog, con tutti.

      P.S.: non voglio assolutamente svilire il lavoro dei Padri Costituenti.

      • Marco

        dice su:
        25/08/2014 alle 17:09

        Il suo paragone è fuori luogo!

        • Francesco VA3

          dice su:
          25/08/2014 alle 17:20

          Ha ragione. Periodi completamente diversi. In quel caso si era appena usciti da una guerra orribile che ha fatto innumerevoli vittime e ha dilaniato interi paesi. Oggi viviamo ancora in un periodo di crisi che ogni giorno distrugge famiglie, i cui padri non hanno un lavoro o sono sottopagati, e che ritengono la morte come una possibile soluzione. Viviamo in una società che a causa di una scadente educazione al rispetto dell’altro, induce ragazzini/e di 16 anni a suicidarsi perchè si sentono umiliati, derisi per il loro aspetto o la loro indole.
          Ha ragione lei, tempi totalmente diversi..
          Le rinnovo l’invito a lasciarmi la mail.

          • Marco

            dice su:
            25/08/2014 alle 17:41

            Lei fornisce in maniera inesatta dati che neanche conosce e che probabilmente riporta da articoli politically correct se non addirittura palesemente allineati con la cultura LGBT. Lei dice di ragazzi che si suicidano perché offesi inquanto omosessuali? A prescindere che è assolutamente da condannare il comportamento del bullismo in generale, ma di grazia, si è mai chiesto se quei casi sbandierati dai media effettivamente hanno poi portato a condanne? Ripeto, lei fornisce dati non corretti e li usa a suo personale uso e consumo.
            Guardi, se fa una brevissima ricerca su internet i dati che le servono sono tutti in bella vista; le cito un solo articolo di una testata diversa, così forse, comprende!
            http://www.tempi.it/il-suicidio-del-ragazzo-dai-pantaloni-rosa-non-era-omofobia-se-ne-accorge-anche-repubblica-in-un-box-a-pagina-20#.U_tY0RaM38Y

    • francesco

      dice su:
      27/08/2014 alle 23:46

      Mancano le firme in questa lettera pubblicata, o ci si mette la faccia o vale ben poco, opinioni a parte che possono essere condivisibili o meno.

    • Mauro

      dice su:
      29/08/2014 alle 11:01

      Per Marco (commento del 25 agosto).
      La Carta del Coraggio è sottoscritta con tutte le firme autografe degli Alfieri. Prima di parlare a vanvera è il caso di documentarsi.

      • Marco

        dice su:
        29/08/2014 alle 15:42

        Lei l’ha firmata? se si, di grazia, mi spiega il passaggio “considerando la famiglia (intesa come qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto) come comunità primaria e strumento privilegiato di formazione ai
        valori di apertura e convivenza dell’individuo nella societa” perché non mi è chiaro! Poi sulle firme io qui (http://www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/italia/allegati/STRADE%20DI%20CORAGGIO.pdf) leggo…

        San Rossore, 9 agosto 2014
        Gli alfieri del Consiglio Nazionale R/S
        Questo documento è vero o è un falso documento? non lo hanno prodotto i Rover e le Scolte?

  • Francesco VA3

    dice su:
    25/08/2014 alle 16:42

    Ho sempre ritenuto molto divertenti e buffi i commenti che scaturiscono da articoli come questo; si può spaziare dall’ alternativo di turno (a cui manca disperatamente Woodstock) al classico bigotto (che sinceramente mi ricorda i cavalli con i paraocchi). Io, per mia fortuna o, a quanto pare, sfortuna, ho fatto parte di quei 454 ragazzi che hanno scritto la Carta del Coraggio. Mi spiace che la reazione di alcuni capi sia stata quella espressa nella lettera, tuttavia credo e spero che non tutti la pensino uguale. Ci terrei però a ricordare a questi capi, che giustamente non vogliono discostarsi troppo dalle “direttive” del magistero della chiesa e del patto educativo, l’esempio di un uomo che ebbe CORAGGIO. Sto parlando di Socrate, il quale (scrive Platone) prima di morire, pronunciò queste parole: “L’uomo giusto non ha nulla da
    temere dalla morte ed anche se è vittima dell’ingiustizia degli altri uomini, può continuare a essere giusto nel rapporto con la città e le sue leggi. Quella stessa città e quelle stesse leggi che lo stanno condannando a morte. Chi si sottrae alle leggi della società cui appartiene, nega le radici e rinnega quei patti indissolubili che fanno di un uomo un vero cittadino.” Vorrei sottolineare un passaggio che ritengo esemplificativo e importante, naturalmente non pretendo di spiegare il pensiero di Socrate, ma mi piacerebbe adattarlo alla situazione. Ovvero: quando dice “può continuare a essere giusto nel rapporto con la città e le sue leggi” provate a considerare la città come l’istituzione della Chiesa e le leggi come il Verbo (o meglio, come il messaggio che Dio ha voluto trasmetterci attraverso Gesù). Chi sono invece gli uomoni che commettono ingiustizia con le leggi stesse? “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”…tutti gli uomini in quanto tali sbagliano, forse quello che molti dimenticano è che, per evitare di “perseverare”, sia necessario aprire la mente (che, come dice Einstein, è come un paracadute…) alle proposte e agli stimoli di chi vive con noi. Noi, 454 rappresentanti di 30.000 giovani, che vivono in una società sempre più ricca di tutto, non pretendiamo un’educazione “alle teorie del gender” (che francamente non so neanche cosa siano), ma pretendiamo un ritorno all’essenziale, reindirizzare i nostri passi sulla Strada, senza perderci in sentieri secondari.Siamo consapevoli che il nostro documento non ha “potere”; non possiamo mettere i piedi in testa a chi ha più esperienza di noi, ma possiamo lasciargli una FRECCIA, che lo indirizza verso quello che, bene o male, noi giovani italiani riteniamo importante: l’ ESSENZIALITA’. Credo che per cambiare ci voglia coraggio, ma sono sicuro che per cambiare una COMUNITA’ ci voglia molto più CORAGGIO! Bisogna tenere in conto le idee di ciascuno per migliorare, per far si che tutti possano sentirsi felici..perchè “la felicità non è un semplice traguardo, ma la direzione dello sguardo”!
    Ah..dimentcavo, ricordate che io sono solo un ragazzo di 19 anni, che non ha ancora finito l’offerta formativa che ha accettato..potrei dire cose insensate! Badate bene! D’altra parte noi ragazzi di oggi siamo così..odiamo i grandi e quello che fanno, a prescindere. DI SICURO non crediamo che le generazioni precedenti abbiano sbagliato qualcosina, che abbiano creato la situazione nella quale ora noi dobbiamo SOPRAVVIVERE. E DI SICURO ci piace dire la nostra per sentirci importanti, non perchè vorremmo un MONDO MIGLIORE, basato sull’aiuto reciproco per il conseguimento di un maggior benessere per tutti. No! No! No! Noi siamo ribelli senza testa, sovversivi non controllati!

    Spero che si capisca almeno un quarto dei concetti che ho scritto. Chiedo scusa se qualcosa non è chiaro, ma credo che alcuni argomenti siano “difficili” da trattare in un commento scritto ad un articolo.

    Buona Strada,

    Donnola Affidabile

    • Marco

      dice su:
      25/08/2014 alle 17:17

      questo commento la dice lunga sulla sua autoreferenzialità! Ma comunque, di grazia, veniamo al sodo! Andiamo ai contenuti. Per brevità gliene posto qui uno e, se vorrà, le chiederei di commentarmelo perché magari, noi bigotti col paraocchi ci leggiamo storie di draghi e di fantasmi mentre ai suoi occhi risulta essere solo una fiaba con all’orizzionte l’arcobaleno (SIC!) Mi spiegherebbe questo punto della Carta del Coraggio? “a vivere coraggiosamente e con serietà una scelta consapevole di amore autentico e duraturo, considerando la famiglia (intesa come qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto)” Orbene, vorrà convenire che anche i rapporti di poligamia, accettati in altri paesi, sono basati sull’amore ed il rispetto no? come pure i matrimoni (SIC!) omosessuali in Francia no? e che dire dei nuovi rapporti poliamorosi tanto di moda in scandinavia; anche quelli vige il rispetto e l’amore no? E i matrimoni dei pakistani che sposano le mogli-bambine? li vogliamo escludere? Dunque, chiedo venia del mio bigottismo e della mia chiusura mentale, le chiedo di grazia, di spiegarmi quel punto. Grazie in anticipo

      • Francesco VA3

        dice su:
        25/08/2014 alle 17:37

        “CI IMPEGNAMO: a vivere coraggiosamente e con serietà una scelta consapevole di amore autentico e duraturo, considerando la famiglia (intesa come qualunque nucleo di rapporti basati sull’AMORE e sul RISPETTO) come comunità primaria e strumento privilegiato di formazione ai VALORI di APERTURA e CONVIVENZA dell’individuo nella SOCIETA’, senza discriminare persone che hanno vissuto o vivono esperienze quali divorzio o convivenza.”

        Il punto precedente afferma:
        “CI IMPEGNAMO: ad essere testimoni di un amore AUTENTICO ed universale e portare avanti valori di non discriminazione e di accoglienza nei confronti delle persone di qualunque orientamento sessuale.”

        Essendo scout AGESCI, “amore autentico” vuole essere rappresentativo di quell’amore che ci ha insegnato Gesù. E credo che con la parola “rispetto”, che purtroppo ha perso di importanza, siano ben definibili i tipi di legame “accettati” (“per la convivenza nella società”), escludendo i draghi e ifantasmi!

        Le chiedo scusa se l’ho offesa in qualche modo con il commento sui bigotti.

        • Marco

          dice su:
          26/08/2014 alle 16:00

          no, si tranquillizzi, non mi ha offeso! Ormai ho chiesto all’anagrafe di aggiungere al cognome il termine bigotto! Strano però ricevere questo epiteto da chi dovrebbe condividere la Cristianità. Ma non mi ha risposto. Il punto che le ho citato si regge da solo; il documento è fatto a punti e ognuno si regge da solo pur decontestualizzandolo. E comunque anche facendolo precedere dal concetto precedente non cambia quello che le ho chiesto. Di grazia, se vuole, risponda. E’ compresa la poligamia, il poliamore, i matrimoni omosessuali, le famiglie arcobaleno? Più diretta di così la domanda non posso fargliela. L’Amore universale è quello di Cristo e non è l’amore sessuale o l’amore mordi-e-fuggi che ci prefiggiamo di ‘sdoganare’. Ripeto la domanda, perché spero in una risposta chiarificatrice. Grazie

          • Francesco VA3

            dice su:
            26/08/2014 alle 16:39

            Mi sembrava di averle già risposto. A questo punto creo che la discussione debba essere affrontata in altra sede. Sarebbe molto interessante, secondo me, se si riuscisse a discuterne a voce; sono certo che farei meno fatica ad esprimere le mie opinioni. Volevo solo dire due cose. La prima riguarda il messaggio nell’altro post: la mia disinformazione è tanto grande quanto la sua manipolazione dei fatti (è sempre comodo di fare di un filo d’erba tutto il fascio). La seconda cosa che tenevo a precisare è il fatto che lei parla di Cristianità, io non ho mai usato questo termine. Non perchè sia ateo o di altra confessione, semplicemente perchè sono in cammino sulla strada della fede e continuo a interrogarmi su tutti i dubbi che ho al riguardo. Le risposte che fino ad ora sono riuscito a trovare non mi permettono di definirmi Cristiano. Ed è per questo motivo che altri 450 ragazzi circa della mia età hanno sentito il bisogno di cambiamento o per lo meno di una rivalutazione di alcuni temi.
            Non saprei assolutamente come fare per riuscire a contattarci e in caso trovarci per fare una chiacchierata. Lei, sempre che sia d’accordo, ha qualche idea?
            Intanto la ringrazio per questo scambio di opinioni che ritengo molto utile (e lo dico senza alcun velo di ironia).

          • Marco

            dice su:
            26/08/2014 alle 21:19

            Lei scrive: ” La prima riguarda il messaggio nell’altro post: la mia disinformazione è tanto grande quanto la sua manipolazione dei fatti (è sempre comodo di fare di un filo d’erba tutto il fascio)”
            manipolazione dei fatti? io le fornisco letture che la aiuterebbero a capire e lei generalizza banalizzando con una frase del genere? Suvvia; la facevo più incisivo no?
            Le ripropongo la mia frase che le ha dato fastidio: “Guardi, se fa una brevissima ricerca su internet i dati che le servono sono tutti in bella vista; le cito un solo articolo di una testata diversa, così forse, comprende!
            http://www.tempi.it/il-suicidio-del-ragazzo-dai-pantaloni-rosa-non-era-omofobia-se-ne-accorge-anche-repubblica-in-un-box-a-pagina-20#.U_tY0RaM38Y

            Il fatto, comunque, che si stia mettendo in discussione le fa onore perché chi si sente arrivato è ‘finito’! Questo non vuol dire che lei non possa comprendere (anzi son convinto che l’abbia compresa appieno!) il testo di quella carta che CHIEDE alla Chiesa di mettere in discussione le basi del Catechismo, del Magistero e della Dottrina! Ecco dov’è l’inghippo…. che un manipolo di ragazzi possa permettersi di dare Consigli alla Chiesa Bimillenaria di Cristo e addirittura ai governanti su temi talmente sensibili che anche il fior fiore delle menti mondiali stentano a venirne a capo. Ho sempre stimato i ragazzi… SEMPRE! Ma i ragazzi devono farsi guidare e non ergersi a guide! Questo non è coraggio, se ci si adegua alla ‘corrente del fiume’! Il coraggio è andare controcorrente, insieme alla Chiesa!

  • Maestr*deiNovizi

    dice su:
    26/08/2014 alle 00:11

    È FALSO dire che i capi dell’Agesci hanno preso le distanze.
    L’associazione si è pronunciata SOLO con questo scritto http://www.agesci.it/news.php?readmore=736
    Tutto il resto sono opinioni dei singoli che, fossero favorevoli o contrarie, in quanto tali NON SONO voci dell’associazione: come è noto a chi ne fa parte, non è uso dell’Agesci prendere decisioni ai vertici e “calarle” agli associati, ma le opinioni divergenti sono sempre stimolo al dialogo e al confronto. Solo così si cresce, come cittadini, come cattolici, come persone.
    Sono felice che i miei ragazzi siano persone che si pongono in modo critico nei confronti della realtà, e che ritengano Chiesa e Istituzioni non un meccanismo “altro da sé” a cui obbedire, ma un interlocutore, a cui porre domande e chiedere spiegazioni.
    Questo succede perché loro SONO LO STATO e loro SONO LA CHIESA: dunque hanno sentito il bisogno di esprimere le loro perplessità e il loro punto di vista di ventenni. Dispiace che siano stati strumentalizzati, dall’una e dall’altra parte.

    • Marco

      dice su:
      26/08/2014 alle 21:26

      maestr* dei Novizi, che usa l’asterisco come fanno le associazioni LGBT per negare la realtà dei fatti ovvero l’essere maschio o femmina! Qui non si tratta di porsi in maniera critica nei confronti della realtà ma, anzi, si tratta di negare la realtà fatta di famiglie che esistono dall’alba dei tempi e altre unioni che non sono famiglie (specifichiamo altrimenti andiamo fuori strada). Lei è un educatore? ecco se lo si chieda se ha fallito nell’educazione di questi ragazzi che, come può leggere dal documento, non si pongono il problema della discussione ma chiedono alla Chiesa di mettersi in discussione (perché loro si sentono nella Verità) e allo stato italiano di adeguarsi (ma a cosa?) . Loro non sono lo STATO e non sono la CHIESA; loro sono membri dello Stato e della Chiesa, forse, ma non possono dettare regole a tutti, sia chiaro. Hanno sentito il bisogno di manifestre delle perplessita? io da documento leggo delle affermazioni che vogliono far recepire, non perplessità da discutere!

      • Rea

        dice su:
        08/09/2014 alle 17:08

        Senti, magari molto semplicemente non vuole far sapere se è uomo o donna e non mi sembra una cosa vietata.
        E poi i ragazzi non hanno scritto delle “regole” ma delle “richieste” di apertura e solidarietà.

  • Elisa

    dice su:
    26/08/2014 alle 17:15

    Sono veramente indignata per quanto scritto sopra,del fatto che quello che hanno deciso dei ragazzi di16-20 anni venga tenuto poco o dovrei dire per niente in considerazione.
    Voglio dire che quei 33000 mila ragazzi cambieranno il mondo fra qualche anno!!!!!
    Come si può considerare l’opinione di alcuni capi superiore e più importante di quella di 33000 mila ragazzi, vergognoso!

  • Lea

    dice su:
    27/08/2014 alle 09:44

    Se queste parole sono state scritte da “educatori”, allora stiamo meglio senza!! La gente che cambiera’ questo mondo non ha bisogno di educatori come voi basati su Dio e la Patria. La gente che cambiera’ questo mondo ha bisogno di educarsi all’empatia, la tolleranza, l’innovazione, il rispetto – qualita’ chiaramente assenti in chi ha scritto questa lettera.
    Cito: “Ci teniamo a ribadire con fermezza che non abbiamo alcuna intenzione di educare i nostri ragazzi alle deliranti teorie del gender o ad altre follie simili della nostra epoca!” – MA SIAMO MATTI? Teorie deliranti del gender? Stiamo parlando di amore, attrazione, desiderio, fraternita’, accettazione, tolleranza, rispetto, EMPATIA e tu, l’Educatore, mi parli di delirio?
    Tanti saluti da una scout della Danimarca, che ha scelto AUTOeducarsi e non farsi lavare il cervello dai vostri cosidetti educatori.

  • Gianni Risari

    dice su:
    27/08/2014 alle 11:40

    Sono un adulto capo clan dai capelli bianchi che a san Rossore ha vissuto momenti di sincera felicità nel constatare come così tanti giovani siano entusiasticamente impegnati a fare del proprio meglio per migliorarsi e dare un contributo al rinnovamento della società. Mi sono detto: “c’è speranza nel futuro…” E ne sono ancora convinto oggi, passata l’emozione. Ho assistito, da spettatore, ad alcune fasi, finali, della stesura della Carta del coraggio. Un Lavoro impegnativo e condotto con scrupoloso metodo democratico da rover e scolte assai abili conoscitori pure delle procedure… In questi giorni ho letto il testo integrale. Quel che mi ha suscitato perplessità non è il fatto che con “coraggio” si siano affrontate certe tematiche, ma che su queste si diano giudizi definitivi. Lasciatemelo dire con sincerità, Il tono, a volte, sembra quello del “dogma”. E i dogmatici di altre associazioni non mi son mai piaciuti, figurarsi nella mia… Ecco, ma non vi sembra che tutti, non solo voi, su questi temi abbiamo ancora bisogno di riflessione e di confronto? Papa Francesco ha indetto un grande incontro internazionale, coinvolgendo tutte le diocesi del mondo proprio sul tema della famiglia e quindi dell’amore. Non è che noi abbiamo già la risposta definitiva, o si? Nessuna meraviglia che i giovani camminino con passo spedito. Se posso, da capo, dire anche la mia, direi a rover e scolte di san Rossore: camminiamo insieme, perché tutti insieme dobbiamo arrivare alla meta e qualche volta, in route, a rallentare il passo ascoltiamo meglio le ragioni dell’altro e ci capiamo meglio tra noi. Poi, lungo la strada, come sempre, faremo pure silenzio per riflettere, per pregare, per ascoltare nel profondo la nostra coscienza e poi agire di conseguenza, disposti a pagare il prezzo che ciò comporta. Lo so che dirvi questo non è facile, ma anche i capi devono avere, coraggio che li ascoltiate o no… Buona strada

  • Corrado

    dice su:
    27/08/2014 alle 12:09

    Ci vedo molto bigottismo in questa lettera. Chissà come mai la Bibbia si prende alla lettera quando fa comodo e quando non fa comodo la si interpreta. Nella Bibbia c’è anche scritto: “Se uno vende la propria figliuola per esser serva, ella non se ne andrà come se ne vanno i servi.” Esodo 27:1. Ne dobbiamo arguire che è lecito vendere le proprie figlie come schiave? C’è scritto nella Bibbia, non in Topolino. Sempre la Bibbia vieta di farsi tatuaggi, di tagliarsi i capelli, di indossare abiti confezionati con fibre miste, di mangiare crostacei. Alzi la mano chi non ha mai mangiato gamberetti contravvenendo alla Bibbia. O forse alcune cose si devono mettere in pratica ed altre no? Chi decide quali sono da applicarsi e quali da ignorare? Ci si dimentica poi del Vangelo, che è il compimento della Bibbia, in cui Gesù non ha MAI condannato l’omosessualità, eppure gli antichi romani che occupavano la Palestina avevano costumi piuttosto licenziosi. C’è poi l’episodio del centurione che chiede di guarire un servo a lui caro (Lc 7, 1-10)… eufemismo per dire che aveva una relazione con questo servo, perchè nella cultura romana gli schiavi erano considerati oggetti e non ci si preoccupa così tanto per un vaso rotto! Eppure Gesù dice al centurione di non aver mai visto in tutta Israele una fede così grande … scandaloso, Gesù che dice questo ad un pagano e pure frocio … roba da mettere al rogo il centurione, il servo e Gesù stesso.

    • Marco

      dice su:
      27/08/2014 alle 12:54

      Esatto Corrado; “ci si dimentica poi del Vangelo”.
      Anche lei se ne dimentica da quello che leggo; senza contare che si dimentica del Nuovo Testamento al completo, dagli Atti degli Apostoli alle Epistole (esempio di San Paolo). Sull’interpretazione, mi scusi, ma preferisco la Dottrina e il Magistero della Chiesa alla sua interpretazione ‘eufemistica’ dell’episodio del centurione.
      Comunque qui non si tratta degli omosessuali che sono sempre visti ed accolti come fratelli ma dell’omosessualità come peccato; il Cristiano scinde sempre il Peccato dal Peccatore.
      Il Peccatore, se vuole, viene salvato ma il Peccato viene e deve essere condannato.

      • fil

        dice su:
        27/08/2014 alle 13:23

        Marco, posso sapere quanti anni hai?

        • élla

          dice su:
          07/09/2014 alle 23:46

          Se è lo stesso Marco che conosco io dovrebbe avere tipo 37 anni…. ma non ci credo dato che non lo conosco di persona….

  • giacomo

    dice su:
    27/08/2014 alle 12:10

    La realtà, cari marco e firmatari della lettera, è che dalla “Carta del coraggio” emerge una visione di Amore (cosa per me, tra l’altro, non chiara); dalla lettera e dai commenti invece emerge solo una gran paura e devozione ad un Patto associativo, alla Bibbia ed alla Costituzione (“I valori a cui si ispira l’AGESCI e il modo con cui i capi tentano di declinarli effettivamente nel loro encomiabile servizio con i giovani sono e resteranno sempre quelli ben espressi nel Patto Associativo e nello Statuto dell’associazione, alla cui base vi sono, come cardini, la Bibbia e la Costituzione Italiana!”)

    Per favore, potreste chiarirmi questi valori e come li declinate nel vostro encomiabile servizio?
    Non è assolutamente provocatorio, voglio solo capire

    • Marco

      dice su:
      29/08/2014 alle 15:47

      La visione di amore che emerge dalla Carta è vergognosamente piegata ai dogmi della secolarizzazione di questi tempi e sembra chiaro da subito quando in quella Carta si dice:
      “Considerando la famiglia (intesa come qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto) come comunità primaria e strumento privilegiato di formazione ai valori di apertura e convivenza dell’individuo nella società”

      Mi sembra chiarissimo dove si vuole andare a parare; dai matrimoni omosessuali alla poligamia, dal poliamore alle spose-bambine….tutte rientrano in questa casistica; TUTTE!
      Occorre insegnare a questi ragazzi l’AMORE (quello di Dio) e non l’amore terreno, carnale e sessuale senza tutto il resto!

      • giacomo

        dice su:
        01/09/2014 alle 14:49

        Mi spiace ma non convengo con la tua opinione, essendo la tua risposta ancora impregnata di paura.
        Perchè ,per forza, “comunità primaria e strumento privilegiato di formazione ai valori di apertura e convivenza dell’individuo nella società” lo devi essere intesa come “matrimoni omosessuali, poligamia, poliamore, spose-bambine”? Perchè devi essere così spaventato?

        E cos’è l’ Amore di Dio? Come lo declini nel tuo servizio?

      • élla

        dice su:
        07/09/2014 alle 23:48

        Heilà sei per caso il Marco che (purtroppo) conosco io??

  • luisa

    dice su:
    27/08/2014 alle 12:43

    Mi permetto di specificare che i capi dell’Agesci devono aderire al patto associativo. I ragazzi che sono ancora in cammino, e i capi che ancora si stanno interrogando sul loro servizio in associazione (per intenderci i tirocinanti) possonon non conoscere, nel primo caso, o ancora metabolizzare, nel secondo caso, i contenuti e i valori del patto associativo. Detto questo, essere capo dell’agesci non è un diritto di tutti, se si vuole far parte di questa associazione bisogna condividerne i valori e la C di cattolico. Personalmente non mi interessa essere parte di una associazione di cui non condivido valori e finalità, detto ciò, chi non condivide i valori e le finalità dell’Agesci non è costretto a farne parte. Se mai un giorno l’Agesci si farà portavoce di valori che non condivido sarò la prima ad uscire dall’associaizone

  • Stefano

    dice su:
    27/08/2014 alle 14:23

    Alcune riflessioni che mi sento di fare. Intanto mi permetto di dubitare dell’effettiva appartenenza all’AGESCI di molti di coloro che hanno partecipato a questo dibattito (o almeno mi illudo che sia così, altrimenti sarebbe un po’ triste, dal mio punto di vista): per esperienza (per aver partecipato ad altri dibattiti del genere e per avervi trovato spesso frasi e contenuti ricorrenti nonchè i toni sprezzanti e offensivi, tutt’altro che caritatevoli, anche in quest’occasione usati) so che quando si affrontano questi temi immediatamente si scatenano le “truppe cammellate” di chi è a favore dei “diritti a prescindere” delle persone omosessuali. Altrettanto dicasi per la scarsa e timida presenza negli stessi dibattiti di coloro che, legittimamente, hanno posizioni diverse (peccato!). Ho letto anche in questo dibattito, come sempre, prese di posizione ideologiche, frasi offensive a senso unico: nulla di nuovo sotto il sole. E mi viene da domandarmi se questi dibattiti servono davvero a qualcosa visto che intervengono sempre e soltatanto quelli di una sola parte.
    Si chiede rispetto per i firmatari di questa “Carta del coraggio” salvo rivolgersi con parole e contenuti sprezzanti a coloro che la pensano diversamente. Si manipolano le affermazioni del Papa estraendole dal reale contesto in cui sono state pronunciate per usarle impropriamente a sostegno delle proprie posizioni. Si cita il Vangelo (del quale a mio parere a molti di coloro che hanno partecipato a questo dibattito poco o nulla importa in realtà) a giustificazione di idee che nulla hanno a che fare con il vangelo. C’è chi ha scrito di preferire la “Carta del coraggio” a Vangelo e Costituzione (se questo è rappresentativo dello scoutismo oggi stiamo freschi). Si accusano i firmatari della lettera in discussione di restare protetti dall’anonimato come se un nome usato in Internet (come tanti hanno fatto in questa discussione) potesse davvero ricondurre ad una persona e questa persona alla responsabilità di ciò che scrive.
    Io spero che lo scautismo non sia davvero quello che appare da questi commenti (che ho l’impressione siano in gran parte commenti di qualcuno, non scout, che esprime i suoi desiderata rispetto allo scoutismo) ma se lo stesse diventando non mi stupirei. Non mi stupirei perchè ascolto le omelie di certi sacerdoti durante la Messa, leggo gli scritti di taluni prelati e “cristiani adulti” su riviste e giornali, “ascolto” gli assordanti silenzi di parte delle gerarchie ecclesiastiche su questi temi. E’ ora che chi la pensa diversamente rispetto al pensiero che ormai si sta ponendo come “unico” si svegli. Dentro e fuori dalla Chiesa Cattolica. Non chiamerei “Carta del coraggio” un documento di omologazione al pensiero più di moda del momento. Il coraggio sta nel difendere la Verità, nell’andare controcorrente quando serve, nell’essere veramente “diversi” quando intorno tutti vogliono essere “omologati”. Cari miei, non ce ne stiamo accorgendo ma stiamo facendo la fine della rana nella pentola che piano piano, a fuoco lento comincia a lessarsi e diventa sempre più incapace di reagire.

  • Davide

    dice su:
    27/08/2014 alle 17:38

    Contribuisco a questo dibattito con una considerazione sulla lettera in sé e non sul suo contenuto. Da socio adulto dell’AGESCI penso che la lettera, sebbene condivisibile in alcune sue parti, non possa rappresentare in alcun modo la posizione ufficiale dell’Associazione perché scritta e firmata da “alcuni Capi dell’Associazione” tra l’altro anonimi, che perciò come i rover e le scolte riuniti a San Rossore e come essi stessi sottolineano a proposito degli alfieri del Consiglio nazionale R/S, non costituiscono un organo statutario dell’Associazione.
    Resta pertanto un contributo lecito ma pur sempre discrezionale. Sarebbe, invece, profondamente diverso ed avrebbe valore “ufficiale” un comunicato a firma dei Presidenti del Comitato Nazionale che curano a livello nazionale i rapporti con la stampa e con i media o ancora del Capo Scout e della Capo Guida che invece rappresentano l’unità dell’Associazione e che, stando allo Statuto, sono gli unici a poter fornire, in ultima istanza, l’interpretazione autentica di quanto contenuto nel Patto Associativo.
    Facendo appello a tutti i membri ed i capi dell’Associazione che hanno preso parte a questa discussione mi auguro che i temi qui trattati, a cui rover e scolte (Giovanni Paolo II li ha chiamati “Sentinelle del mattino”, magari intravedono prima di noi qualcosa che non siamo ancora capaci di scorgere) ci chiamano con forza ad interrogarci – nel caso anche per confermare con maggiore forza e consapevolezza i valori su cui poggia il nostro servizio di educatori, ma resta sempre il fatto che ci chiedono di riflettere – si spostino dalle discussioni sul web per loro natura virtuali e vengano proposti a livello associativo nelle sedi appropriate per diventare patrimonio di un più ampio confronto che sia serio, attento, reale e che possa rivelarsi fertile per tutti i capi e i membri l’Associazione.

  • francesco

    dice su:
    28/08/2014 alle 14:40

    Interessante vedere che questo sito ha cambiato il titolo del post aggiungendo la dicitura “alcuni”. Ben diverso era il significato del titolo precedente.

  • Daniele

    dice su:
    29/08/2014 alle 01:31

    C’è un problema alla base. Uno Scout non scrive lettere anonime in quanto queste rappresentano l’idea di nessuno. E le idee di nessuno non sono idee. Quindi questa lettera è carta straccia ancora prima di essere letta.

  • Pingback/Trackback 29/08/2014 alle 01:37
    Bim Bum Crack
  • Maurizio Melchiorre (IMPERIA 2 anni 80/90)

    dice su:
    31/08/2014 alle 09:12

    AGESCI: Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani

    CATTOLICO agg.
    1. Universale: attributo della Chiesa apostolica romana.
    2. Proprio della Chiesa apostolica romana ( religione, dottrina, fede c. ) o conforme alla sua dottrina e alle sue vedute di fronte ai problemi dell’uomo ( la morale c. ).

    se lo scoutismo si dice Cattolico lo deve essere nella sua globalità (questa quando facevo lo scout io si chiamava coerenza), …. diversamente associazioni simili che non si dicono cattoliche ce ne sono molte … se così non deve più essere , … bè allora il detto “una volta scout sempre scout” non mi appartiene più

    … siate pronti ….

    Maurizio Melchiorre (IMPERIA 2 anni 80/90)

  • Davide

    dice su:
    02/09/2014 alle 16:54

    Grazie a Dio, non sono uno Scout !

  • muccadicomacchio

    dice su:
    03/09/2014 alle 11:39

    Qui alcuni parlano delle prese di posizione nella ‘carta del coraggio’ come di un cedimento all’opinione corrente. Non voglio fare paralleli a tutti i costi, però io ho fatto liceo e università a Milano negli anni ’70 e lì gli Scout che conoscevo erano completamente appiattiti sull’ideologia allora dominante. I fuochi scout erano spesso un centro di reclutamento per l’estremismo di sinistra, e nella Parrocchia vicino alla mia scuola i temi delle riunioni scout settimanali erano la scelta di classe e la dittatura del proletariato. Stessa situazione nelle Parrocchie di Città Studi vicino a casa mia, in cui i giovani coadiutori, arrivando, si trovavano di fronte un panorama ideologico tale da essere costretti a imporgli il silenzio o a espellerli. Tutti ricorderanno la foto-simbolo degli anni di piombo, quel mattacchione col passamontagna che spara contro la polizia in posa da poliziotto americano. Bene, quello era uno scout. Voglio sottolineare, però, che in altre situazioni la situazione era totalmente diversa: a Varese e a Como, per esempio, anche allora gli scout erano un ambiente di formazione cristiana assolutamente centrato, e un fuoco come culla dell’estremismo sarebbe stato inconcepibile. Però, a Milano, lo scoutismo era così e non mi ricordo che la sua dirigenza sia mai intervenuta in proposito.

  • Andrea Tasca

    dice su:
    03/09/2014 alle 23:04

    ciao a tutti, sono Andrea capo clan ed ho vissuto questo impegnativo ed entusiasmante capitolo del coraggio e la supe-Route nazionale. La carta del coraggio è una cosa straordinaria e non vediamo l’ora di averla tra le mani e sui tavoli nelle sedi di clan (o meglio ancora nello zaino e via per sentieri ) per rileggerla con intelligenza, confrontarci, approfondire i contenuti (sicuramente con la ricchezza culturale scout, cattolico che abbiamo) e condividerla con le nostre parrocchie, comunità capi e amministrazioni civili. Il lavoro è appena cominciato
    Stiamo attenti perchè questi articoli di giornale vogliono solo far notizia e clamore e mettere in difficoltà l’associazione con frasi (decontestualizzate) ad effetto su temi profondi. Noi sappiamo quanta attenzione abbiamo messo nel pensare e scrivere queste cose; non cadiamo nella trappola dei giornalisti che vogliono provocarci in un dibattito via web mentre noi siamo abituati a confrontarci faccia a faccia. Noi che siamo una delle più belle espressioni di Chiesa coraggiosa, aperta alle differenze nella fedeltà a Cristo! buona strada

  • piero bonfiglioli

    dice su:
    04/09/2014 alle 21:26

    Io ero presente alla Route Nazionale di Branca R/S ai Piani di Pezza nel 1986 ed alla Route Nazionale Capi del 1996. Sono contento di aver partecipato ad uno Workshop di “Internazionalismo” tenuto da Mario Sica (Route Naz. R/S 1986) perchè lo stesso animatore dello Workshop ci ha ‘preso per mano uno per uno’ e ci ha ‘immersi’ in una ipotetica giornata di discussioni al Palazzo dell’ONU . Sono tornato alla mia tenda contento perchè quel capo scout e animatore del Workshop mi ha effettivamente ‘arricchito’ di nozioni, di informazioni sui temi internazionali di quel momento e non lo ringrazierò mai abbastanza per avermi dato gli ‘strumenti’ per capire da solo certi ‘meccanismi’ di diplomazia internazionale. Sono tornato a casa dalla Route Naz. di Branca R/S del 1986 consapevole di aver ‘maturato’ diverse cose e contento di averlo fatto insieme ad altre persone che condividevano gli stessi Valori che condividevo io…. Qualche tempo dopo ho partecipato alla Marcia per la Pace da Perugia ad Assisi: non mi è piaciuta. Ho marciato velocemente per 20km. insieme ad altre persone senza mai riuscire ad aprire un vero dialogo con loro (forse eravamo fin troppo diversi); ho ascoltato i soliti slogan pro-Cuba e pro-Palestina che ogni tanto qualcuno proclamava; sono arrivato troppo in ritardo per assistere ai comizi dei politici di turno: insomma, non mi sono mai veramente confrontato con le persone con cui ho condiviso il cammino (come succede in una Route): ho capito solo allora (accorgendomi della sua ‘mancanza’) di quanta ‘forza’ esista in un movimento Scout in cui si condivide la strada, il pane, l’acqua ed i ragionamenti quasi nella stesso momento. Io spero che i giovani del 2014 abbiano vissuto queste ‘cose’ anch’essi a quella che essi ora considerano la ‘loro Route Nazionale’.
    Io spero che in futuro si dimostri falsa l’equazione: “etero = vecchio .AND. omo = giovane” perchè ‘omo’ ed ‘etero’ sono esistiti anche nei secoli passati e con alterne vicende.
    Io spero che, in futuro, gli ‘omo’ si rendano conto che se, ora, sono sulla bocca di tutti lo devono sia a manifestazioni tipo gay-pride ma anche alla estrema tolleranza degli ‘etero’, che hanno permesso loro di potersi esprimere in quelle manifestazioni come meglio credevano: quindi non è lecito che promuovano leggi in cui si condanna al silenzio e si priva della libertà di esprimersi il restante 85-90% della popolazione (perchè se basta dichiararsi ‘etero’ per essere imprigionati come omofobi la Libertà finisce…)

  • Lela

    dice su:
    05/09/2014 alle 00:16

    Con ogni amore fraterno, trovo la carta del cosiddetto coraggio un semplice adeguarsi alla mentalità comune, da persone che sembrano vecchie dentro, con modi di fare che risultano abbastanza vigliacchi (fa comodo pensarla con la maggioranza…) e anche presuntuosi e prepotenti, considerati i commenti …
    Credo che oggi il vero coraggio, la vera novità, la vera giovinezza dell’anima non sia, certo, il conformarsi alla mentalità corrente dei sempre nuovi generi che si scoprono (e a volte cambiano come calzini), bensì: imparare a coltivare la virtù (che rende veramente giovane e libero il cuore….), resistendo al qualunquismo e al relativismo di una società così asservita al male da non rendersene neppure più conto.
    Tra l’altro, basta leggere alcuni commenti per rendersi conto della vuota demagogia di quest’ideologia delirante e pericolosa, dove la realtà viene travisata, a tutto può venire attribuito un senso diverso, a proprio piacimento… partendo dal significato delle parole…
    Sapete, cari fratelli e sorelle, cosa significa il termine “bigotto” che utilizzate come una clava, dimenticando che tanti santi e sante venivano definiti/e così dai peccatori dell’epoca che, evidentemente, erano, anch’essi, poco interessati al senso reale delle proprie parole?
    Da Treccani.it: “Bigotto..Di persona che mostra zelo esagerato più nelle pratiche esterne che nello spirito della religione, osservando con ostentazione e pignoleria tutte le regole del culto”.
    Con tutto il rispetto, ma cosa c’entra il richiamo alle Scritture e al Magistero con questo termine?
    In ogni caso, se nel vostro linguaggio – relativistico, anch’esso, come le vostre convinzioni che, a mio avviso, danno grande scandalo – essere bigotti significa credere nella Parola del Signore, così come tramandata e insegnata dalla Chiesa Cattolica, sono fiera di essere considerata da voi una bigotta! LOL

  • giuseppe

    dice su:
    05/09/2014 alle 15:35

    caro Guido, la tua affermazione…………..”La Bibbia non ci è stata mandata via fax dal Paradiso, è una raccolta di usi, costumi, precetti e visioni dell’uomo rispetto alla Fede cristiana che deve essere adattata e utilizzata con coerenza rispetto ai tempi e alle situazioni”. …mi lascia interdetto: adattarla a tempi e situazioni? quindi se nel 1950 significava qualcosa ora vuol dire altro?. Credo non ci sia nulla da aggiungere.

    • Claudio Piccini

      dice su:
      13/09/2014 alle 11:45

      Il problema è che qui si parla tanto di dogmi e di Magistero, ma la causa di tutto è stato dare la libertà di parola alle donne. Figuriamoci poi che l’agesci ha pure capi donna che indottrinano i ragazzi ad una presunta parità dei sessi, sostenuta per altro dalla maggioranza degli ecclesiasti, papa e vescovi compresi.
      Invece la Scrittura è assai chiara:
      “le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea” (I Cor 14, 34-35)

      Allora mi rivolgo a tutti i precedenti. Le scritture si rispettano in TOTO, non si può lamentarsi coi ragazzi che sono vitttima del relativismo e che interpretano il Vangelo a loro piacimento, quando anche i più ferventi sostenitori del cattolicesimo e del Magistero, tollerano che le donne parlino in pubblico e non siano sottomesse.

      Claudio, Un capo clan brevettato

      …/SARCASTIC MODE off

  • Giovanpietro

    dice su:
    07/09/2014 alle 10:46

    AGESCI … significa ancora “Associazione Guide e Scout CATTOLICI Italiani”?

    Ho sempre stimato quest’associazione che da sempre ha fondato l’educazione e la crescita dei nostri figli sullo stile di vita scout e sugli insegnamenti della Chiesa cattolica; così cattolica tanto da specificarlo nel suo stesso acronimo.

    E’ stato il 2007 l’anno del suo centenario e certamente, da allora fino ad oggi, al suo interno sono stati molti gli aggiustamenti e gli aggiornamenti giuridici strutturali e formativi; del resto i tempi cambiano e, con loro, cambiano anche i criteri dei metodi educativi che però non dovrebbero intaccarli nella sostanza ma soltanto nella forma.

    Quello che risalta all’occhio in questo tempo, è il grande disagio che hanno gli educatori AGESCI di fronte ad una società in caduta libera riguardo ai valori umani e religiosi che, nella stragrande maggioranza dei casi, sfocia in un “così fan tutti” o in un più intellettuale “relativismo” che svilisce ogni ordine costituito, sia laico che religioso, con forti ripercussioni anche all’interno dell’associazione stessa.

    Quando poi in caduta libera si trova proprio qualcuno di questi cosiddetti educatori, la situazione si complica e tutto il sistema perde progressivamente di significato, che si cerca di recuperare cambiando l’ordine delle cose per accomodare il tutto alle problematiche contingenti, magari raggruppando le varie esigenze “particolari” scaturite dalle periferie, inserendole quali istanze “generali” in una «Carta del Coraggio» scritta da quei ragazzi che, avendo ricevuto l’educazione di “stile” proprio da costoro, fidandosi, mai si sognerebbero di contraddire e/o accendere il proprio spirito critico su quanto ricevuto in
    insegnamento e, diciamolo pure, su quanto non ricevuto.

    Prova ne è proprio questa “carta” che hanno presentato alla route nazionale di quest’anno a San Rossore.
    Molto bella e vissuta la route, a giudicare dai collegamenti televisivi e dalle grandi proposte e grandi impegni sottoscritti proprio su questo documento, però qualcosa lascia a desiderare, anzi, lascia l’amaro in bocca a quanti, come me, hanno sempre visto più che di buon occhio l’AGESCI.

    Mi riferisco specificatamente agli argomenti riguardanti l’amore e la Chiesa che, per un associazione che si professa cattolica, sono quantomeno stravaganti e, comunque, provenienti da riflessioni ed esperienze fatte non alla luce degli insegnamenti della Chiesa Cattolica espressi nel suo Catechismo, ma da una stretta cultura laicista. Tengo a precisare che tutto ciò non sarebbe stato degno di attenzione o critica, se a parlare in tali termini fosse stata qualsiasi altra associazione scoutistica a-confessionale o di altre confessioni religiose (senza considerare quanto più rigorose della cattolica siano le altre fedi cristiane, sia ortodosse che protestanti).

    Nei passaggi di questi paragrafi sono evidenti le forti contraddizioni che esistono tra le
    “affermazioni” e gli “impegni”, tra gli “impegni” e le “istanze”, tra il professarsi cattolici e l’essere intrisi di laicismo … Questo lascia intendere che tra le fila esistono frammentazione di pensiero e debolezza di preparazione (quantomeno preparazione cattolica).

    La mia non vuole essere sterile critica ma accorato appello ai vertici sani dell’associazione, a quegli uomini e donne che hanno risposto alla chiamata al servizio e percepiscono la grande responsabilità affidatagli da tutti i genitori italiani, perché i loro figli, credono fermamente ai valori che trasmettete loro e lo esprimono già dalle prime righe della loro “carta del coraggio”: «Noi, Rover e Scolte dell’Agesci, giovani cittadini italiani, riuniti a S. Rossore, al termine di un anno che ci ha visti impegnati sul tema e sulle strade del coraggio, vogliamo oggi scrivere una Carta che racconti quello che abbiamo vissuto, che rappresenti i valori in cui ci riconosciamo e che dichiari il nostro impegno per l’Associazione, per il Paese e per la Chiesa a cui apparteniamo.»

    EDUCATORI AGESCI, aprite l’orecchio il cuore e la mente alla Chiesa Cattolica in TUTTI i suoi insegnamenti, a partire dal CCC, continuando con la “Teologia del corpo” di San Giovanni Paolo II e così via, fino a Papa Francesco, senza prendere solo ciò che fa più comodo, ma accogliendo con umiltà ed obbedienza anche gli insegnamenti più difficili da comprendere, accettare ed applicare nella vita quotidiana di un buon testimone di Cristo.

    Del resto lo dite voi stessi che il «CORAGGIO è essere Chiesa, vivendo secondo l’esempio di Gesù; è rivolgersi a Dio, è riuscire ad affidarsi a qualcuno che non si comprende appieno»pertanto, non rimanete disinformati rispetto al magistero della Chiesa che è stata, è e sempre sarà, Madre e Maestra, ricordando sempre che «l‘informazione e la conoscenza creano consapevolezza. La disinformazione e l’informazione pilotata rendono i cittadini ignoranti e manipolabili», e questo vale su tutto.

    Vi esorto dunque con le vostre stesse parole: «CORAGGIO È SAPER RICONOSCERE I PROPRI SBAGLI E RITORNARE SUI PROPRI PASSI, RIALZARSI E RIPARTIRE».

    San Giorgio, prega per noi!
    Buona strada

  • miko 73

    dice su:
    22/03/2015 alle 09:56

    Sono un capo quarantenne a meta strada tra capo giovane e aperto ai cambiamenti e capo bigotto tradizionalista. Ho letto tante belle frasi da parte di rover, meno da alcuni capi, ma il tema dominante che sta uscendo furi e una sorta di modellamento della fede in funzione dell evoluzione dei tempi. Domandiamoci allora: cosa è per noi la fede? Siamo sicuri che questa presa di posizione dell agesci e contro gli omosessuali? o forse sta puntando piu in alto….al senso della famiglia in cui i cattolici (quindi capi agesCi) credono. Non ce omofobia, l amore omo ed etero hanno la stessa valenza. Ma la famiglia un altra cosa e la legge scalfarotto e cio su cui l agesci sta riflettendo. Non entrate sulla difensiva, siamo capi educatori agesci, diventerete capi educatori agesci. Ma lo scoutismo non e solo agesci………

  • Paolo da Firenze

    dice su:
    22/07/2015 alle 08:37

    Le teorie gender avrebbero sconvolto Baden Powell.

    Chi vuole propagandarle lo faccia, ma non lo chiami “scout”.

    Nella chiarezza della proposta educativa, diverso è chi nel gruppo prende eventualente in giro i ragazzi effemminati o omosessuali, che va duramente redarguito dai capi in quanto quello sì, il prendere in giro, è poco scout, anche secondo BP.

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