27/03/2014

Trento, nessun controllo per i bambini che vivono con coppie gay

Gli assistenti sociali dovrebbero monitorare in modo precauzionale lo stato di benessere dei bambini che vivono con una coppia di omosessuali? Il Comune di Trento ha detto di no.

È andato in votazione martedì sera un ordine del giorno in tal senso presentato da Claudio Cia, Consigliere della Civica Trentina: la discussione del documento è iniziata due settimane or sono ma, considerato il gran numero di interventi ed il clima di tensione presente, la conta è stata rimandata a questa settimana.

Cia, già oggetto di minacce ed atti intimidatori per essersi preso carico della delicata questione, ha più volte esplicitato la sua posizione: “Ogni persona deve essere libera di esprimere la sua affettività. Ma non se questo va a discapito dei bambini. Per loro, sono necessarie due personalità diverse dal punto di vista fisico e psichico in quanto la scoperta della differenza tra sessi è essenziale nella formazione del futuro adulto.”

Buon senso. Da questo assunto il Consigliere chiedeva una presa d’impegno a carico dei Servizi Sociali di controllare l’adeguatezza degli ambienti in cui i bambini si ritrovano a vivere e, qualora non fossero considerati adatti, attivare un sistema di sostegno.

La votazione si è conclusa come previsto, considerate le posizioni assunte precedentemente dalla schiacciante maggioranza di centrosinistra: 14 voti favorevoli, 3 astenuti, 28 contrari (3 non votanti e 2 assenti).

La cosa interessante, soprattutto per chi deve lavorare su queste battaglie in provincia di Trento, è valutare le singole posizioni. Non tutto il centrodestra si è schierato con Cia che è stato supportato dal suo gruppo, da una parte dell’ex PDL, dalla Lega Nord e da Fratelli d’Italia. Sono mancati all’appello i voti del Capogruppo PDL/Forza Italia e di un’altra Consigliere che fa riferimento al partito di Berlusconi ma soprattutto stona l’astensione di altri Consiglieri strettamente connessi al mondo cattolico.

Redazione

 

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