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L’Irlanda ha una Costituzione che difende il diritto alla Vita dei bambini e delle donne. Il terzo comma dell’art. 40 recita: «Lo Stato riconosce il diritto alla vita del nascituro e, tenendo in debito conto l’eguale diritto alla vita della madre, garantisce nelle sue leggi di rispettare e, per quanto possibile, di difendere e rivendicare questo diritto»: il popolo irlandese è cattolico e ama la vita.

Ciò, però, non piace alle Istituzioni internazionali, che sono seriamente preoccupate per la tutela dei diritti delle donne, ma ignorano totalmente il diritto alla vita dei bambini.

Nel 2010, la Corte Europea dei diritti dell’uomo aveva condannato la legge sull’aborto irlandese perché troppo restrittiva; ad Ottobre di quest’anno nel resoconto dell’Universal Periodic Review del Consiglio per i diritti umani dell’Onu, alcuni paesi come per esempio la Danimarca, la Spagna e la Norvegia hanno ufficialmente fatto pressione sul governo democratico e sovrano di Dublino, perché modifichi le norme sull’aborto in senso più libertario.

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Con lo stesso scopo si sta strumentalizzando la tragica morte di Savita Halappanavar, a Galway, come se fosse stata direttamente causata dall’aborto negato “perché l’Irlanda è un paese cattolico”.


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