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Ottobre 2015 – Notizie ProVita – “Più siamo meglio stiamo!”

In Italia, dal 1994, sono più quelli che muoiono che quelli che nascono. E recentemente abbiamo conquistato un triste primato in quanto abbiamo raggiunto il “punto di non ritorno”: il numero di persone sopra i sessant’anni supera quello di coloro che sono sotto i venti. Le proiezioni dicono che è molto improbabile che si riesca ad invertire la tendenza.

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Questo è il segno che l’ideologia neo–malthusiana qui da noi ha avuto un’efficacia più distruttiva che altrove e si è diffusa capillarmente a livello culturale. Del resto la propaganda del pensiero “denatalista” gode dell’appoggio di potenti lobby finanziarie internazionali e di organizzazioni “umanitarie”: basterà per esempio rileggere il numero di maggio di questa rivista.

In queste pagine aggiungiamo dati e fatti sulla questione demografica che è bene sapere, visto che i mass media di regime non ne parleranno mai: bisogna saper controbattere a chi dice che siamo troppi e che l’uomo è una specie di cancro della Terra la cui riproduzione va limitata: più siamo meglio stiamo, invece. Anche per sconfiggere la crisi economica! E la cosa è comprovata dai dati pubblicati dalla FAO e da giornali laici come il Sole 24 Ore. Sarà anche un utile spunto di riflessione considerare che le stesse istanze dei neo-malthusiani (contraccezione, aborto, matrimonio gay) sono ampiamente ed esplicitamente condivise dalle sette sataniche. Potete leggere in proposito l’articolo a pag. 25.

Vi offriamo poi il completamento del discorso cominciato lo scorso mese: luoghi, date e fatti degli ultimi decenni che spiegano l’affermarsi nei centri di potere dell’ideologia gender (fortemente imparentata con il neo-malthusianesimo, in quanto tende all’annichilimento dell’essere umano). Con buona pace di chi dice che l’ideologia gender non esiste.

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E infine potrete leggere una bella testimonianza su una scuola parentale che funziona molto bene, da anni, a San Benedetto del Tronto: un incoraggiamento per quelle che stanno sorgendo in questi ultimi mesi in altre regioni italiane. Laddove è possibile, i genitori possono e debbono riappropriarsi del diritto di educare i propri figli, soprattutto se la scuola ostacola la trasmissione dei valori condivisi in famiglia.

Parleremo anche di post aborto, e poi vedremo l’esperienza di un gruppo di Siciliani coraggiosi che hanno – nel loro piccolo – avviato grandi progetti, per… cambiare il mondo. Perché noi tutti possiamo e dobbiamo darci da fare per raddrizzare questo “mondo alla rovescia”. La nostra cultura e le nostre strutture sociali costringono le donne a reprimere il desiderio legittimo e naturale di un figlio (la prima gravidanza, in media, è ormai dopo i trent’anni).

L’orologio biologico, però, dice che più si va in là, più è difficile restare incinta – specie dopo anni di contraccettivi ormonali o pillole abortive. Allora si offre a pagamento il “figlio a tutti i costi”, quello sintetico, prodotto in laboratorio, o – peggio – partorito da una schiava che dà l’utero in affitto.

Sta a ciascuno di noi contrastare tutto questo e promuovere la cultura della vita. Qualcuno ha detto: “Crescete e moltiplicatevi”: e se l’ha detto Lui vuol dire che è giusto così, per il nostro bene.


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