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Home Page > Aborto > Aborto: un video (agghiacciante) mostra il “grumo di cellule”
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Come al solito, in Redazione abbiamo discusso molto prima di pubblicare questo video sull’aborto.

C’è chi dice che è inguardabile e agghiacciante, c’è chi dice che a guardare si manca di rispetto per quel povero morticino.

Ha prevalso, però, chi sa che immagini come queste possono salvare delle vite. E se anche inducessero una sola donna a rinunciare al proposito di ricorrere all’aborto, la prospettiva di poter salvare una vita, anche una sola vita, vale il rischio di “scandalizzare” o turbare qualche persona particolarmente sensibile.

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Dice Padre Frank Pavone, dei Priests for Life, che l’aborto si autodistrugge: più la realtà dell’aborto viene rivelata, più la gente vede la devastazione che l’aborto provoca (anche nella vita delle persone che lo praticano o lo subiscono) e tanto meno sostegno l’aborto riceve.

Inoltre, nello studio intitolato “Analisi statistica sull’efficacia delle fotografie delle vittime dell’aborto nell’attivismo pro-vita“, il Centro Canadese per la Riforma Bioetica (CCBR) ha recentemente dimostrato che la maggioranza delle persone cambia idea sul tema dell’aborto (in senso favorevole al diritto alla vita) dopo aver visto le foto dei bambini uccisi dall’operazione. In sintesi, il 90% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato l’avversione all’aborto ed il 30% si è detto a favore della vita, mentre il numero di chi si definiva pro-choice (cioè pro-morte) è diminuito drasticamente.

Del resto, cari Lettori, siete avvisati: chi ha stomaco delicato e cuore debole smetta qui di leggere.

Viceversa c’è qualcuno che dovrebbe proprio vederlo, il video, fino in fondo. Esso è destinato a chi sostiene  che l’aborto sia solo la rimozione di un grumo di cellule. 

Qui il “grumo di cellule” è stato concepito da 12 settimane. È un feto di 3 mesi. È un bambino che è stato aspirato via dal grembo materno tutto intero…

Chi vuol esser fautore dell’aborto deve fare i conti con questa realtà.

Redazione  


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contro l’inerzia delle autorità di fronte alla mercificazione delle donne e dei bambini

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2 Commenti, RSS

  • Mammadrago Stufa Delle propagande

    dice su:
    14/12/2016 alle 12:26

    Come ogni operazione chirurgica, anche l’aborto richiede privacy e discrezione.
    Nessuno abortisce allegro. Le ragioni dell’aborto le leggiamo ogni giorno, problemi di soldi, di salute, fallimento nella contraccezione, stupri, instabilità mentale, relazioni difficili, e tantissimi altri motivi.
    Predicare non serve a nulla.
    Per chi ha deciso di dover ricorrere all’aborto bisogna solo offrire sostegno, soprattutto alle giovanissime, perché e’ una decisione molto difficile e delicata.
    Additare rende solo meschini.
    Chi non approva l’aborto può soltanto non abortire in caso di gravidanza.
    I cassonetti, gli orfanotrofi, i centri di disintossicazione giovanile sono pieni di esempi che dimostrano che l’aborto a volte e’ necessario, perche’ costringere a portare avanti una gravidanza non voluta non ha mai portato una vita felice (e sana) a nessuno.
    Bisogna guardare in faccia la realtà, quella non alterata in video e soprattutto che non necessita ingeandimenti.
    Occupiamoci di chi gia’ c’è.

    • Redazione

      dice su:
      14/12/2016 alle 13:00

      PRIMO
      Il problema è proprio nell’ultima frase che lei ha scritto: “Occupiamoci di chi gia’ c’è.” Il bambino già c’è, anche se non si vede. Negarlo vuol dire negare la realtà, fare finta che non c’è. Ma c’è. C’è e prepotentemente dalla mamma si fa sentire, anche quando lei ancora non sospetta neanche d’essere incinta (e poi, quando lo scopre , capisce il perché di tante cose che da qualche tempo le accadevano…).

      C’è una persona, la mamma, che può essere in una condizione di estrema fragilità. C’è poi un’altra persona che è comunque ancor più fragile.
      Questa non è propaganda è REALTA’

      SECONDO
      Non si aiuta una madre in condizioni di bisogno o di fragilità facendola abortire: le si provoca un trauma che ha conseguenze FISICHE e psichiche NEFASTE.
      La si aiuta a portare a termine la gravidanza e eventualmente a lasciare il bambino in ospedale (o in una culla per la vita). Sarà brutto, doloroso, ma PER LA MAMMA sarà sempre meglio dell’aborto.
      E ovviamente anche per il bambino. E forse anche per l’umanità: lo sa quanti “trovatelli”, quanti bambini che dovevano essere abortiti, hanno poi dato molto all’umanità??? Si faccia una ricerchina su internet : da Marylin Monroe a Nelson Mandela, a Steve Jobs, da Beethoven a Cristiano Ronaldo …

      TERZO

      Qui nessuno “addita”: mi trovi una frase – in quello che abbiamo scritto – che “addita”: se qualcuno si sente additato forse è lui che ha la coda di paglia.

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