20/08/2014

Omosessualismo e gender: anche l’AGESCI è politicamente corretta

Ho conosciuto e conosco tanti Scout, giovani e vecchi. Non vanno fatte generalizzazioni, mai, neanche in questo caso. Ma in linea di massima penso che molti condividano l’idea che si tratti in genere di brave persone: altruisti, amanti della natura, concreti e fattivi nell’aiutare il prossimo, soprattutto i più deboli, aperti all’accoglienza... Anzi molti li considerano un po’ “troppo buoni” e una certa intelligentia  laica li disprezza come “giovani marmotte” un po’ sceme.  Infatti, per questi critici, uno dei difetti principali degli Scout è l’andare a Messa, e, quando non sia possibile, il “portarsi dietro” la Messa in mezzo ai boschi con dei sacerdoti, assistenti spirituali. Magari per questo, altri li hanno sempre criticati per motivi opposti, cioè per una scarsa “ortodossia” nelle questioni liturgiche e nell’adesione agli articoli di fede e al Magistero della Chiesa Cattolica.

Costoro hanno qualche buona ragione, se esaminiamo il documento che potete leggere qui .

E’ la “Carta del Coraggio” stilata dal comitato direttivo del raduno nazionale che si è tenuto nei giorni scorsi a San Rossore di Pisa, cui hanno partecipato circa 30.000 scout. E’ un documento che contiene molti principi sani e naturali.

Ma, nella parte dedicata all’amore, dopo un preambolo condivisibile, e in mezzo a tante affermazioni vere, troviamo infilata la “non discriminazione e accoglienza nei confronti delle persone di qualunque orientamento sessuale” – e finché si tratta di “non discriminazione e accoglienza di persone”, possiamo anche starci. Ma subito dopo troviamo l’invito a considerare  famiglia” “qualunque nucleo di rapporti basati sull’amore e sul rispetto”. Va bene, quindi anche il “poliamore”?

E infine chiedono:

–  “all’ Agesci che dimostri maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le istituzioni civili ed ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società” (piuttosto che cambiamento, dovevano scrivere “destrutturazione” o “distruzione”);

– “alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall’amore” (ma cosa intendono per AMORE?);  

– “che l’ Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l’educatore mantenga i valori dell’integrità morale”: che vuol dire? Se non pratica sesso con i “lupetti”, può anche far propaganda all’ideologia omosessualista ? Può insegnare ai bambini e ai ragazzi che il “genere” se lo scelgono e se lo cambiano a piacimento?

 

 

– “alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza e divorzio”; (ahimé, troppo si mette in discussione la Chiesa...)

– “che lo stato porti avanti politiche di non discriminazione e accoglienza nei confronti di persone di qualunque orientamento sessuale, perché tutti abbiamo lo stesso diritto ad amare ed essere amati e che questo amore sia riconosciuto giuridicamente affinché possa diventare un valore condiviso”: insomma, sbrigarsi ad approvare legge Scalfarotto e legiferare al più presto su matrimoni e adozioni gay.  

Insomma, la diffusione capillare dell’ideologia gender e omosessualista  è tale anche tra “i bravi ragazzi” scout. Del resto negli Stati Uniti se ne lamentano da tempo.

Non dobbiamo esserne sorpresi, visto che ciascuno di noi conosce persone molto “per bene”, perfino sacerdoti, che propagano la “cultura della morte” (che il “fumo di Satana” sia dentro la Chiesa, lo diceva già PaoloVI).

Certamente, però, se queste posizioni avranno seguito, i genitori, non solo non possono più stare tranquilli quando mandano i figli a scuola, ma neanche quando li mandano agli scout... 

Francesca Romana Poleggi

 banner-bussola-quotidiana

Questo articolo e tutte le attività di Pro Vita & Famiglia Onlus sono possibili solo grazie all'aiuto di chi ha a cuore la Vita, la Famiglia e la sana Educazione dei giovani. Per favore sostieni la nostra missione: fai ora una donazione a Pro Vita & Famiglia Onlus tramite Carta o Paypal oppure con bonifico bancario o bollettino postale. Aiutaci anche con il tuo 5 per mille: nella dichiarazione dei redditi firma e scrivi il codice fiscale 94040860226.