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L’ideologia acceca. L’omosessualismo, come ogni ideologia, distorce la realtà per adeguarla all’idea.

Le Vay, uno dei principali ideologi della Born gay theory (la teoria per cui gay si nasce) torna alla carica: ma i suoi studi sono tutt’altro che scientifici. 

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Simone Le Vay, definito come omosessuale e attivista del movimento gay, è noto nel mondo scientifico, e non solo, per aver dato l’avvio alla produzione “scientifica” di studi miranti a dimostrare il fatto che gay si nasce e non si diventa.

Le Vay torna a far parlare di sé in questi giorni per aver pubblicato un libro Gay, Straight, and the Reason Why. The Science of Sexual Orientation (tradotto da Cortina con Gay si nasce?) in cui cerca di ribadire quanto già affermato nel suo articolo apparso sul numero di Science 5023 del 1991: “A difference in hypothalamic structure between heterosexual and homosexual men” e cioè che la causa dell’omosessualità maschile risiede in una alterazione del nucleo INAH3 dell’ipotalamo anteriore.

Bisogna subito chiarire un punto essenziale dell’argomento: cosa significa essere gay e cosa significa essere omosessuale perché i due termini non sono sinonimi.

Ipothalamo_omosessualismo

L’ipotalamo è una struttura del sistema nervoso centrale situata nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali. Comprende numerosi nuclei che  controllano l’attività endocrina e molte funzioni quali la termoregolazione, il sonno, il bilancio idro-salino e l’assunzione del cibo.

Omosessuale è la persona attratta da individui dello stesso sesso, e può essere sia maschio che femmina. Gli omosessuali sono persone che decidono di vivere la loro vita “diversa” senza avvertire la necessità di sfidare il mondo della “normalità”. Gay è l’omosessuale, maschio, che ha deciso di cambiare il mondo in modo tale da rendere tutti uguali a lui.

Dato che l’uguaglianza è la loro stella polare, e dato che gli omosessuali sono lievemente diversi rispetto al resto della popolazione, l’unica possibilità esistente per raggiungere l’auspicata uguaglianza è quello di rendere tutto il mondo gay.

Quello gay è dunque un movimento politico il cui scopo è non solo quello di far accettare l’omosessualità come dato naturale, ma soprattutto quello di modificare la realtà in modo da ottenere una società che condivida il modo di essere e lo stile di vita dei gay.

Prima di inoltrarci nella disamina delle incongruenze scientifiche della born gay theory è necessario anche far presente che affidare ad un’anomalia di una determinata area cerebrale la spiegazione del comportamento omosessuale, riporta a un determinismo biologico che rende l’uomo simile all’animale preda di istinti ai quali non è in grado di sottrarsi. Attenzione, dunque, perché la born gay theory di fatto assimila le persone omosessuali al mondo animale. E’ bene che questo punto sia ben chiaro sia agli attivisti gay che a tutti coloro che sono interessati all’argomento.

E’ il caso anche di ricordare come la born gay theory sia sponsorizzata solo dagli omosessuali maschi dal momento che le lesbiche rispondono ad un’altra logica: quella secondo la quale il loro stile di vita è frutto di una scelta: biology is not destiny. Per non parlare, poi, dei transessuali per i quali il “genere” di appartenenza non solo non è fisso ma fluido per cui ciascuno è libero di scegliere il proprio genere di appartenenza in armonia con lo stato d’animo del momento.

Gay, lesbiche e transessuali, pur uniti nella lotta contro la “discriminazione”, differiscono radicalmente sull’interpretazione del loro modo di essere e di comportarsi.

Fatte le debite premesse, vediamo per quale ragione la “scienza” di Le Vay non sta in piedi:

  1. Uno studio effettuato su pochi soggetti, donne, uomini presunti eterosessuali e omosessuali. Nonostante la pochezza del campione e l’incertezza perfino dell’orientamento sessuale dei soggetti coinvolti Le Vay afferma che il nucleo ipotalamico in questione è dimorfico in tema di orientamento sessuale, almeno negli uomini, e dunque l’orientamento sessuale ha un substrato biologico. L’unica cosa di un qualche interesse è capire come mai “Science” abbia potuto pubblicare uno studio così debole.
  2. Quali prove adduce Le Vay per dimostrare che il nucleo INAH3 rappresenti la sede della sessualità? Nessuna, perché cercare il centro cerebrale dell’orientamento sessuale è come andare alla ricerca dell’araba fenice, però tutti gli devono credere sulla parola.
  3. Tutti i portatori del cromosoma Y presentano, al quarto mese di vita intrauterina, un aumento dell’alfafetoproteina, una proteina che lega l’estrogeno circolante e gli impedisce di passare la barriera ematoencefalica. Il cervello maschile riceve l’imprinting attraverso il testosterone e questo vale per tutti i maschi, sia quelli che diverranno eterosessuali che quelli che diverranno omosessuali. Come dovrebbe nascere allora questa diversità del nucleo ipotalamico riportata da Le Vay?

Uno studio che manca dunque dei requisiti essenziali per poter vagamente somigliare a una ricerca scientifica degna di questo nome, cionondimeno continua a circolare a sostegno dell’idea che i gay sono nati così e, dunque, quello è il loro modo di essere “naturali”.

Le Vay è solito ricordare come “tutta la legislazione sui diritti civili passata negli anni ’60 è basata sulla conoscenza che esiste una differenza genetica e immutabile tra bianchi e neri e dunque egli aveva assunto su di sé l’incarico di dare la dimostrazione scientifica che i gay presentano una differenza anatomica cerebrale immutabile che li rende simili ai neri, una minoranza oppressa di cui la politica si doveva occupare.

Ecco spiegato perché anche in Italia la tutela della comunità gay è stata affidata a quell’UNAR, l’ufficio nazionale antidiscriminazione razziale, e riecco riaffacciarsi una scienza che si prefigge di tutelare la razza, questa volta una razza un po’ speciale.

Dina Nerozzi

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