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Home Page > Aborto > La follia ideologica che celebra l’aborto come altruismo
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Non molto tempo fa parlavamo della necessità di edulcorare la realtà dell’aborto, in quanto, dura com’è, non la si può certo accogliere a cuor leggero. Così si tenta di giustificarla o minimizzarla in tutti i modi possibili ed immaginabili, spesso se ne fa una vera e propria apologia e talvolta si arriva persino a celebrarla.

Tutto pur di non guardare all’amara verità di cosa l’aborto sia per davvero. È il caso di Rebecca Gordon, una professoressa di etica presso l’Università di San Francisco, negli Stati Uniti, di cui ci parla un articolo di Life News, che fa apologia della sua scelta, dichiarando alla rubrica di Common Dreams: «Ho abortito e ora non mi vergogno».

La voce del buon senso  «Si descrisse come “fortunata”», spiega l’articolo, «perché l’anno era il 1974, appena un anno dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti si era pronunciata su Roe v. Wade». Ed anche se avesse avuto l’appoggio del fidanzato e della madre, non voleva portare avanti la gravidanza: «Non volevo avere un bambino. Non sapevo cosa sarebbe successo dopo nella mia vita, ma sapevo che non avrebbe incluso crescere un bambino».

Però quel bambino, pur non voluto, c’era già, era già vivo nel suo grembo. Anche se lei la pensava diversamente: «Non credo che l’aborto sia omicidio. Non credo che uno zigote, un embrione o anche un feto sia una persona. È facile confondersi su questo quando gli oppositori dell’autonomia delle donne chiamano il palpitare di una collezione di cellule lunga millimetri un “battito cardiaco fetale” e usano la sua presenza per impedire di garantire un aborto alle donne di sei settimane di gravidanza o meno».

Nessun pro life vuole essere “oppositore della libertà delle donne”. Anzi, ciò che la letteratura scientifica più autorevole afferma concordemente è che la vita di un essere umano ha inizio nell’istante in cui un ovulo viene fecondato da uno spermatozoo, nel momento del concepimento. La professoressa però continua: «Penso a come gli orrori del cambiamento climatico si manifestIno ogni giorno. A volte penso che la scelta di non portare un’altra risorsa-divoratrice […] potrebbe in realtà essere stata la cosa più altruista che abbia mai fatto».

Quindi un bambino sarebbe una “risorsa divoratrice” per l’ambiente? Quindi impedirgli di vivere sarebbe un atto altruista? La mentalità di una società che chiama ”altruismo” un omicidio non è molto lontana dall’ideologia eugenetica che ha promosso la “soluzione finale” degli ebrei nei campi di sterminio.

Luca Scalise

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7 Commenti, RSS

  • Sara Barba

    dice su:
    13/08/2019 alle 10:32

    Sbagliato! La vita ha inizio quando il sistema nervoso è completamente formato e in grado di intraprendere attività cerebrali. Infatti la morte è cessazione di esse. Ma possibile che dobbiate scrivere così tanti castroni uno dietro l’altro? Impressionante.

    • Redazione

      dice su:
      14/08/2019 alle 06:06

      Dove l’ha letta questa bella balla? Ne sa più lei dei manuali di genetica e di embriologia di tutto il mondo? E quando è “comletamente formato” il sistema nervoso? “L’attività cerebrale” comincia nel tubo neurale ?

  • Sara Barba

    dice su:
    15/08/2019 alle 10:02

    Il fatto che riportiate notizie tratte dai vostri articoli PROVITA (pro funzione cerebrale dunque?) la dice lunga sul vostro modo di intendere le cose. Ma siete credenti cattolici alla fine, che ci si può aspettare da gente che osanna anche Madre Teresa?

    • Redazione

      dice su:
      15/08/2019 alle 14:11

      Cara Sara,

      come le ho già scritto, negli articoli ci sono riportati dei link a testi e manuali universitari di fama internazionale che evidentemente lei non conosce e non vuole conoscere. L’ultimo link che le ho indicato, invece, è un articolo scritto da Giuseppe Noia, un clinico e cattedratico di fama internazionale.

      Evidentemente lei ha una preclusione ideologica così forte che non ce la fa proprio a confronarsi con la realtà.
      Il cattolicesimo e madre Teresa non c’entrano proprio niente. Qui si tratta di realtà oggettiva.

      Le auguro di trascorrere la festività odierna serenamente, con le persone che ama.
      Francesca Romana Poleggi

  • Francesco Casini

    dice su:
    17/08/2019 alle 11:56

    Buongiorno signora Sara Barba
    Premetto che non sono medico, quindi è libera di infamarmi se pensa, come sembra, che solo da medici lei possa imparare qualcosa.
    Le consiglierei di parlare solo di cose mediche e non di ciò che non conosce. Parli pure di sviluppo del sistema nervoso, ma lasci perdere il concetto di vita. Non è medico, ma ontologico.
    A meno che lei non creda nella partenogenesi, per generare un essere umano, e quindi per generare vita, serve la fecondazione. Ciò significa che, sistema nervoso o no, è in quel momento che inizia ontologicamente la vita. Infatti un essere o è vita o non lo è, e se non lo è non può diventarlo senza l’intervento di un fattore esterno (la fecondazione) neppure per evoluzione. Perché se il concetto di vita dipendesse dalla capacità del bambino di sopravvivere fuori dal grembo materno, se si riuscisse a far sopravvivere bambini senza sistema nervoso completo, si dovrebbe cambiare la sua definizione di essere vivente senza che esso sia cambiato,Il che è assurdo.
    Un essere è vivente dal concepimento.
    Tutto il resto sono scuse per non convincere gente ingenua (le sto facendo un complimento, altrimenti la dovrei considerare disonesta e complice di questa menzogna) come lei che l’aborto non è un infanticidio.
    Persino i medici che praticano e credono nell’aborto ormai non promuovono più la bugia che quello ucciso non è un essere umano e non è vivo.

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