Attendere prego

Home Page > Aborto > Manifesto: sit-in di protesta oggi a Roma
Sit_in_min-min_aborto_manifesto

Sit in di protesta a Roma contro la rimozione del maxi manifesto di ProVita

Attivisti imbavagliati esibiscono il cartello censurato dal sindaco Raggi

Circa un centinaio di attivisti romani di ProVita «imbavagliati», hanno partecipato questa mattina al sit in contro la decisione dell’amministrazione Raggi di censurare il maxi manifesto che campeggiava sulla facciata di un palazzo (misurava 7 metri per 11), strappata dopo due soli giorni di regolare affissione in via Gregorio VII.

È stata una manifestazione compatta, silenziosa, organizzata in piazza Madonna di Loreto perché il Campidoglio non aveva concesso l’autorizzazione alla pacifica protesta davanti a Palazzo Senatorio, sede di rappresentanza del Comune. Vietata agli attivisti pure la piazzetta dell’Ara Coeli, antistante la scalinata. Il sindaco Raggi non voleva proprio vedere bavagli e cartelli: forse sta provando imbarazzo per quell’abuso di potere contro un manifesto per la vita e per la donna, senza parole offensive?

Per più di un’ora, l’immagine del bambino nel grembo materno riprodotta sul manifesto censurato e la scritta «Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito» è diventata un immenso cartello, moltiplicata nelle mani dei manifestanti. Tutti con un bavaglio alla bocca, a rappresentare la censura esercitata dalla Raggi che non ha rispettato la libertà di espressione e di pensiero (diritti garantiti dalla Costituzione). Con il pretesto di affermare che la gigantografia sarebbe una «violazione dei diritti civili», il sindaco in realtà si è piegato al «politicamente corretto» e all’ideologia.

Gli attivisti hanno esibito anche uno striscione con la scritta «No censura alla vita».

La manifestazione di questa mattina è una delle tante iniziative che si stanno prendendo da più parti, in sostegno di ProVita. Sui social, nei giorni scorsi è diventata virale l’immagine del cartello censurato, come nuovo profilo Facebook dei sostenitori della onlus. E sono tanti i Comuni, le scuole, le associazioni, i privati cittadini che chiedono a ProVita una copia del manifesto, per poterlo mostrare.

Con l’avvicinarsi della ricorrenza del 22 maggio, quando quarant’anni fa venne legalizzato l’aborto, le iniziative si intensificheranno. La onlus ha lanciato anche una petizione in difesa della salute delle donne che si può sottoscrivere sul sito notizieprovita.it «affinché il ministero della Salute garantisca che le donne vengano messe a conoscenza delle conseguenze, provocate dall’aborto volontario sulla loro salute fisica e psichica». Ultimata la raccolta delle firme, ProVita le presenterà al nuovo ministro della Salute.

Lo rende noto l’ufficio stampa di ProVita Onlus

 

Leggine anche su Il TempoIl Giornale, d’Italia  Avvenire, Il Giornale d’Italia 2, Il Faro di Roma, Marco Tosatti, LifesiteNews, Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, American Herald TribuneLa Verità 1, 2, Le ultime notizie eu, RomaNotizie,

Sostieni Pro Vita
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

5 Commenti, RSS

  • Sonia Petrichella

    dice su:
    14/04/2018 alle 19:55

    Preferite che chi vuole o deve abortire ritorni nelle mani di mammare o di medici senza scrupoli che magari sul pubblico fanno gli obiettori di coscienza e in privato si fanno pagare profumatamente. Ma chi siete voi per giudicare le scelte altrui? Vi sentite Dio? Voi siete liberi di fare le vostre scelte lasciate agli altri la possibilità di fare le proprie. Non approvo quello che fate. Siete solo dei poveri fanatici!

    • Redazione

      dice su:
      15/04/2018 alle 06:42

      Come fanno le donne a fare una scelta vera, libera e consapevole se NON SANNO cosa è l’aborto e quali conseguenze ha? Come fanno le donne a fare una scelta libera e consapevole se sono COSTRETTE dalle circostanze o dalle persone che hanno intorno ad abortire, visto che lo Stato non gli offre alcuna alternativa? E quel bambino che è in grembo, non ha diritto alle sue scelte? Se viene ucciso prima di nascere quali scelte potrà fare?
      Noi siamo contrari alla sopraffazione e con le nostre scelte non vogliamo imporre niente a nessuno: ma le donne che abortiscono con la loro “scelta” calpestano il primo e fondale diritto di un’altra persona, piccola e indifesa: il diritto di vivere.
      Mi sembra più fanatico (nazista, direi) chi sostiene che esistano persone (i bambini) che non solo non hanno diritti, ma non possano neanche avere qualcuno che parli in loro nome e in loro favore

      • Sonia Petrichella

        dice su:
        15/04/2018 alle 20:35

        Io mi presento cara redazione al contrario non ho l’onore di conoscere nome e cognome della persona con cui sto avendo delle risposte.
        Comunque poco importa, ma veramente pensate che bel 2018 le donne in Italia non sappiano cosa è l’aborto? Nessuno costringe nessuno! Mi pare le uniche persone che costringano, nella mala augurata ipotesi che qualche scemo prenda in considerazioni le vostre proposte che ci portano indietro di molti anni, siete voi. Ma siete proprio sicuri che quel feto voglia essere difeso da voi? Avete mai chiesto ad un bambino abbandonato se è felice di crescere in un orfanotrofio o peggio mi sento in qualche istituto religioso in balia del pedofilo di turno?
        Nessuno vi obbliga ad abortire, lasciate agli altri la possibilità di scegliere! Aiutate le donne a proteggersi, ma se ne non ci sono le condizioni per garantire al feto un futuro dignitoso con una madre consapevole lasciate la possibilità di poter abortire. Tanto troverebbero il modo di farlo comunque!

        • Redazione

          dice su:
          16/04/2018 alle 09:23

          Gent.ma Sonia,
          in Redazione si alternano diverse persone e non è possible, quindi, impostare un nome di default: comunque chi risponde non lo fa a titolo personale, ma a nome di ProVita onlus.

          Venendo al dunque: se esistessero donne davvero consapevoli di ciò che è l’aborto e delle sue conseguenze e che nonostante ciò uccidono il loro bambino, il loro figlio (non un “feto”, come dice lei),
          senza costrizioni, senza condizionamenti, davvero liberamente, sarebbe una cosa malvagia di proporzioni agghiacianti. E la legge 194 che di fatto consente al più forte di uccidere il più debole è peggio delle leggi di Norimberga di Hitler.

          Si può dare a qualcuno il potere di uccidere qualcun altro? Tutti gli esseri umani hanno diritto di vivere: altrimenti CHI decide quali sono degni e quali no? Le madri a proposito dei loro figli possono essere autorizzate ad ammazzare – che ne so – quello che va male a scuola o è ribelle?

          E lo sa quanti bambini scampati all’aborto sono diventati persone famose, nonostante -o grazie– agli orfanotrofi? (mi viene in mente così, al volo, il fondatore della fabbrica di biciclette “Bianchi”, per esempio. E poi Cristiano Ronaldo, Andrea Bocelli…) E sa quanti scampati all’aborto – senza essere famosi – sono comunque persone normali e felici di vivere (loro e i loro discendenti!), con tutte le gioie e i dolori che la vita prospetta?

          E lo sa che perfino tantissime persone malate o handicappate testimoniano una grande gioia di vivere? Il problema è che la TV e i media danno spazio solo a quelli depresssi e disperati che si vogliono ammazzare…

          E infine, cara Sonia, se lei non è d’accordo con noi, se lei ritiene che una madre abbia il diritto di uccidere i suoi figli solo perché lo ritiene opportuno, così come ha diritto di buttar via le scarpe vecchie o che non piacciono più, non vuol lasciare a noi il diritto di dire come la pensiamo?

          Lo so la tentazione è forte perché i Nazisti che avevano licenza d’uccidere chi non aveva una “vita degna d’esser vissuta”, avevano anche il diritto di azzittire chi non la pensava come loro…

          La saluto cordialmente

          Francesca Romana Poleggi

  • Francesco Casini

    dice su:
    16/04/2018 alle 13:34

    Signora Sonia.
    Voglio dirle qualche parola.
    Ma chi siete voi aspiranti (non) madri per scegliere della vita altrui? Vi sentite Dio?
    Riguardo ai poveri fanatici, ritengo che siamo molto più ricchi e razionali noi, che cerchiamo di salvare la vita altrui, di voi che col cieco fanatismo degli indottrinati ignoranti cercate di distruggerla, ma qui è una faccenda di punti di vista.
    Ma voi siete proprio sicure che quel bambino voglia essere ucciso? Avete mai chiesto?
    E’ più dignitoso morire o esser amati in una famiglia adottiva (in Italia i bambini appena nati non ci arrivano neppure in orfaniotrofio poiché ci sono maggiori richieste di adozione di quanti siano i bambini aodttabili)? Chi decide quale vita è dignitosa? Quella si un bambino Down lo è? Quella di un tetraplegico? Di un paraplegico? Di uno zoppo? E di una persona brutta? E di un non Ariano?
    La verità è che chi si sente in diritto di decidere della vita di un altro e vuole imporre questa mentalità agli altri è sono un nazista.

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati