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Home Page > Aborto > ProVita in tour in Irlanda. Brandi: «Votate NO!»
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Si è concluso il tour di ProVita in Irlanda, per sostenere gli amici prolife che si stanno spendendo per la vita, informando la popolazione e invitandola a votare «No» al referendum del prossimo 25 maggio.

La sensazione del presidente Brandi rispetto ai sentimenti della popolazione è buona, tuttavia non si può negare che le pressioni che vengono esercitati dai “cultori” della morte – Soros su tutti – sono enormi e che non sarò facile riportare casa una vittoria in favore dei bambini non ancora nati.

Riportiamo qui alcuni dei concetti espressi durante i suoi diversi discorsi dal presidente di ProVita.

I concetti espressi dal presidente di ProVita agli irlandesi

Il 2018 è il 40° anniversario della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia. Da allora almeno 6 milioni di italiani non sono vivi oggi a causa dell’aborto chirurgico. Dico “almeno” perché non conto le decine di migliaia di pillole abortive RU486 che sono state e vengono distribuite e che hanno già causato la morte di quasi 30 donne dall’introduzione della pillola.

In Irlanda, se l’ottavo emendamento verrà abrogato il 25 maggio, decine di migliaia di bambini irlandesi saranno eliminati prima della nascita semplicemente perché ogni legge ha un forte potere pedagogico sulle persone e molte donne commetteranno aborti, per una serie di motivi, ma che altrimenti non lo avrebbero fatto.

Cerchiamo di capire insieme perché i mass media non danno informazioni sui gravi danni fisici e psicologici alla salute delle donne, in seguito all’aborto? Perché non pubblicano dati e informazioni sui numerosi incidenti sanitari nelle cliniche abortive del BPAS (British Pregnancy Advisory Service) e di Marie Stopes International in Inghilterra? Sapete perchè? Semplicemente perché l’aborto è un grande business! 

Ugualmente, perchè il dipartimento della salute del Regno Unito non rivela quanti fondi pubblici vengono spesi per l’aborto e, in particolare, quanti fondi vanno al BPAS e a Marie Stopes International?

Sembra che vi sia una sorta di censura nel dibattito sull’aborto. Sapete tutti  di Aisha Chithira, che ha viaggiato dall’Irlanda alla Gran Bretagna per abortire ed è morta per emorragie interne dopo un aborto condotto in una clinica Marie Stopes a Londra? O di Jade Rees a 21 anni che si è impiccata tre settimane dopo un aborto?
Di nuovo la ragione di queste verità nascoste è che l’aborto fa profitti!

Solo per darvi un’idea della grandezza del business dell’aborto, il fatturato annuo di Marie Stopes International nel 2016 è stato di 290 milioni di sterline e International Planned Parenthood nel 2016 ha fatturarto 1 miliardo e 150 milioni di dollari e queste organizzazioni ricevono fondi pubblici… Nel Regno Unito sono tenuti segreti ma negli Stati Uniti, IPP ha ricevuto fino a 500 milioni di dollari l’anno. Ovviamente, queste aziende sono ansiose di aprire nuovi mercati come l’Irlanda.

Credo che ogni socialista onesto o femminista onesta dovrebbe essere contro l’industria dell’aborto!
Trovo stupefacente che mentre l’omicidio colposo è un crimine giustamente punibile dalla legge, sia tuttavia permesso uccidere il più piccolo e il più debole di tutti gli esseri umani, il bambino nel grembo della madre.

Ma ci siamo mai chiesti perché gli obiettori di coscienza sono in aumento? In Italia, per esempio, 7 su 10 ginecologi si rifiutano di eseguire gli aborti. La risposta è molto semplice, capiscono che l’aborto elimina un essere umano.

Il vostro governo, proponendo di eliminare dalla Costituzione l’uguale diritto alla vita del nascituro e della madre, vuole consentire al Parlamento di regolare gli aborti che risulterà nel cosiddetto “diritto di scelta” della madre. Ma, vi chiedo, può esserci il diritto per una persona di decidere sulla vita di un altro essere umano? Inoltre, Il bambino nel grembo della mamma fa parte del corpo umano come un rene, un dito, un piede? Certo che no, il bambino nel grembo materno è un essere umano, uno di noi, non un arto!

Alcuni dicono che una madre dovrebbe avere la possibilità di abortire in caso di stupro. Mi chiedo, come possiamo concepire e accettare che dopo un terribile atto di violenza come lo stupro, sia commesso un secondo atto di violenza come uccidere un bambino innocente non ancora nato?
Che ha fatto di male quel bambino? Si merita forse quella condanna a morte che nemmeno lo stupratore riceve?
Vi chiedo anche di confrontare l’ecografia di un bambino di circa 15 settimane che è il risultato di uno stupro con l’ecografia di un bambino di 15 settimane che è il risultato di una gravidanza normale, potete  vedere la differenza? Non sono entrambi esseri umani?
Seguendo questa logica pro-morte persone come Jesse Jackson, attivista per i diritti umani, Ertha Kitt, cantante ed Ethel Waters, pittrice – che sono stati tutti concepite dopo uno stupro – non sono degne di vivere?
Poi se la madre non è in grado di prendersi cura e del bambino e dei suoi bisogni, perché non può darlo in adozione? Perché eliminare un bambino innocente?

Dicono anche che una anormalità/potenziale disabilità di un bambino dovrebbe consentire alla madre la possibilità di effettuare un aborto. Mi chiedo che società crudele stia diventando il nostro mondo occidentale? Non vediamo quante persone disabili hanno contribuito e stanno contribuendo all’umanità? Persone come John Hockenberry, Stephen Hawking o Nick Vujicic per esempio.

Seguendo questa logica di morte, persone come Stevie Wonder, musicista, Frida Kahlo, la pittrice, Andrea Bocelli, famoso cantante, potrebbero essere state abortite.

Come possono le cosiddette persone “pro choice” (per la scelta) criticare Adolf Hitler? In che mondo viviamo?

È questo quello che volete in Irlanda?

Il 25 maggio votate e fate votare per la Vita, il primo e più importante diritto di tutti gli esseeri umani!

Toni Brandi

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