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Home Page > Aborto > Realtà pro aborto, l’intolleranza dei “tolleranti”
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Ci crediamo tanto evoluti e siamo convinti di vivere in una società che tutela la personale e rispettosa libertà di espressione. Ma non è così.

In moltissimi stati ai pro life sono negate quelle libertà che i vari “democratici di turno” vantano di voler difendere, anche se in realtà accade l’esatto opposto. Life News ci mostra due esempi in cui si può notare come i sostenitori dell’aborto assumano atteggiamenti puntualmente e palesemente dittatoriali.

La voce del buon senso Come nel caso dell’ennesimo manifesto pro life censurato. In Australia, il gruppo Emily’s Voice aveva regolarmente affisso un manifesto su uno spazio pubblicitario e su degli autobus, che raffigurava il pancione di una donna incinta. L’unico messaggio del manifesto era il seguente: «Un cuore batte a quattro settimane», seguito dall’indirizzo del sito web dell’organizzazione, notbornyet.com. Ed è proprio così. Avevamo già spiegato, infatti, che a soli 21 giorni di gravidanza, quando molte donne ancora non sanno di essere madri, la cavità cardiaca del loro bimbo inizia a pulsare.

Ebbene, ecco la sorte del manifesto: «I media hanno ammesso che l’annuncio non ha violato alcun codice pubblicitario; tuttavia, dopo aver ricevuto reclami, hanno riesaminato l’annuncio “sotto il microscopio” e hanno deciso che violava le linee guida aziendali, secondo le notizie locali». Così, basta che i sostenitori dell’aborto schiocchino le dita e ciò che era accettabile diventa immediatamente da rimuovere.

Ma a San Francisco i poteri forti pro aborto si sono davvero superati. Un Consiglio composto da 11 membri avrebbe stabilito, infatti, che ai dipendenti di San Francisco sia vietato organizzare viaggi pagati dalla città in quegli stati che hanno approvato leggi a tutela dei non nati. Vallie Brown, supervisore di San Francisco, come spiega l’articolo, «sostanzialmente ha detto che vuole che i soldi dei contribuenti della città sostengano solo le politiche con cui è d’accordo».

Tutto ciò rivela  quale sia realmente l’obiettivo delle politiche abortiste: creare una vera e propria dittatura in cui tutti siano costretti a pensare, parlare ed agire allo stesso modo e in cui non sia possibile dissentire.

Luca Scalise

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Un Commento, RSS

  • paolo caminati

    dice su:
    09/08/2019 alle 14:37

    Una dittatura peggiore di quella nazista!

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