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Home Page > Aborto > RU486: testimonianze di un incubo
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L’RU486 è una pillola che non può essere addolcita.

Nata con lo scopo di far passare l’idea che fare un aborto sia come curare un mal di testa, la scienza ha ampiamente dimostrato sia i danni fisici che vengono corsi dalle donne che l’assumono, come avevamo scritto qui, sia i gravi effetti che la RU486 comporta sotto il profilo psicologico.

L’effetto ‘principale’ della RU486 è quello di uccidere il bambino nel grembo materno, e in un modo molto cruento, dal momento che lo si fa morire di fame. In un video pubblicato da ProVita proprio qualche giorno fa, vi avevamo mostrato come, nei fatti, il Mifepristone, principio attivo contenuto nella RU486, agisce per uccidere il bambino, bloccando la produzione di progesterone.

Inoltre, nello stesso video, l’ex ginecologo abortista Anthony Levatino spiegava come questo processo sia doloroso per le madri. Il dolore è innanzitutto fisico. L’aborto chimico provoca infatti importanti emorragie che possono protrarsi anche per un mese. Come avevamo scritto in quest’altro articolo, una donna su quattro che ha abortito con la RU486 riferisce di aver provato, in una scala da 0 a 10, un dolore pari a 9 o 10. E ancora, sembra che i livelli medi di intensità del dolore provocato dall’aborto chimico sarebbero più alti del 100-150% rispetto a quello chirurgico. Se questo non bastasse, l’aborto con la pillola nel 96% delle donne provoca dolori anche nel periodo successivo all’aborto.

Ma il dolore non è solo fisico. C’è anche un dolore più difficile da curare, quello psicologico, che affligge tantissime donne che hanno avuto un aborto chimico.

Il sito Live Action News ha riportato in un articolo le tragiche testimonianze di donne che hanno abortito con la RU486.

Ad esempio, una donna che ha sperimentato sia l’aborto chirurgico, sia quello chimico scrive che, proprio l’utilizzo della pillola abortive, “è stata l’esperienza peggiore, la cosa più dolorosa fisicamente e psicologicamente che abbia mai passato”. Mentre la Food and Drug Administrations statunistense ha recentemente modificato le regole per la somministrazione della RU486 – è stato infatti deciso deciso di consentire l’utilizzo della pillola abortiva fino al settantesimo giorno gravidanza, senza il bisogno di ricovero in ospedale per assumere la seconda dose, quella che provoca l’espulsione del bambino, (si veda qui) -, le testimonianze reali delle donne provano che la procedura, al contrario, non sia affatto semplice e priva di rischi: “Contrazioni per dieci ore, sudorazione, grida, tutto da sola: è stato psicologicamente spaventoso e fisicamente orribile”, racconta ancora la donna citata in precedenza.

Le donne che hanno sperimentato questo tipo di aborto affermano che la parte peggiore è quella dell’espulsione del proprio bambino. Le contrazioni sono dolorose al pari di quelle del parto: “venti volte superiori a quelle dei dolori mestruali”, scrive una donna. La maggior parte delle donne ha inoltre sperimentato sintomi come nausea e vomito. Tutte hanno perso tantissimo sangue, con emorragie che vanno avanti per settimane, anche dopo l’espulsione del feto, la parte più terribile.

Nessuno mi aveva preparato a cosa stesse per accadere”, racconta infatti una donna, “prima di tutto è stata la cosa più dolorosa che ho sperimentato nella mia vita. In secondo luogo ho visto il mio bambino. Aveva già le sembianze umane, e io non pensavo che potesse essere così sviluppato dopo soli due mesi di gravidanza”.

Le cicatrici di un’esperienza simile rimangono a vita. Prendere la RU486, non è come curare un raffreddore: si ha a che fare con la vita di una persona, il proprio bambino. “Solo perché non lo vedi o non lo senti nella pancia, non vuol dire che non sia vivo”, conclude infatti la donna.

Sei tu stessa che presiedi l’uccisione di un bambino”, scrive un’altra donna ancora. Al dolore – consapevole o meno, negato o meno – già enorme dell’aborto, la RU486 somma altro dolore. Con buona pace di tutti coloro che sostengono di agire in favore delle donne.

Anastasia Filippi


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9 Commenti, RSS

  • Manuela Boschi

    dice su:
    12/10/2018 alle 15:08

    Sono appena uscita dall ospedale: nessun dolore, nessuna emorragia: quasi come niente fosse. Questo volevo: quando una donna prende una decisione lo fa x sé stessa e nessuno può interferire.

  • Maria Vittoria

    dice su:
    12/10/2018 alle 16:09

    Mi dispiace molto per te cara. Pregherò molto affinché tu prenda coscienza quanto prima della enorme violenza che hai fatto a te, oltre che al tuo bambino. Che tu possa elaborare il lutto quanto prima (non come me che dopo vent’anni ancora ho voglia di tagliarmi le vene).

  • Andrea Serio

    dice su:
    27/12/2018 alle 02:45

    Anastasia, sei il peggior esempio di giornalismo e di umanità che io abbia mai riscontrato in un articolo in tutta la mia vita. Il mestiere del giornalista (che non penso tu conosca nemmeno lontanamente) prevede una precisa deontologia che non rispetti affatto. Prima cosa sei tendenziosa: il tuo giudizio non è imparziale. Seconda cosa sei del tutto inesatta: le tue tesi non hanno né capo né coda. Pronunci affermazioni che castrano secoli di studi scientifici in materia, parli a vanvera (l’aborto non può avvenire superata la settima settimana di gravidanza, il feto assume sembianze vagamente umane solo al terzo mese) e l’aborto non “uccide di fame” proprio nessuno.
    Sei ridicola. Se volevi scrivere un articolo anti – aborto decente vatti a leggere Pasolini sul Corriere invece di dar sfogo alle dita a caso.
    Sono imbarazzato davvero, incompetente è dir poco. Evita di continuare a scrivere, fatti e facci un favore.
    Grazie.

  • Livia Rossi

    dice su:
    27/12/2018 alle 02:45

    È un articolo, anzi non lo definirei nemmeno tale, è un ammasso informe di notizie traslate e incredibilmente enfatizzate di una situazione delicata ed estremamente privata.
    Tale pillola, RU486 non provoca nessuno, o quasi degli effetti elencati sopra. È un medicinale, che una donna in seguito ad una decisione sofferta e consapevole decide di assumere per EVITARE che la propria gravidanza continui. Non uccide nessun bambino e non causa alcuna emorragia. Mi destabilizza tale pensiero e il fatto che una giornalista donna possa scrivere tali assurdità mi provoca un forte sentimento di tristezza e pietà. Siamo nel ventunesimo secolo. Ognuno è libero di scegliere. Ci tengo a precisare che la RU486 si può assumere entro il primo mese di gravidanza, tempo che non permette la formazione del feto e per di più l’embrione è quasi impercettibile, nessun bambino con sembianze umane. Quanta disinformazione. Rabbrividisco.

    • Redazione

      dice su:
      31/12/2018 alle 08:00

      Come fa lei a dire che non uccide nessun bambino? Ma si informi, prima di parlare! Evitare che la gravidanza continui vuol dire uccidere il bambino che sta crescendo dentro il proprio grembo….

      Ma dove vive lei? Ma le hanno spiegato che i bambini non li porta la cicogna?

      Rabbrividisco io, donna e femminista, per la sua cecità!

  • Carla Rossi

    dice su:
    18/01/2019 alle 18:50

    L’unico commento che vorrei aggiungere a quelli già scritti è il ribadire che una donna non può essere criticata e crocifissa per una decisione del genere. Non è giusto, non si ha la conoscenza approfondita della storia di ogni singola donna. E che per mia esperienza personale, ho provato entrambi gli interventi, sia chirurgico che farmacologico, e il secondo non lo rifarei mai e poi mai e se dovessi dare un consiglio a chi è indeciso consiglierei nettamente quello chirurgico, purtroppo.

  • Dia Ma

    dice su:
    30/07/2019 alle 18:59

    Leggo cose inconcepibili scritte da una donna. Una settimana fa ho assunto le pillole della seconda fase dell aborto farmacologico, solo quelle perché la mia non è stata una scelta, all ottava settimana il battito non c era più quindi il mio è stato un aborto terapeutico. Ho una malformazione arteria venosa e l intervento per me è altamente rischioso. So che la questione è soggettiva ma le perdite non sono così emorragiche ed i dolori sono come quelli mestruali… solo più prolungati. Ed espulso non si vede niente… Che sia una scelta oppure no, per una donna è una cosa atroce. Un pezzo di cuore se ne va.. e non potete permettervi di scrivere usando parole come “uccidere” perché siete altamente anti umani oltre che per niente professionali.

    • Redazione

      dice su:
      31/07/2019 alle 16:54

      Lei , cara signora, non ha avuto un aborto terapeutico. Non c’era battito: vuol dire che il suo bambino, ahimé, era morto e giustamente lei ha dovuto evitare il pericolo di gravissime infezioni con le pillole, visto che non poteva fare il raschiamento.Comprendiamo il suo dolore e le porgiamo sentite condoglianze.
      Chi invece, con l’aborto volontario – con pillole o senza pillole – ferma il cuoricino che batte, cosa fa? Non uccide? E allora cosa fa?

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