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Avevamo promesso che la censura della Raggi e della Cirinnà non ci avrebbero fermato: non solo il nostro bambino di 11 settimane del maxi manifesto che vuole far riflettere sull’aborto è riapparso in tante città (da ultimo anche a Battipaglia) in tanti contesti, ed è divenuto virale sui social, ma ieri, a Genova, in Corso Buenos Aires, ne è stato affisso un altro identico a quello di via Gregorio VII.

E le reazioni isteriche non mancano neanche questa volta, e si chiede da più parti la “democratica” censura che abbiamo già visto a Roma.

Genova Today riporta un commento degno di nota,  quello del Coordinamento Liguria Rainbow che pare «che raccoglie tra le sua fila non solo persone lgbti ma anche singoli/e donne uomini e femministe» (ma le femministe ci possono stare solo se favorevoli all’utero in affitto?) e che, come da copione, «ritiene che il catellone pubblicitario sia offensivo, colpevolizzando le donne che scelgono di seguire ciò che la legge permette, e che nella settimana del compleanno della legge 194 questo cartello sembra fatto ad hoc» e che si impegnerà «in tutti i modi perchè il cartello venga rimosso il prima possibile, in quanto lesivo del rispetto dei diritti e delle libertà individuali».

Aldilà delle solite tiritere cui siamo abbastanza stanchi di rispondere (perché il manifesto è offensivo? La verità è che l’aborto toglie la vita alle persone: e su questo invita a riflettere prima di abortire… l’aborto non è un diritto, come spiega la giurisprudenza italiana ed europea: la legge lo permette perché è una legge ingiusta…), su una cosa il coordinamento Rainbow mostra acume e perspicacia: «nella settimana del compleanno della legge 194 questo cartello sembra fatto ad hoc». Bravi! Hanno indovinato!

Ancor più bella quella dei consiglieri comunali del PD: «Chiediamo che sul caso di Genova intervenga il Garante dell’infanzia, perché questa pubblicità è lesiva nei confronti dei bambini»: interessante! È il manifesto lesivo nei confronti dei bambini, o l’aborto?

Sarebbe interesante studiare l’abilità mentale di rivoltar frittate di questa gente. Ai Sofisti gli fanno un baffo!

Comunque, se anche questo manifesto sarà censurato, rinnoviamo il consiglio a chi fosse pieno di acredine e di livore di prendersi un buon gastroprotettore.

E se ne facessero una ragione: perché non finisce mica qui, statene certi!

Francesca Romana Poleggi

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