30/04/2016

Gender a scuola (e non solo): l’allerta continua

L’ideologia gender, con il suo risvolto omosessualista e ipersessualista, continua a essere propagandata nelle scuole, negli spettacoli e attraverso i media.

ProVita ha aggiornato a questo aprile 2016 il dossier che raccoglie le denunce giunte da tutta Italia, relative ai progetti e alle iniziative che coinvolgono soprattutto i bambini e i ragazzi in età evolutiva, cioè i soggetti che risultano più sensibili all’indottrinamento – spesso accorto e sottile – che i cultori dell’ideologia gender, figlia della cultura della morte, continuano a tentare.

Il dossier contiene anche un elenco di libri ‘pericolosi’: messi all’indice? Non è questo l’intento, bensì quello di dare alle persone la possibilità di riflettere sui contenuti dei libri che vengono messi nelle mani dei bambini, i quali possono contenere messaggi che non tutti condividono e che possono influire negativamente sulla formazione della personalità dei ragazzi.

Come al solito, ricordiamo di non eccedere all’esagerato allarmismo, che rischia di screditare le denunce serie. In ogni caso, è comunque importante per genitori ed educatori continuare a vigilare, tenendo alta la guardia.

Ci sono episodi (e libri) smaccatamente ideologizzati, facili da riconoscere e denunciare, dai quali è relativamente semplice tenere alla larga i propri bambini.

Ma ci sono tanti  casi di progetti (e libri) che dicono e non dicono, ma che insinuano concetti in maniera subdola. In molti di questi casi essi appaiono tutto sommato come messaggi ‘neutri’ (e, a volte, addirittura positivi: si pensi alla lotta al bullismo e alle discriminazioni ingiuste), che però si prestano ad essere ‘usati’ dalle persone ‘giuste’ in modo ‘sbagliato’.

Insomma, ripetiamo: ci vuole attenzione e tanto buon senso.

Ripetiamo anche quanto sia importante confrontarsi con gli altri genitori, per farsi coraggio (perché di solito chi protesta viene ‘democraticamente’ escluso, bullizzato, stigmatizzato come omofobo, clericale e passatista); è importante anche chiedere consiglio e aiuto rivolgendosi alle Associazioni (come ProVita, Generazione Famiglia, Comitato Aricolo 26, Non si tocca la famiglia, e tante altre... ).

Infine, dobbiamo purtroppo sottolineare che il dossier che abbiamo aggiornato non pretende di essere esaustivo. Anzi, invitiamo tutti a scriverci per segnalarci eventuali altri casi.

E’ nostro diritto, ma anche nostro dovere, difendere le nuove generazioni dai miasmi della cultura della morte.

Redazione


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