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Si è concluso a Tbilisi, capitale della Georgia, il World Congress of Families X, organizzato dall’omonima associazione internazionale (WCF), della quale fa parte anche ProVita Onlus.

Quattro giorni (da domenica 15 maggio a mercoledì 18 maggio) ricchi di eventi con al centro la famiglia naturale, fondata sul matrimonio, e la tutela della vita dei più deboli, in una nazione di antiche tradizioni e forti valori. Valori e tradizioni messi tuttavia in pericolo dai disvalori provenienti dall’Occidente, in particolare attraverso pressioni politiche internazionali e ONG mortifere, dietro le quali, anche in questo caso, manovra la grande finanza (ad esempio, George Soros è noto pure in Georgia per aver finanziato certe iniziative che vanno nel senso della cultura LGBT, pro-gender e neo-maltusiana).

Tantissime persone hanno partecipato al Congresso, in particolare durante la sua sessione plenaria (più di 2500 partecipanti) e gli interventi sono stati ritrasmessi su canali di comunicazione nazionali georgiani e internazionali. Dopo il saluto del Patriarca della Chiesa ortodossa georgiana Ilia II, Levan Vasadze, principale organizzatore dell’evento e rappresentante georgiano per il WCF, nel suo notevole discorso al Tbilisi Philarmonic Hall – dove si è svolta la sessione plenaria -, ha ripercorso la storia della sua nazione, la cui terra da migliaia di anni è teatro di scontri tra superpotenze (in tempi recenti ha dovuto liberarsi dalla dominazione sovietica), ricordando che anche oggi la dominazione straniera vuole riproporsi per spazzare via le tradizioni e i valori del popolo georgiano, incentrati sulla famiglia: non mediante l’occupazione militare ma attraverso la propaganda culturale e la promozione di politiche ideologiche.

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ProVita Onlus, unica associazione italiana a partecipare con due relatori al Congresso, è stata rappresentata dal suo presidente Toni Brandi e dal portavoce Alessandro Fiore. Con la relazione sulla “Educazione al genere“, Fiore ha spiegato l’origine e l’elaborazione della teoria di genere, che dà luogo, per affermarsi più efficacemente, a una gender education.

Questa nuova forma di indottrinamento mira in particolare a convincere i bambini (più malleabili e quindi più facilmente indottrinabili), e si sviluppa secondo quattro fasi logiche (e spesso cronologiche): 1. la sostituzione del termine “sex” (sesso) con il termine “gender” (genere), e l’introduzione e ripetizione di espressioni come “discriminazione di genere”, “uguaglianza di genere”, “stereotipi di genere”, ecc; 2. l’uso di programmi anti-discriminazione e contro il bullismo al fine di promuovere il concetto che tutti gli orientamenti sessuali, identità di genere e “tipi di famiglia”, avrebbero uguale dignità; 3. fare in modo che i bambini mettano in pratica la seconda fase, mediante l’esperienza di ruoli e identità di genere diversi (ad esempio con i travestimenti, i giochi di ruolo, ecc.); 4. fare in modo che i bambini promuovano attivamente l’agenda LGBT: “matrimonio omosessuale”, leggi anti-omotransfobia, cambiamento di sesso, il diritto al identità di genere.

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Il presidente di ProVita, Toni Brandi con lo striscione del WCF

Toni Brandi ha affrontato la questione dell’utero in affitto, fenomeno purtroppo legale in Georgia. Ha ricordato come la pratica sia lesiva tanto dei bambini, che vengono resi oggetto di un vile contratto e privati della mamma, quanto delle donne, le quali vengono sfruttate nella loro dignità di madri e vengono incontro a tutta una serie di problematiche sia fisiche che psicologiche. Queste problematiche riguardano del resto non solo la donna surrogante che vende il suo bambino, ma anche la ‘donatrice’ che fornisce gli ovuli, sottoponendosi a una iperstimolazione ovarica. Una pratica dunque che rende oggetto di compravendita i bambini, schiavizza le donne e lede la loro salute fisica e mentale, ma che produce enormi profitti in tutti i paesi nei quali è stata legalizzata.

Numerosi esperti e importanti rappresentanti di altre realtà pro-life e pro-family o delle istituzioni, provenienti da tutto il mondo, sono intervenuti al Congresso sui temi della famiglia, dell’ideologia gender ed omosessualista, della libertà educativa e della crisi demografica. Tra questi: Larry Jacobs, direttore del WCF; Dr. Allan Carlson, fondatore del WCF; Sandor Szabor, ambasciatore ungherese; Christine de Marcellus de Vollmer, membro del Pontificio Consiglio per la famiglia; Natalia Yakunina, Presidente dell’associazione russa “Sacralità della maternità”; Gabriele Kuby, scrittrice e sociologa tedesca; Antoni Szymanski, Senatore polacco; Igor Dodon, presidente del partito socialista della Repubblica di Moldavia; Alexey Komov, rappresentante russo del WCF, Luca Volontè, presidente della Fondazione Novae Terrae.

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Il Congresso ha avuto un impatto notevole in un paese relativamente piccolo come la Georgia.

Il 17 maggio il Congresso Mondiale delle Famiglie si è unito alla Marcia a Tbilisi in occasione della Giornata per la famiglia: più di 50 mila partecipanti hanno percorso le strade della capitale, in processione dietro l’icona della Santa Madre di Dio, fino all’imponente Cattedrale della Santissima Trinità.

E, oltre all’impatto mediatico, anche quello politico: si pensi che un nutrito gruppo di parlamentari ha proposto a Levan Vasadze, rappresentante georgiano del WCF, di promuovere un referendum che vada ad abrogare i riferimenti nella legislazioni del paese all’orientamento sessuale e all’identità di genere: elementi normativi ideologici e pericolosi, estranei alla cultura georgiana. Durante l’ultimo anno del resto, a causa della pressione esercitata da alcune ONG occidentali e da istituzioni internazionali, per la prima volta il Ministero dell’Istruzione georgiano ha cercato di introdurre progetti scolastici ispirati al gender: importante per arginare questa deriva è stata proprio la consulenza di ProVita, che – in modo provvidenzialmente preventivo – già un anno fa aveva informato dei pericoli del gender rilevanti personalità georgiane, alle quali ha poi fornito supporto durante l’anno, per frenare efficacemente presso il Ministero dell’Istruzione la promozione di progetti educativi gender.

Redazione

Qui è possibile leggere il numero di giugno del World Congress of Families News, che riassume i quattro giorni di eventi che hanno animato la Georgia a metà maggio e che riporta alcune tra le più significative affermazioni dei relatori (a p. 4 quella del nostro Presidente), oltre a diverse foto. 


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