05/04/2024 di Salvatore Tropea

Olivia, la “figlia” dell’utero in affitto che si batte per abolirlo, ricevuta da Papa Francesco

Una testimonianza cruda - a tratti sconvolgente - e soprattutto diretta, di una vera e propria “figlia” dell’utero in affitto. E’ stata quella di Olivia Maurel, giovane di 32 anni, che ieri è stata ricevuta in udienza privata da Papa Francesco in Vaticano e che oggi e domani sarà all’Università Lumsa di Roma dove si svolgerà la Conferenza Internazionale di Roma sull’abolizione della maternità surrogata.

Pro Vita & Famiglia aveva già raccontato la storia di Olivia quando - qualche mese fa - la donna era stata ospite e testimone della sua stessa storia al Parlamento della Repubblica Ceca. Aveva infatti 17 anni quando ha saputo di essere stata concepita attraverso la maternità surrogata e soltanto due anni fa ha avuto la prova definitiva che i suoi genitori avevano pagato una donna in Kentucky per portare avanti la gravidanza con i suoi stessi ovuli. Una scoperta che le ha creato gravi problemi psichici tanto da arrivare a tentare il suicidio. «La maternità surrogata è sempre dannosa», ha dichiarato in più di un’occasione la stessa Olivia, «anche quando la procedura “va bene” nei termini secondo i quali viene definita “buona” una maternità surrogata». Così, ad esempio, sono considerate le pratiche attuate negli USA e in presenza di genitori coscienziosi e desiderosi di garantire alla figlia l’istruzione, l’educazione, il mantenimento e un clima sereno.

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Olivia è dunque una di queste storie di "successo” della maternità surrogata, espressione che però sa tanto di ipocrisia. «Per tutta la vita - ha spiegato - ho sofferto di ansia e depressione, con conseguenti dipendenze, a causa proprio di quell’abbandono. Un peso che ora vedo sta passando alla generazione successiva, quella dei miei figli». Lei dunque ormai da quando l’ha scoperto si batte per abolire e condannare l’utero in affitto ed è ormai una fervente attivista. Il messaggio chiave di tutti suoi incontri è infatti che «non esiste una maternità surrogata “buona” e non esiste una giustificazione accettabile alla separazione coatta di un bambino dalla propria madre». Non c’entra che la madre sia geneticamente collegata al bambino, il quale di suo non ha la capacità di comprendere legami di questo tipo: c’entra invece che la donna che l’ha portato in grembo è l’unico soggetto che egli conosce. «La separazione lo lascia con un incolmabile vuoto interiore che i genitori adottivi, pur con tutta la buona volontà e l’amore, non sono in grado di colmare», ha affermato proprio Olivia. 

In merito all'incontro con Papa Francesco, Olivia ha tenuto a precisa che lei è «atea e femminista. Per me - ha spiegato - è stato un po' come incontrare un Capo di Stato». Olivia ha riferito che lo stesso Pontefice «ha detto e ripetuto più volte che la maternità surrogata è un mercato di donne e bambini. E poi mi ha parlato di come durante la gravidanza avviene uno scambio reciproco tra gestante e bambino, le cellule fetali entrano nella circolazione materna e le cellule materne entrano nella circolazione fetale. Mi ha colpito che sapesse questo, non succede tutti i giorni che le persone importanti siano così preparate. Per il Papa è sacrosanta la nostra battaglia per arrivare a definire la maternità surrogata reato universale».

 

 

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