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Home Page > Famiglia e Economia > Adozioni gay: nuova sentenza (illegittima) del Tribunale di Roma
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Le adozioni gay in Italia non si possono fare. Non per legge, almeno.

È infatti questa la conclusione di compromesso (al ribasso, come argomentavamo) cui si era giunti nel momento dell’approvazione in Senato del cosiddetto ddl Cirinnà sulle unioni civili: niente stepchild adoption.

La sentenza diffusa oggi (ma datata 31 dicembre 2015) dal Tribunale dei minori di Roma ci dice però un’altra cosa: le adozioni gay in Italia si possono fare, se il giudice lo vuole. Ed è infatti così che l’ormai ex presidente Melita Cavallo, subito prima di andare in pensione, ha concesso l’adozione di un bambino, un maschietto di sei anni, a due padri omosessuali che sono ricorsi “a una inseminazione eterologa” (leggasi: utero in affitto) in Canada.

La motivazione della sentenza – basata sull’ex articolo 44 della legge 184 legata ai “casi particolari” e inappellabile perché i tempi sono scaduti – è che era nel maggiore interesse del minore continuare a vivere con i due papà che lo hanno cresciuto. Papà che formerebbero una coppia stabile dai tempi dell’università.

Ma a cosa serve dunque discutere, bocciare leggi, proporre emendamenti, se poi la giurisprudenza (ideologizzata) fa quello che vuole e nessuno dice nulla?

A scrivere nero su bianco lo stato delle cose, in relazione alla sentenza odierna del Tribunale dei minorenni di Roma, è Il Corriere della Sera, un quotidiano non di certo pro-family: “Si tratta di stepchild adoption a tutti gli effetti. Accade così ancora che mentre il Parlamento ha preferito lasciare in sospeso questo aspetto particolare ma importante dei diritti civili per gli omosessuali, i giudici decidono i casi concreti.

Inoltre, i giornali vorrebbero farci credere che con la sentenza diffusa oggi del Tribunale di Roma i giudici non hanno fatto altro che legalizzare una situazione esistente da tempo.

Sono tutte bugie. La sentenza in questione non ha legalizzato nulla: anzi, ha fatto un atto illegittima! E quello che non è entrato dalla porta, entra dunque ora dalla finestra: è il secondo caso (il primo era stato ad inizio marzo) da quando, il 26 febbraio, il Senato ha approvato il testo sulle unioni civili.

vendola_figlio_famiglia_adozioni-gayE un discorso simile a questo potrebbe essere fatto anche per il caso – molto più che controverso – di Nichi Vendola, volato anche lui in Canada per comprare un bambino. Perché nessuno ha richiamato alla memoria il fatto che la pratica dell’utero in affitto è esplicitamente vietata dall’art. 12 della Legge 40? Oltre all’obiezione sulla procreazione con gameti esterni alla coppia, infatti, al comma 6 si può leggere: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro“.

Che dire: in Italia le leggi (e quindi la politica) non contano più nulla. A dettare la linea sono i giudici.

Questa situazione si presenta però potenzialmente esplosiva: fino a quando i cittadini saranno disposti a farsi prendere in giro, obbedendo a leggi che un giorno valgono (e non per tutti) e il giorno dopo chissà? Il castello di carta sta ondeggiando… e la pazienza di chi si sente costantemente preso in giro si sta esaurendo.

Redazione

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5 Commenti, RSS

  • Luciano Salsi

    dice su:
    22/03/2016 alle 06:36

    Queste sentenze della magistratura erano ampiamente previste. I giudici fanno il loro mestiere, applicando i principi di equità e uguaglianza di fronte alla legge. Non possono trattare diversamente le coppie omosessuali, legalizzate dalla legge sulle unioni civili, rispetto a quelle eterosessuali, per le quali è ammessa la fecondazione eterologa. La colpa di quanto accade è anche della cecità o dell’ipocrisia della maggior parte dei cattolici, che hanno approvato le unioni civili ignorando il fatto che, essendo esse parificate al matrimonio, ne comportano gli stessi diritti. Vi risparmio un altro commento scurrile per sottolineare l’abilità del movimento gay nel perseguire i suoi obiettivi.

    • FRP

      dice su:
      22/03/2016 alle 06:46

      C’è da dire però che le unioni civili ancora non sono legge: manca l’approvazione della Camera e la promulgazione del Presidente della Repubblica.
      I giudici continuano a commettere gravi abusi impunemente, infischiandosene della Costituzione e della separazione dei poteri

    • Antonino Pagano

      dice su:
      22/03/2016 alle 11:45

      Egregio Sig. Luciano, non è proprio come dice lei, in quanto la sola legge esistente, allo stato, che si occupa di utero in affitto (e non fecondazione eterologa, che non è esattamente la stessa cosa) è la legge 40 che punisce chi la pratica. Si tratta dunque di una sentenza che va contro la legge, ossia di dittatura.

  • angelo mandelli

    dice su:
    22/03/2016 alle 13:57

    Oltretutto la sentenza non ha senso.
    Infatti, se un bambino ha un genitore; è già tutelato. E non serve farlo adottare dall’ altro.
    In pratica è quello che succede per qualche milione di famiglie monogenitoriali, dove i bambini, banchè affidati ad un genitore solo, sono perfettamente tutelati.
    Al masimo il “compagno” poteva subentrare per l’ adozione dopo la morte dell’ altra persona.
    Quindi un doppio abuso da parte dei giudici!!!

  • GIOVANNI LANCELLOTTI

    dice su:
    27/10/2016 alle 20:02

    Il magistrato disprezza la legge, nella consapevolezza della inappellabilità della sentenza causa scadenza dei termini.
    Ma chi potrebbe fare un’azione legale volta a contestare la sentenza? Un soggetto singolo, un’associazione?
    Un altro magistrato non dovrebbe procedere d’ufficio, una volta a conoscenza dell’abuso? Il ministro di grazia e giustizia non dovrebbe promuovere un’inchiesta ? Ed in caso di accertamento sicuro dell’abuso, il Capo dello Stato non dovrebbe sanzionare il magistrato interessato, magari in termini pecuniari : chi sbaglia paga… O vale solo per il semplice cittadino ? Com’è possibile che i magistrati facciano tutto quello che gli pare, in questo ed in altri casi, senza essere indagati ed eventualmente puniti?

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