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Home Page > Famiglia e Economia > Campomenosi (Lega): «Contro l’utero in affitto una battaglia trasversale in Parlamento europeo»
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Tutelare la vita e la famiglia in Europa è adesso una priorità fondamentale, che può arrivare a un «impegno trasversale da parte di tutti i parlamenti», in particolare per quanto riguarda «il tema dell’utero in affitto». Ne è convinto Marco Campomenosi, neo-eurodeputato eletto al Parlamento europeo per la Lega nella circoscrizione Nord Ovest. Un impegno, quello del quarantatreenne politico ligure, che va avanti da anni e si è fatto sempre più forte, come spiega a Pro Vita & Famiglia, «dopo i pericolosi e antidemocratici attacchi verso chi porta avanti i valori pro life».

Essere eletti sapendo di essere malvisti proprio per le posizioni pro life e pro family, cosa significa?

La voce del buon senso «Per me rappresenta un motivo importante di impegno su questi temi, nato già molti anni fa grazie al costante confronto con l’attuale ministro Lorenzo Fontana. Inizialmente partivo da posizioni per certi aspetti differenti, anche se vengo da una famiglia e da una formazione cattolica e per me è quindi fondamentale portare avanti determinati valori. L’impegno però si è fatto più forte e più deciso quando ho visto l’accanimento nei confronti di chi, come Fontana ma non solo, porta avanti determinate istante e posizioni. C’è stato un indubbio accanimento verso chi si batte per i propri valori e la pensa diversamente, mentre invece c’è tutto il diritto di rivendicare questi diritti. Quindi la mia elezione rappresenta, oltre a una questione di impegno personale, la volontà di metterci la faccia ed espormi perché non mi è proprio piaciuto il modo pericoloso e antidemocratico di chi osteggia la visione pro life. La possibilità di rappresentare gli italiani rientra poi nell’ambito dell’Unione Europea dove questi temi non sono stati neanche inseriti nei Trattati, come invece noi avremmo voluto, soprattutto in riferimento alle radici culturali e cristiane dell’Europa. Per questo motivo il lavoro da fare è davvero molto e sarà molto lungo».

La questione famiglia in Europa. Vi adopererete per avere fondi?

«Noi non pretendiamo di imporre un nostro modello a Paesi che possono scegliere indirizzi diversi, ma attualmente sarei già contento se l’Europa ci lasciasse anche solamente perseguire i nostri obiettivi in quanto italiani. Penso quindi alla Polonia e ad altre realtà dove un certo sistema di valori basato sulla difesa della vita e della famiglia è ancora centrale e importante. Per quanto riguarda i fondi europei penso che il fondo sociale europeo nella sua evoluzione, che sarà definita meglio l’anno prossimo, può far sì che le nostre regioni possano fare molto per aiutare la famiglia. Per esempio se con il fondo sociale europeo aiutiamo i nostri anziani a potersi prendere cura dei loro nipoti e lo stesso i genitori, ecco che il fondo può dare un aiuto concreto alle molte famiglie italiane. La Lega, inoltre, come già in passato e ancora di più da quest’anno, vigilerà anche su alcuni attacchi strumentali dal punto di vista legislativo nei confronti della famiglia. Perché nessuno vuole imporre agli altri con chi stare e con chi passare la propria vita, ma spesso alcuni emendamenti o alcuni testi sono volti a imporre una diversa concezione normativa di famiglia tradizionale. In tal senso, infatti, posso dire che si tratta di un volere comune, tant’è che sarebbe stato da parte nostra un impegno fondamentale e spontaneo anche se non ci fosse stato il Manifesto di Pro Vita & Famiglia».

Ci sarà il vostro impegno contro l’utero in affitto e contro le teorie che toccano l’educazione dei bambini?

«L’utero in affitto e le teorie gender, soprattutto quelle proposte nelle scuole e verso i bambini, troveranno il contrasto di chi ha un sistema valoriale cattolico e tradizionale. Ma penso siano dei temi che potranno trovare il netto diniego da parte di tanti esponenti laici e di diversi orientamenti all’interno del Parlamento, perché in particolare l’utero in affitto va a toccare profondamente la dignità della donna e la battaglia contro di esso non può che essere trasversale. Per quanto riguarda la teoria gender per i bambini è legata al ruolo che deve avere la famiglia nell’educazione dei figli, un diritto spesso negato. Io sono dell’idea che vada fornita un’educazione, anche sessuale, ai bambini e ai giovanissimi, ma senza le derive che abbiamo visto in alcuni Paesi*».

Salvatore Tropea

*Pro Vita & Famiglia, sulla questione della teoria del gender e dell’educazione sessuale a bambini e adolescenti, porta avanti un’opposizione completa e senza eccezioni.

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