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Home Page > Famiglia e Economia > Cassazione, bimbi con due padri. Brandi e Coghe (Pro Vita & Famiglia/Congresso Verona): «Sentenza decisiva»
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COMUNICATO STAMPA

Cassazione, bimbi con due padri

Brandi e Coghe (Pro Vita & Famiglia/Congresso Verona):
«Sentenza decisiva, battaglie non vane. Le donne non sono incubatrici!»

Roma, 8 maggio 2019

«È una sentenza decisiva. Le donne non sono incubatrici e i bambini non sono merce. Finalmente i giudici hanno detto un NO chiaro e netto alla vergognosa trascrizione all’anagrafe degli atti di filiazione di bambini comprati all’estero tramite utero in affitto. Il verdetto su un caso che proveniva dalla Corte d’appello di Trento e definito ‘a tutela della gestante e dell’istituto dell’adozione’ dà ragione alle nostre battaglie e ci dice che non sono vane oltre che rispettose della legalità e della ragione»: hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Pro Vita & Famiglia, rispetto alla decisione che è stata presa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza 12193, in cui viene spiegato che «non può essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un giudice straniero con cui è stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all’estero mediante il ricorso alla maternità surrogata e un soggetto che non abbia con lo stesso alcun rapporto biologico, il cosiddetto genitore d’intenzione».

«Preoccupa tuttavia la porta lasciata aperta dalla Cassazione che ha sottolineato che per le coppie omosessuali esiste comunque la strada “dell’adozione particolare”. Non cesseremo di combattere per il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà», hanno però aggiunto Brandi e Coghe.

Poi i due hanno rilanciato l’appello, già contenuto nel Manifesto di Pro Vita & Famiglia e rivolto ai candidati in corsa alle Europee che vorranno sottoscriverlo, in cui si chiede «che i parlamentari europei si adoperino anche loro in quella sede per arrivare a una moratoria internazionale contro l’utero in affitto, argine al commercio di donne e bambini e alla nuova schiavitù del 2000». Per Brandi e Coghe infatti «è in gioco la dignità umana».

Ufficio Stampa
Pro Vita & Famiglia
e
Congresso Mondiale delle Famiglie

La voce del buon senso

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3 Commenti, RSS

  • Saverio Falso

    dice su:
    08/05/2019 alle 13:17

    La famiglia è l’unione di uomo e donna con potenzialità di procreare. Rispetto per i “diversi”…

  • Silvia Avanza

    dice su:
    08/05/2019 alle 15:47

    Finalmente i giudici hanno fatto il loro dovere: applicare la legge vigente e non interpretarla. Ora però devono annullare anche le precedenti iscrizioni, quelle dei figli di Lo Giudice e di Vendola, oltre a quelle di tutti gli altri bambini illegalmente ottenuti con l’utero in affitto e iscritti all’anagrafe in vari comuni d’Italia (ad es. Milano e Torino). Speriamo che i vari sindaci prendano i provvedimenti necessari.

  • Guido D’Elia

    dice su:
    12/05/2019 alle 15:23

    Spero che altri giudici seguano questa sentenza. E che le donne si rendano conto di quanto infame sia mettere al mondo bambini SENZA padre e senza madre: il massimo della infelicita

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