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Home Page > Famiglia e Economia > Congresso mondiale delle Famiglie. Facciamo il punto dopo le polemiche
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Minacce, offese e polemiche, ultima quella del sottosegretario pentastellato Stefano Buffagni, il quale ha rispolverato la spericolata equazione cattolicesimo uguale caccia alle streghe. Più si avvicinano gli inizi dei lavori, più sul Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, Wcf) che si terrà a Verona a fine mese, dal 29 al 31 marzo, piovono accuse ridicole e critiche infondate. Cose che amareggiano eppure, al tempo stesso, che in qualche modo incoraggiano, dal momento che sottolineano la natura controcorrente di questo grande evento per il quale, a breve, si terrà la conferenza stampa di presentazione. Non solo. Oltre che controcorrente, l’appuntamento si annuncia come estremamente ricco. A dirlo, diversi elementi.

La voce del buon senso Il primo che balza all’occhio è quello – notevole – dell’importanza degli ospiti. Si parla infatti del vicepremier Matteo Salvini, del ministro della famiglia Lorenzo Fontana, del presidente moldavo Igor Dodon, del patriarca della Chiesa Cattolica Sira Ignazio Giuseppe III, di Massimo Gandolfini del Family Day, oltre che di Katalin Novak, segretario di Stato e ministro per la famiglia ungherese e, naturalmente, di Toni Brandi e Brian Brown, presidenti rispettivamente del World Congress of Families di Verona e di quello internazionale. Da questo punto di vista, l’evento veronese sarà anche un’occasione per rinnovare solidarietà al professor Gandolfini, recentemente oggetto di gravissime minacce di morte.

Tornando alle ragioni che rendono il Congresso Mondiale delle Famiglie assai interessante, non si può non evidenziare, ancora una volta, lo spessore dei temi che verranno affrontati. All’evento, al quale sono già assicurate centinaia e centinaia di presenze, si parlerà infatti di bellezza del matrimonio, di diritti dei bambini, di ecologia umana integrale, di donna nella Storia, di crescita e crisi demografica, di salute e dignità della donna, di divorzio e le politiche aziendali per famiglia e natalità. Uno sguardo a tutto tondo, insomma, sulle questioni antropologiche e bioetiche fondamentali. Nessuna criminalizzazione della donna, dunque, né alcuna difesa di stereotipi o posizioni ideologiche, diversamente da quanto i detrattori di questo appuntamento, da tempo, vanno dicendo, anzi infamando.

Merita una sottolineatura un altro aspetto chiave del World Congress of Families 2019, vale a dire la possibilità – quanto mai concreta – che le tematiche affrontate, diversamente da quanto spesso accade in occasioni simili, non vadano a esaurirsi in un magari elevato ma alla fine inconcludente confronto tra esperti. Anzi, c’è quasi la certezza che così non sarà, con quanto ci si dirà a Verona destinato – in tempi che ci si augura ragionevoli – a tradursi in atti politici se non in vere e proprie iniziative legislative. Non sarà dunque “solo” un ritrovarsi tra pro family di tutto il mondo, che pure sarebbe qualcosa di decisamente importante. Sarà l’occasione per tracciare assieme un percorso di rilancio della cultura del matrimonio e della famiglia.

Rafforza questa confortante prospettiva il fatto che la totalità degli esponenti istituzionali presenti – fra i quali non mancheranno rappresentanti locali come il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina – ha già dimostrato con i fatti, prima che con le parole, il proprio interesse a lavorare a difesa e promozione della “cellula fondamentale della società”. L’ipotesi che a fine marzo dalla città scaligera possa quindi nascere qualcosa di eccezionale e durevole è dunque, a ben vedere, ben più che una ipotesi. È quasi una certezza. Un motivo in più, per quanti hanno a cuore i valori non negoziabili, per fare il possibile per esserci.

Giuliano Guzzo

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  • Loriana Bigozzi

    dice su:
    12/03/2019 alle 22:55

    Chi è contro la famiglia e i valori che rappresenta dovrebbe riflettere che proprio grazie alla famiglia ha potuto sviluppare identità culturali diverse, sia come praticante nella vita, sia come fautore di una diversa visione della vita. Famiglie normali, normalissime. A meno che non si voglia sostenere che quella visione non sia maturata nel disagio o nella deriva della famiglia tradizionale. Il che confermerebbe l’esistenza di una realtà patologica che gli stessi fautori e praticanti al momento rigettano senza indugio. Viva la famiglia da cui siamo nati e lunga vita ai valori che ci hanno formati. Viva la libertà.

  • Matteo Pro-vita

    dice su:
    13/03/2019 alle 14:07

    Domanda: sapete se le associazioni cattoliche italiane si stanno organizzando per confluire a Verona?
    Mi riferisco, ad esempio, a Nuovi orizzonti, comunione e liberazione, S.Egidio, Neocatecumenali, Caritas, Rinnovamento dello spirito, focolarini ecc ecc.

    Sarebbe importantissimo che i cittadini aderenti a questi gruppi/associazioni partecipassero in massa alla marcia per la famiglia di domenica 31 marzo .

    Del resto, dopo aver fatto i family day sotto il diluvio, una passeggiatina in un centro bello come quello veronese, dovrebbe essere per loro una scampagnata (se non addirittura un premio).
    Se, invece, i capi di queste associazioni non si sono mossi (perchè impegnati in cose più importanti), credo sarebbe opportuno che i singoli associati si muovano in autonomia, coinvolgendo più persone possibili.
    Della serie: basta “vescovi pilota” e – aggiungiamo – “responsabili/dirigenti accompagnatori”.

    PS1: la CEI? ha dato l’appoggio?
    PS2: i piloti sarebbero comunque utili

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