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Home Page > Famiglia e Economia > Facciamo chiarezza sul consenso informato a scuola (Primo round)
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La nota ministeriale numero 19534 del 20 novembre 2018 (che trovate qui completa) chiarisce definitivamente che tutte le attività scolastiche che non rientrano nel curricolo obbligatorio sono facoltative e prevedono la richiesta di consenso informato alle famiglie degli studenti, che sia dettagliato e immediato.

«La partecipazione a tutte le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio, ivi inclusi gli ampliamenti dell’offerta formativa di cui all’articolo 9 del D.P.R. n. 275 del 1999, è, per sua natura, facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni, o degli stessi se maggiorenni. In caso di non accettazione, gli studenti possono astenersi dalla frequenza. Al fine del consenso, è necessario che l’informazione alle famiglie sia esaustiva e tempestiva».

Cosa si intende per curricolo obbligatorio?

Il termine “curricolo obbligatorio” si riferisce alle materie scolastiche con specifica cattedra, voti, esami. L’orario scolastico annuale, infatti, (cioè le 5/6 ore che i nostri figli passano a scuola) è così composto = “curricolo obbligatorio” (80%) + attività integrative (20%). Non rientrano quindi nel curricolo obbligatorio tutte quelle attività definite dalla scuola autonomamente, a partire dagli ampliamenti dell’offerta formativa fino alle attività integrative (quelle a cui si riferisce il comma 16 della Buona Scuola, per capirci).
Le attività deliberate in autonomia dalla scuola, infatti, devono essere approvate con il consenso di tutte le componenti, attraverso l’approvazione del Ptof e prevedere opzioni di scelta, così come ribadisce anche questa nota.

Noi genitori possiamo intervenire su questa quota del 20% di attività integrative e ampliamento offerta formativa?

Sì, decisamente sì. Lo ribadisce anche la stessa nota«Ai fini della predisposizione del Ptof la scuola deve promuovere i necessari rapporti con tutti i portatori di interesse e, prendendo in considerazione le proposte e i pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti».

Una volta iscritto mio figlio, il Ptof si dà per accettato totalmente e indiscussamente?

Non basta aver sottoscritto il Ptof per dare per conosciute e approvate tutte le attività, soprattutto perché di norma, al momento dell’iscrizione, le attività sono indicate in forma generale e mai puntuale. È necessario che man mano che la scuola riempie con progetti precisi le caselle indicate da generici “Educazione alla cittadinanza”, questi siano immediatamente portati a conoscenza delle famiglie, perché possano esprimere il loro consenso informato, cioè possano esprimere dissenso e sollevare il proprio figlio dal parteciparvi:
«Inoltre, sarebbe opportuno che la predisposizione del Ptof fosse anticipata il più possibile. Comunque, tutte le attività didattiche inserite nel Ptof, anche ove aggiunte in corso d’anno, devono essere portate tempestivamente a conoscenza delle famiglie, o degli studenti se maggiorenni. Ciò vale, in particolare, per quelle che prevedano l’acquisizione di obiettivi di apprendimento ulteriori rispetto a quelli di cui alle indicazioni nazionali di riferimento. Come detto, ciò dovrebbe avvenire al più tardi al momento dell’iscrizione a scuola, ma è comunque necessario che si provveda con congruo anticipo rispetto all’inizio di ciascuna attività».

Maria Rachele Ruiu

Secondo Round

La voce del buon senso

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Un Commento, RSS

  • Marcello Mazzilli

    dice su:
    29/01/2019 alle 09:30

    Lei scrive “Non basta aver sottoscritto il Ptof per dare per conosciute e approvate tutte le attività, soprattutto perché di norma, al momento dell’iscrizione, le attività sono indicate in forma generale e mai puntuale. È necessario che man mano che la scuola riempie con progetti precisi le caselle indicate da generici “Educazione alla cittadinanza”, questi siano immediatamente portati a conoscenza delle famiglie, perché possano esprimere il loro consenso informato, cioè possano esprimere dissenso e sollevare il proprio figlio dal parteciparvi:”

    E’ una affermazione che condivido ma mi piacerebbe leggerla nella NOTA o avere qualche riferimento di legge a sostegno, in quanto la scuola, per qualsiasi cosa, si trincera dietro il PTOF (che come dice lei è triennale, generico, e tra l’altro per molte cose inapplicato)

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