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Home Page > Famiglia e Economia > Famiglia e dintorni: ristoranti “No Kids” e alberghi “Pro Family”
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Si parla tanto di famiglia e di bambini, in questi ultimi tempi. Il Family Day è sulla bocca di tutti e in tanti s’interrogano sulla possibilità di introdurre anche in Italia il matrimonio gay e la stepchild adoption, ossia in pratica la possibilità di adottare da parte di coppie same sex.

Ma negli ultimi giorni ha fatto molto discutere anche la decisione di un ristoratore romano – il “Comandante”, come si è firmato – che ha affisso all’esterno del suo ristorante “La fraschetta del pesce” un cartello che recitava testualmente: “A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale NON E’ GRADITA [il maiuscolo è originale, ndrla presenza di bambini minori di cinque anni, nonché l’ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio“.

Il cartello del “Comandante”, padre e nonno, ha subito avuto una diffusione virale e, a una richiesta di spiegazioni, il proprietario ha risposto al Corriere della Sera che il problema non è tanto dei bambini, quanto dei genitori che non li sanno gestire e dei passeggini che occupano troppo spazio: “Non ce l’ho con i bambini, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che non sanno educare i propri figli. Io quando andavo da bambino al ristorante con mio papà, lui mi diceva ‘Stai buono, se ti muovi ti spacco le gambe’. Oggi invece i bambini fanno un casino. E poi per i passeggini non ho proprio spazio. È proprio una questione materiale, questi passeggini sembrano tutti Suv, occupano un sacco di posti“.

Insomma, il “Comandante” ha avuto il coraggio di fare outing, mentre tanti suoi colleghi sopportano in silenzio e lasciano ai clienti ogni libertà. In ogni caso, puntualizza il proprietario a Vanity Fair: “Io ce l’ho da due anni questo cartello, e fino a questo momento nessuno aveva avuto da ridire. Forse potrebbe essere per via di una cliente dello scorso fine settimana: aveva bambini e non l’ho lasciata entrare, se l’è presa. Probabile sia stata lei ad avvisare la stampa. In ogni caso sia chiaro che non è opera mia: non l’ho fatto sapere io perché non ho bisogno di pubblicità, di far conoscere a tutti il mio ristorante. I clienti per fortuna non mi mancano. Anzi, dopo aver messo il cartello sono raddoppiati“.

famiglia_fecondazione-artificiale_legge-40_Associazione-ScienzaVita_ApnInsomma, pare che vietare l’ingresso ai bambini sia una formula al giorno d’oggi vincente e, soprattutto, in continua espansione. Scrive Sara Fricocelli su La Repubblica: “Piangono, corrono avanti e indietro, giocano, sono rumorosi. Per carità. Meglio tener lontani i bambini da pizzerie, negozi, aerei, e godersi il tempo libero in santa pace. La ‘no kids zone’ è ormai una tendenza sempre più diffusa a livello globale, nata negli Usa sull’onda del libro della due volte mamma Corinne Maier, Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli, ed arrivata in Europa grazie alla furba intuizione di alcuni imprenditori pionieri, che tra i criteri di selezione della clientela di ristoranti e hotel qualche anno fa hanno cominciato a inserire un bel ‘Vietato l’ingresso ai bambini’“. Una ‘moda’ che si starebbe espandendo anche in Europa e in Paesi notoriamente ‘children friendly’: Germania, Austria, Svezia, Spagna… sono moltissime le strutture alberghiere e di ristorazione vietate agli under 12, o 14, o anche under 18. “Inutile dire – sottolinea ancora Fricocelli – che quasi tutte queste strutture viaggiano all’insegna del tutto esaurito. Ai luoghi fisici fanno da corollario quelli virtuali, e non mancano le pagine su Facebook dedicate all’argomento (una per tutte: ‘Fuori i bambini maleducati dai locali pubblici’) e i forum e i siti rigorosamente ‘childfree’, o nati per discutere di quanto sia bello vivere senza pargoli”.

Per capire la (profumata di vecchio) aria che tira non serve effettivamente un genio: è sufficiente camminare per strada per vedere che a vincere la partita sui bambini sono i cani (in Italia ci sono 60 milioni di animali domestici, dei quali più della metà sono cani) e – è triste dirlo – i preservativi: camminare sul marciapiede è infatti troppo spesso diventato uno slalom tra i ricordini lasciati da padroni maleducati e da focosi amanti (sempre che si prenda per valido l’assunto del “Si fa sesso per amore”, cui personalmente credo poco). Insomma, pare quasi che gli unici a volere figli oramai siano le persone con tendenze omosessuali…

Di contro, dal 2005 Ralph Riffeser ha deciso di trasformare il suo “Il Cavallino Bianco” di Ortisei, in Val Gardena, in un hotel aperto solo a famiglie con bambini.

La famiglia è il nucleo fondamentale della società. I bambini sono il nostro futuro. Tutto il resto è istinto e desiderio, alla ricerca spasmodica di una felicità ridotta al minimo.

Gli eventi come quelli degli ultimi giorni dimostrano ancora più chiaramente quanto sia importante essere presenti, il 30 gennaio, al Family Day di Roma.

Teresa Moro

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9 Commenti, RSS

  • Nicola par

    dice su:
    24/01/2016 alle 09:56

    Se i genitori tenessero i figli buoni e tranquilli non ci sarebbero questi episodi, faccio un esempio. Sono andato alle terme che notoriamente dovrebbe essere un luogo di relax e invece c’era un caos allucinante fatto da ragazzini/e che urlavano e correvano ovunque e in alcune grotte (con tanto di cartello “stare in silenzio”) c’era un rimbombo di schiamazzi allucinante e i genitori che non dicevano nulla, leggendo le recensioni tutti concordavano questa cosa. Dopo un anno all entrata trovo un cartello con “ragazzi con almeno 15 anni” risultato : Relax e pace e un esperienza davvero piacevole. Non sono i bambini in se, quanto i genitori

    • FRP

      dice su:
      24/01/2016 alle 15:49

      Certamente le “colpe” dei bambini non sono quasi mai dei bambini, ma di chi li lascia vivere allo stato brado…

  • Federica Sforza

    dice su:
    24/01/2016 alle 19:29

    Vorrei sapere se chi ha scritto l’articolo ha mai provato a fare un viaggio in treno di ORE, reso atroce da due (DUE…non un esercito, semplicemente due!) bambini che hanno urlato e schiamazzato per la quasi totalità del tragitto, in barba al tentativo dei genitori di domarli (termine non casuale), fino al momento in cui gli altri occupanti dello scompartimento sono letteralmente insorti.
    E se si ha viaggiato anche solo un po’ come ho fatto io (che purtroppo non sono più giovanissima) e con una mente discretamente aperta si può vedere che non c’è nessuna ‘cultura di morte’ in tutto questo, ma una semplice ricerca di quella tranquillità che é di difficile reperimento in presenza di troppi bambini.
    E comunque per ogni luogo kids-free é sufficiente crearne uno kids-friendly e lasciare poi la totale LIBERTÀ di scelta della destinazione soggettiva.

    • Federico Catani

      dice su:
      24/01/2016 alle 21:12

      Basterebbe insegnare l’educazione ai propri figli. Cosa che purtroppo sempre meno genitori fanno. Basta farsi un giro nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

  • Federica Sforza

    dice su:
    24/01/2016 alle 21:30

    I neonati piangono.
    I bambini piccoli vogliono scorrazzare in giro, perché dopo poco tempo si stancano di restare seduti composti.
    Ed anche i bimbi più educati fanno scenate.
    Basta con l’ipocrisia!
    Per chi cerca una serata tranquilla.., un uscita romantica…o un weekend rilassante é molto più indicato un luogo kids-free!
    Per converso si creino pure (come già succede) luoghi ed eventi family friendly, dove chi ha prole può andare sapendo di trovare strutture adatte alle proprie esigenze!
    Togliamoci la maschera e smettiamola di vedere cose che non esistono in chi la pensa diversamente da noi.

  • anna divan

    dice su:
    25/01/2016 alle 00:41

    Sono d’accordo sull’educare i bambini, ma vediamo di non confondere l’educazione con il voler trasformare i bambini in piccoli adulti. Per me è piacevole sentire le risate dei bambini: significano vita , allegria, spensieratezza. E’ l’esatto contrario del famoso relax di molti adulti concentrati solo su se stessi e sui loro bisogno. Credo ci sia spazio per tutti, ci deve essere spazio per i bambini. Già viviamo in un mondo di vecchi che vorrebbero però essere giovani e che spesso hanno lo stesso egocentrismo dei bambini.

    • Serena mor

      dice su:
      25/01/2016 alle 08:31

      “Per me è piacevole sentire le risate dei bambini: significano vita , allegria, spensieratezza”

      certo al parco magari anche si… ma in un luogo chiuso (esempio una chiesa) sentire tutto il tempo urla e schiamazzi e bambini che corrono lungo i corridoi non è per niente bello…

  • Federica Sforza

    dice su:
    25/01/2016 alle 10:42

    Questo é il punto.
    Lei dice: “Per me é piacevole sentire le risate dei bambini!”.
    E così sia! La chiave sta in quel ‘per me’!
    Le sia quindi concesso di poter frequentare luoghi nei quali possa trovare queste realtà.
    A chi però non la pensa come Lei, sia data la medesima libertà di scelta!
    Non vi é alcun egocentrismo nel ricercare quella tranquillità che scarseggia nelle immediate vicinanze dei pargoli.
    La calma della solitudine é un bene prezioso per chi ha la forza di gestirla.
    Imponiamo di meno e cerchiamo di garantire una razionale pluralità di occasioni.

  • Serena mor

    dice su:
    26/01/2016 alle 08:36

    sig. Federico,quella frase l’ ho ripresa dal commento sopra di Anna, ad ogni modo sono del suo stesso pensiero, infatti sotto ho scritto il mio pensiero.

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