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Home Page > Famiglia e Economia > Famiglia e vita: le scelte della XVII Legislatura
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Sciolta una Legislatura, se ne farà un’altra. Pertanto, abbiamo pensato che fornire ai nostri Lettori un bilancio di quella ormai passata possa essere Loro utile per avere un quadro dei comportamenti assunti dai nostri politici in materia di famiglia e vita, in previsione delle prossime elezioni.

Un deciso incoraggiamento alla disgregazione della famiglia, infatti, si è notato sin da subito nel 2014 con la Legge 162 sulla Negoziazione assistita per i procedimenti di separazione e divorzio”, che banalizza i patti martimoniali, riducendo la loro rottura ad un semplice affare da sbrigarsi fra avvocati.

Passo successivo, sulla stessa linea, è stato quello della Legge 55 del 2015 sul “Divorzio breve”, ossia senza separazione, quindi immediato.

Ma se fino a quel momento i nostri politici si sono preoccupati di andare a toccare il fondamento della famiglia, cioè il Matrimonio, non potevano non interessarsi anche dell’educazione dei figli, auspicando, con la Legge 107 sulla “Buona Scuola” (luglio 2015) di curare che fosse diffusa  “l’educazione alla parità di genere”

Come non ricordare, poi, la Legge 76 (maggio 2016) sulle Unioni Civili, che ha equiparato le unioni omosessuali a quelle sponsali (già nel marzo, noi di ProVita abbiamo detto le ragioni del nostro NO alla Camera).

Non dimentichiamo anche la Legge 71 (maggio 2017) sul Cyber-bullismo che, dietro il manifesto intento di proteggere i più deboli, cerca di zittire chi è contrario alle ideologie omosessualiste.

E dopo aver bersagliato in tutti i modi la famiglia naturale, immancabile l’attacco alla dignità della vita umana sofferente, con la Legge (in via di pubblicazione) sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (di cui forniamo una dettagliata analisi in sei punti: 1, 2, 3, 4, 5, 6) che legalizza, di fatto, l’eutanasia.

E’ bene anche ricordare gli obiettivi che  i nostri politici non hanno fatto in tempo a raggiungere (ma che se sono rimasti a metà, si presume vorranno rimettere in agenda…)

Tra essi lo Ius soli (approvato alla Camera nell’ottobre 2105) che si pone come soluzione alla denatalità (anzichè una buona politica a favore della famiglia) e la legalizzazione della cannabis a scopo terapeutico (approvata alla Camera nell’ottobre 2017).

Certi che parte del nostro impegno per la vita e per la famiglia si gioca in cabina elettorale, auguriamo a tutti di andare a votare con le idee chiare su come si sono comportati in questa legislatura i candidati alle prossime elezioni e sul programma che presentano agli elettori.

Redazione


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Un Commento, RSS

  • Attilio Centurioni

    dice su:
    13/01/2018 alle 17:49

    Grazie Toni Brandi,grazie a Pro-Vita per l’enorme lavoro fatto in difesa della vita e della famiglia. Oltre ai danni prodotti dai partiti di governo io aggiungerei le posizioni analoghe dei 5 stelle, tradimenti di Alfano,assenteismo o “libertà di coscienza” dei grandi partiti di centro-destra che adesso cercano di accreditarsi come difensori dei nostri principi ma in realtà ospitano favorevoli a divorzio lampo,unioni civili e fecondazione artificiale, alla regolamentazione della prostituzione e via delirando.Esiste ora una nuova possibilità: il Popolo della Famiglia,movimento che basa il suo programma sui Principi non negoziabili della DSC,che ha le idee chiare su reddito di maternità,fattore famiglia,stabilizzazione del lavoro,sostegno all’accoglienza degli anziani in famiglia.Il movimento è nato dal Family Day e nonostante invidie e frecciate di ex amici si presenterà autonomo alle prossime elezioni. Se supererà il 3% diventerà determinante per la formazione e programma del governo.

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