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Home Page > Famiglia e Economia > Famiglia naturale: passi concreti in Romania
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Questo 2018 potrebbe vedere in Romania il riconoscimento, anche sulla Costituzione, del fatto che il Matrimonio può essere solo e soltanto fra uomo e donna. Non un fatto rivoluzionario, né una qualche forma di discriminazione verso chi la pensa diversamente, dunque, ma la pura e semplice verità, seppur scomoda a molti.

Come abbiamo spiegato, la Coalizione per la Famiglia (Coalitia pentru Familie – un’organizzazione che comprende decine di associazioni che promuovono i valori della famiglia) si è impegnata nel 2016 a raccogliere ben tre milioni di firme (su 20 milioni di cittadini totali). Tale grande successo è stato, così, necessario per avviare un iter di riforma della Costituzione, volto a definire il matrimonio come unione possibile sono tra un uomo e una donna.

Ebbene, nel maggio dello scorso anno la Camera dei Deputati ha votato a favore di questa modifica costituzionale, con una maggioranza schiacciante, 232 voti a favore su 270 (22 contrari, 13 astensioni, 3 NV).

Come proposto su iniziativa dei cittadini, l’articolo 48, paragrafo 1, sostiene chiaramente: «La famiglia è fondata sul matrimonio assolutamente consensuale tra un uomo e una donna, la loro piena uguaglianza e il diritto e il dovere dei genitori di garantire la educazione, l’educazione e l’istruzione dei bambini».

Ora tocca al Senato approvare definitivamente questo disegno di legge. Fortunatamente la tutela della famiglia gode del sostegno di molti partiti. Daniel Gheorghe, deputato del Partito Liberale Nazionale (PNL), si è espresso a tal riguardo, rilevando il fatto che «L’identità e i valori della società in cui viviamo sono stati recentemente attaccati in tutto il mondo. […] La famiglia è diventata un bersaglio. La relativizzazione della morale mira a raggiungere la relativizzazione della famiglia».

E in questo dice proprio bene, perchè la famiglia non si può relativizzare. Non è un concetto qualunque. È un nucleo sociale ben preciso e non diversamente definibile. È importante che la Costituzione lo riconosca.

Luca Scalise

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