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Home Page > Famiglia e Economia > Festa del papà (uomo, forte, razionale e poco empatico)
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Tanti cari auguri per la festa del papà!

Il papà che è uomo; il papà che è forte; il papà che è razionale e poco empatico. Il papà, che è una figura insostituibile tanto quanto la mamma (… altro che “concetto antropologico” e “genitore 1” o “genitore 2”!).

Una festa, quella di oggi, che prende origine dalla festa di San Giuseppe, un modello di vita e di comportamento che sarebbe bene riscoprire e far conoscere ai ragazzini di oggi.

Ma anche una festa – questa del papà, come quella della mamma di maggio – che da qualche anno suscita delle controversie: festeggiarla o non festeggiarla? Le obiezioni in merito, ovviamente allineate al gender mainstreaming, si sprecano: «E con i bimbi che hanno due mamme (sic!) che si fa?», «Ormai, in fondo, non è più necessario (sic, sic!) avere un padre», «È doveroso rispettare tutte le situazioni familiari (tranne quella naturale, ndR)»… e via di questo passo.

Qualche giorno fa ha suscitato le polemiche di una parte del mondo politico, la decisione di una scuola dell’infanzia di Milanosi tratterebbe di una scuola paritaria, ma alcune fonti parlano di asilo nido) di non dare risalto alla festa del papà, non coinvolgendo i bambini nei classici lavoretti: c’è chi dice sia per rispettare le “famiglie” arcobaleno, chi per non mettere in difficoltà i bambini i cui padri sono morti e assenti (quasi i bambini non fossero in grado di capire…).

La stessa decisione di non festeggiare i papà pare essere stata presa anche da tre scuole dell’infanzia di Bologna. Il tutto, ovviamente, nel nome  soprattutto dell’ideologia.

L’egoismo degli adulti, deliberatamente esercitato, porta un bambino a dover crescere – con sofferenze interiori facilmente immaginabili e possibili sviluppi di problematiche che scopriremo solo tra qualche anno – senza questa necessaria figura maschile di riferimento (o con due papà e nessuna mamma, il discorso non cambia), ma questo non cambia la realtà: tutti hanno una mamma e un papà.

Anche gli orfani o i figli di madri single sanno benissimo di avere un papà da qualche parte. Forse  i bambini di oggi sono più “avanti” dei loro coetanei di cinquant’anni fa su tutto, tranne sulla capacità di comprendere che vi possono essere situazioni familiari particolari, per cui il papà (esiste, ma) è assente?

Il problema è che la festa del papà non disturba tanto i bambini, quanto gli adulti. La tradizione ci infastidisce, perché ancora fedele al dato di natura: si festeggiano i papà e si festeggiano le mamme. Fine della storia.

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Un’ultima nota, o meglio un appello, da parte di noi donne che siamo in Redazione: «Uomini, fate gli uomini!».

Tornate a essere mariti pronti a sacrificarvi per le vostre mogli e vedrete che le donne smetteranno di andare con altre donne (e fare finta di farci un figlio). Tornate a essere padri solidi e presenti per i vostri figli, che hanno bisogno di voi per crescere equilibrati ed essere “salvati” dalle paturnie tipicamente femminili.

Uomini, il mondo ha bisogno della legge che voi siete chiamati ad incarnare, del coraggio che solo voi sapete esprimere, delle virtù che sono proprie della vostra mascolinità.

La nostra società ha bisogno della vostra virilità infarcita di testosteroni, non di quella virilità finta, fatta di estrogeni, che si illudono di poter mettere in campo le donne emancipate del nuovo millennio.

Allora, sarà davvero una felice festa del papà!

Le Donne della Redazione


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