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Home Page > Aborto > Feto membro della famiglia: a Valencia lo hanno riconosciuto
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Il feto è una persona umana ed ha la stessa dignità di chi è già nato. Pertanto, negare il diritto alla vita del nascituro è un delitto esecrabile.

Per noi (e per la scienza) tutto ciò è un’ovvietà. Eppure, proprio oggi, questa ovvietà viene negata dall’ideologia abortista, che purtroppo pervade gli ordinamenti giuridici (si veda, ad esempio, qui e qui).

Pertanto, quando veniamo a conoscenza di un’istituzione politica che riconosce la verità sull’identità del feto, non possiamo non rallegrarcene. Ed è questo il motivo per cui diamo una notizia molto locale, riguardante la Comunidad Valenciana, in Spagna.

El Mundo rende noto che la regione spagnola – governata dai socialisti, che peraltro stanno penalizzando moltissimo le scuole cattoliche, minando così la libertà di educazione – vuole apportare modifiche ai requisiti utili per l’accesso al fondo preposto al sostegno alle famiglie con figli in età compresa tra 0 a 3 anni.

aborto_feto_interruzione-gravidanzaEbbene, per la prima volta, la presenza o meno di nascituri sarà decisiva per stabilire la quantità di aiuti cui le famiglie interessate avranno diritto.

Chiaramente per il feto non sarà possibile chiedere alcun bonus, destinato ai figli già nati o la cui nascita comunque avverrà in tempo per essere iscritti all’asilo nido nel prossimo anno scolastico. Tuttavia, la sua presenza sarà importante per calcolare il numero di membri della famiglia e dunque per stabilire la cifra di cui sarà beneficiaria. Il nascituro è dunque considerato un componente del nucleo familiare a tutti gli effetti (questo del resto è già stabilito dall’art. 21 della legge 6/2009, approvata dalla Comunità, e che definisce il bambino “concepito e non nato, dal momento della fecondazione” membro della famiglia).

Si tratta, come è evidente, di una decisione importante, senza dubbio da segnalare, che rende onore alla realtà. Infatti la donna in gravidanza aspetta un figlio e non un grumo di cellule senza vita e senza diritti umani.

Calcolare la cifra degli aiuti economici destinati alle famiglie in base alla presenza o meno di bambini non ancora nati è un duro colpo alla “cultura della morte”, i cui effetti positivi non mancheranno di farsi sentire in tutta la società. Che il tutto avvenga in una regione governata dalla sinistra e comunque in un Paese, come la Spagna, in cui la deriva etico-morale è ai massimi livelli, da un lato stupisce positivamente, dall’altro dimostra che la verità non dovrebbe essere né di destra né di sinistra…

Redazione


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Un Commento, RSS

  • Paolo Villani

    dice su:
    02/07/2016 alle 13:12

    Solo un appunto: non chiamiamo i bambini”feti”, questa è già un’offesa alla dignità dei bambini.

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