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Home Page > Famiglia e Economia > Gender a scuola? E allora educazione parentale
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Abbiamo già parlato della possibilità di dare ai bambini un’istruzione e un’educazione in linea con i valori naturali della famiglia e della morale, senza contaminazioni ideologiche (non solo “gender”).

Lo fanno all’estero, cominciano a farlo in Italia.

Il Mattino di Padova ci informa che a settembre, nella parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola a Montà, aprirà una scuola di “Alleanza Parentale” sul modello di quella di Staggia Senese di cui abbiamo già detto: “Classi da non più di dieci bambini, niente compiti a casa, maestra scelta dai genitori e unica per tutte le elementari, quote di iscrizione e rette di frequenza – doposcuola compreso – facoltative, cioè secondo le proprie possibilità”. Si svolgeranno i programmi ministeriali e a fine anno i bambini andranno a sostenere l’esame statale come privatisti. Se lo vorranno potranno tornare nelle scuole statali o paritarie.

Lo slogan è “Scegli tu come educare i tuoi figli” e il riferimento al voler evitare che si insegni seguendo ideologie perniciose come il gender è evidente.

Don Giovanni Ferrara, il Parroco, pare che abbia molti benpensanti contro, sia in Diocesi, che tra i parrocchiani. Il Mattino dice che la scuola parentale si terrà nei locali della scuola materna della parrocchia, che chiude per motivi di bilancio: il deficit è pesante, circa 150 mila euro, e il personale costa 130 mila euro all’anno. Gli iscritti sono una trentina, ma “tutte le soluzioni che sono state tentate, riguardanti anche sensibili tagli sulle spese del personale, non sono andate a buon fine”.

Bludental

A leggere il giornale sembra che pochi siano contenti di questo cambiamento: tanti si vedranno costretti a raggiungere scuole elementari più distanti e scomode.

Ma, ci chiediamo: la tanto decantata e meravigliosa scuola statale? Le “scuole dei preti” non sono abietti luoghi di privilegio (neanche pagano l’ICI), che succhiano soldi alle povere casse dello Stato ingiustamente? (Non come le “unioni civili” che invece “costano poco e fanno bene alla salute”…)

Improvvisamente, tutti quelli che hanno sempre disprezzato e denigrato le scuole religiose, ora le difendono?

Redazione

DIFENDIAMO I BAMBINI E LA FAMIGLIA DALLA LEGGE CIRINNA’

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3 Commenti, RSS

  • Giu Giu

    dice su:
    27/07/2015 alle 11:40

    La scuola parentale dovrebbe essere incentivata a mille dalle varie diocesi, ma soprattutto dai movimenti cattolici (Caritas, neocatecum, CL). Ossia da quelle realtà formate da migliaia di famiglie (con figli da mandare a scuola). Onestamente non capisco perché non si muovono
    Per una classe di 10 alunni, garantendo un reddito lordo al maestro (con partita iva) di 30 mila euro l’anno, garantendo un servizio 5 giorni alla settimana, per 8 ore al giorno, per 48 settimane (52 – 4 di ferie), il costo mensile a famiglia per mandare il figlio a scuola sarebbe di 250 €.
    Non pochissimo, ma neanche una cifra impossibile.
    Inoltre l’ipotesi è di un servizio “completo” (8 ore) e completamente a carico delle famiglie.
    Se all’interno di una parrocchia invece ci sono i neocatec, CL e i Focolar, questi organizzano una scuola parentale e i 3 movimenti fanno una colletta per pagare il maestro. Non dico che viene coperto interamente ma qualche migliaio di euro lo si raccoglie nelle 3 realtà e in un anno

  • mariagrazia mariagrazia

    dice su:
    27/07/2015 alle 17:17

    Onestamente, ma è una mia opinione, non sono daccordo al 100% su questa cosa.
    io sono la prima a voler “difendere” mio figlio, ma la migliore difesa non è quella da allontanarlo dal “brutto mondo” della “buona scuola” , bensì stargli noi genitori più vicino, ascoltandoli e spiegandogli la Verità, ad ogni età nel modo migliore.
    cioè vigilare sugli insegnamenti è giusto ed è un diritto, ma il problema è che il “male” è ovunque, e il gender(in questo caso ma vale per tutto) se lo ritroveranno in ogni istante e in ogni ambiente comunque, anche quando magari andranno a giocare con gli amichetti a casa di qualcuno. e allora che si farà?non si manderanno più a giocare con gli amichetti?Cioè la paura è comprensibile, ma farli vivere in un mondo “ovattato” non so quanto sia un bene. Io ancora non lo so perchè è piccolo, ma penso che lo manderò in una scuola “normale” cercando di seguirlo il più possibile, perchè la realtà in cui viviamo è importante quanto la Verità che cerchiamo

  • claudia claudia

    dice su:
    28/07/2015 alle 18:04

    Io mi domando come facciate veramente a ritener UMANO che una persona lavori 48 ore più minimo altre 20 per preparare ciò che deve fare in quelle 48ore?! Ma veramente pensate che una si presenti a scuola così con tutto magicamente già pronto! e non è solo la correzione compiti (che volendo, anche se assurdo,si possono anche togliere) che occupa quelle minimo 20 ore! ma lo sapete che a volte per preparare un foglio di verifica, tra Word, immagini da cercare-modificare-adattare ci metto anche 3 ore?! solo per una verifica?!
    Ma voi…. ci lavorate 60-70 ore?!
    E’ una vergogna che vogliate togliere ai bambini in estate il diritto di giocare vi dovete solo vergognare e non tiratemi fuori la grandissima palla degli altri paesi del mondo i quali, vedi germania, si fanno per fare un esempio, quasi 10gg in più di vacanze natalizie! e vacanze da 11-14 giorni ogni tre mesi!

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