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Home Page > Famiglia e Economia > Gender a scuola: promessa del MIUR, azione di ProVita
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Destinare i nostri bambini e i nostri ragazzi all’indottrinamemto gender e all’educazione sessuale globale  sappiamo bene che è una priorità per questo Governo e per il Parlamento che lo sostiene.

La signora Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione, lo ha detto chiaro chiaro al Corriere della Sera: «entro la prima metà di ottobre verranno presentate le linee-guida nelle scuole italiane. «Il lavoro è praticamente concluso», ha detto, intervenendo all’evento dal titolo «Perché la scuola non parla d’amore», nell’ambito del Tempo delle donne, in Triennale a Milano. Una risposta (tardiva e parziale) alla richiesta che viene dalla Convenzione di Istanbul, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, di inserire l’educazione sentimentale nei programmi scolastici» (adesso la chiamano “educazione sentimentale” per non farci “impressionare” con il termine “sessuale”. Pensano che la gente si faccia facilmente imbrogliare dalla loro arte di giocare con le parole).

E noi che da subito abbiamo denunciato lo spirito maligno, ideologico e destrutturante che pervade la “Buona Scuola” e impronta il famoso comma 16, siamo stati presi per pazzi e visionari, minacciati addirittura di denuncia, dalla Giannini in persona.

Sul Corriere, se a qualcuno serve, invece c’è di nuovo conferma che «i principi sono enunciati nel comma 16 della legge 107 (la Buona scuola, ndr), che per la prima volta ha messo nero su bianco la necessità di promozione di una cultura delle pari opportunità in tutte le scuole italiane, di contrasto a ogni forma di discriminazione e di violenza di genere. “Non sarà un insieme di regole e prescrizioni – ha precisato il ministro – ma un’onesta e utile rassegna di come questi temi debbano entrare nelle classi”. Non “un’ora di…”, ma le scuole, in totale autonomia, potranno scegliere le attività più adatte per dare corpo al progetto. «Cultura del rispetto, consapevolezza di sé: finalmente anche a scuola si potrà parlare di questi argomenti, avendo un rapporto aperto con insegnanti preparati a farlo», ha spiegato Giannini. Le risorse ci sono: “Abbiamo per la formazione degli insegnanti 40 milioni all’anno: un segmento sarà dedicato anche all’educazione all’affettività, insieme al digitale, alle competenze linguistiche e tutto il resto”».

Certo. Per questa roba i soldi non mancano, 40 milioni di euro si trovano facilmente. E se no c’è chi può sobbarcarsi l’onore e l’onere di parlare d’amore ai nostri bambini e ai nostri ragazzi: associazioni come ‘l’Ombelico’! (dice il Corriere). Certamente! Basta visitare il loro sito web e vedere i libri di testo cui fanno riferimento.

Sappiamo quindi cosa aspettarci dalle famose e fumose linee guida di cui – insieme con le altre associazioniabbiamo chiesto conto da prima dell’estate, senza ovviamente ottenere risposta.

Intanto alla Camera sono in ballo ben otto progetti di legge volti a regolamentare l’educazione sessuale in salsa gender per i nostri bambini. Giovedì ProVita sarà davanti alla Commissione Cultura di Montecitorio per un’audizione. I Commissari sono in stragrande maggioranza membri dei partiti di sinistra che finora si sono schierati a favore del gender nelle scuole  (perché “il gender non esiste”: ricordate?). ProVita, ancora una volta, proporrà argomenti, documenti e ragionamenti per difendere il futuro delle nuove generazioni.

Chissà: possiamo sperare che il buon senso e la luce della verità riescano a disperdere le nebbie dell’ideologia e del politicamente corretto che ottundono le menti. I Deputati (tra cui molte donne) che fanno parte della Commissione certamente sono dotati di intelligenza brillante e hanno a cuore la salute dei nostri figli e il futuro della società.

Francesca Romana Poleggi

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11 Commenti, RSS

  • Lucia Torelli

    dice su:
    15/09/2016 alle 15:12

    Salve sono una mamma di un bambino di 11 mesi e leggere tali notizie mi spaventa. Spero tanto che riusciate ad ottenere qualcosa ma ne dubito perché la sinistra ha sempre privilegiatoe si è battuta perché venissero accolti questi temi. Se ciò non fosse possibile spero proprio che diventi come la materia religione a scuola cioè il genitore può decidere se far partecipare il figlio oppure no. Non possono rendere obbligatoria una materia che per molti genitori è aberrante. L’insegnamento della sessualità avverrà in casa e seguirà ovviamente i valori che io e mio marito vorremo dargli. Non vogliamo che i nostri insegnamenti siano stravolti dalla scuola. La scuola deve essere di supporto ai genitori non di ostacolo. Cosi si creano contrasti all’interno della famiglia e tra famiglia e scuola. Grazie

    • Francesco Sabatini

      dice su:
      16/09/2016 alle 14:49

      Ho infatti l’impressione che la questione finirà dritta-dritta a Corte Europea dei Diritti dell’Uomo…

      Spero che prevarrà il buonsenso, e che, alla fine, ai genitori venga garantita libertà di insegnamento sulla materia, rendendola facoltativa, perché i giudici della Corte potrebbero benissimo accomunare una cosa sentita e delicata come l’educazione (e l’edificazione) sessuale della persona all’educazione religiosa per il minore, che in altre sentenze ha visto la CEDU (la Corte EU) dare ragione ai genitori che avevano contestato l’obbligo di parteciparvi in qualità di materia obbligatoria (diversi casi, in Europa, accaddero prima della nota sentenza sul caso italiano ‘Lautsi’ sul crocifisso del 2009) perché non credenti o di altra religione.

      Tutto questo anche perché questa educazione incide fortemente sulla libertà di coscienza esercitata dai genitori: si fa presto a dire che è giusto proporre un indifferentismo sessuale quando, chiaramente, le fedi credono che i sessi sono due!

      • Redazione

        dice su:
        16/09/2016 alle 15:40

        C’è una precisazione da fare, egregio signore: lei dice che ” le fedi credono che i sessi sono due!”
        Mi permetta di correggere: non le fedi, la natura, la realtà, la biologia e l’evidenza dicono che i sessi sono due. Le fedi credono – in quanto fedi – in cose metafisiche (Dio). Il codice binario M / F, invece, ha fatto crescere e moltiplicare il genere umano, finora. E’ un dato di fatto, non è oggetto di fede.

        • Francesco Sabatini

          dice su:
          19/09/2016 alle 14:47

          Eccellente correzione! Anche quest’osservazione, andrebbe sottoposta ai giudici CEDU. Non si sa mai, ci fosse una dimenticanza…

        • Rossella Celozzi

          dice su:
          19/09/2016 alle 15:42

          Credo che la redazione abbia appena detto e confermato ciòche ha ddichiarato il Sig. Sabatini. Infatti anche san Tommaso non credeva. .ma ha toccato sulla sua pelle e visto coi suoi occhi ciòche era iinvisibile alla mente. Che sia fede o che sia ragione o natura o grazia. .non si puònegare che le leggi sono fatti cconcreti che impongono ciòche mai vorremmo. Io penso che a mia ffiglia a 4 anni e anche a 16 non serve sapere se è F / M credo che lo sappia già intimamente. E poi il ruolo di ggenitori e insostituibile solo se lo crediamo veramente. Altrimenti chiunque può” abusare ” dei più piccoli. Se vado da un notaio non xcredo mi venda un figlio sotto la dicitura ” compravendita” e se arriveremo a tanto e anche perché non abbiamo creduto alle opere e a ciò che i genitori possono e ddevono fare. Moltidicono tanto non mi rriguarda. .e li che si sbaglia. Perché ddomani potrebbe essere tardi. Ai posteri l ardua sentenza. Perché chi prima non pensa dopo ..sospira.
          buona giornata a tutti.

  • Laura Bortoluzzi

    dice su:
    16/09/2016 alle 12:34

    Sono una felice nonna di sei nipotini sono sconvolta dalle teorie che in questi ultimi tempi vengono proposte nelle scuole. Certi argomenti debbono essere prerogativa dei genitori

  • Wally Zuanetti

    dice su:
    16/09/2016 alle 14:24

    Sono una mamma e da tempo vi seguo e seguo tutte queste nuove ideologie… Grazie per il coraggio che dimostrate di avere! Avanti tutta! Solo con la verità le cose vanno avanti e trovano la loro giustizia.

  • Stefano Detoni

    dice su:
    17/09/2016 alle 00:45

    Di una cosa sono sicuro: bisogna opporsi a questa dittatura violenta e intollerante con ogni mezzo. Non dobbiamo piegare la testa davanti ai prepotenti, perché questo sono. Tutti devono pensare come vogliono loro, non ce ne rendiamo conto? Nel concreto, tutti i genitori dovrebbero tenere i figli a casa nei giorni in cui a scuola c’è lezione di omosessualità (odio gli eufemisimi). Se la scuola giustifica con facilità che i figli stiano a casa anche solo per pigrizia, non ha il diritto di fare difficoltà se lo faranno per un motivo di coscienza. Se tanti alunni agiranno così in modo compatto, dovranno rendere facoltativa la partecipazione a quelle lezioni di menzogna. Non possono obbligare i nostri figli a farsi riempire il cuore e il cervello di quelle dottrine folli, che sono lo sterco del demonio. Stiano a casa in ogni caso, siano le lezioni dichiarate facoltative o no. E poi sia quello che sia. Punto e basta.

  • gianfranco antinori

    dice su:
    17/09/2016 alle 20:55

    Ma, Stefania Giannini non aveva detto che se qualcuno avesse osato affermare che lei avrebbe introdotto il gender nelle scuole lo avrebbe denunciato? Oramai sappiamo bene come va sempre a finire -specialmente con il PD attuale (tranne alcune eccezioni) che , facendosi forti della maggioranza parlamentare, fanno e disfanno a loro piacimento-, il Paese deve accettare quanto loro vogliono, ma sanno bene e lo temono, che l’Italia buona sa difendersi dalla “bugia” e come il Family Day insegna, saprà farsi valere! Però ci è richiesto di essere vigili come la sentinella che scruta e da l’allarme. “Informati per informare” questo è il mio motto. G. Antinori

  • L G

    dice su:
    18/09/2016 alle 13:33

    Ho saputo che nel nuovo cartone Disney Alla Ricerca di Dory il personaggio principale incontra due pesciolini gay, è sconvolgente come si stia tentando di manipolare il modo di pensare dei bambini, adesso anche la Disney sta facendo questo gioco, mossa chiaramente da lobby potenti che stanno spingendo per cambiare la natura umana e stravolgere i valori che per secoli hanno accompagnato la storia dell’uomo, incredibile!!

  • Barbara Gibogini

    dice su:
    18/09/2016 alle 18:06

    Mi permetto di ricordare lo strumento del consenso informato da inviare all’ istituto scolastico e al provveditore agli studi competente per territorio. Fatto questo di dovrà comunque vigilare perché per esperienza personale spesso il genitore non riceve alcun riscontro.

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