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Home Page > Famiglia e Economia > Giovani: tecnologici, ma ancorati alla famiglia e ai libri
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I giovani, i cosiddetti “Millennials” o “nativi digitali”, forse sono diversi da come siamo soliti raffigurarceli.

Il ragazzo-tipo che oggi va per la maggiore nell’immaginario collettivo è quello di una persona molto attenta alla moda, sempre attaccata a smartphone e computer e poco incline all’approfondimento e allo studio… ma alcuni indizi ci dicono che potrebbe non essere così.

Giovani: più “tradizionali” di quel che crediamo

Una nuova ricerca sui giovani condotta da Giffoni Big Data e DeRev ha portato alla luce considerazioni molto interessanti. L’analisi ha riguardato 1.836 ragazzi tra i 10 e i 22 anni, che hanno risposto a venti domande a risposta multipla riguardanti tre macro-aree: «necessità formative per realizzare le aspirazioni professionali, familiarità con la dimensione social e modalità di fruizione dei prodotti culturali».

I dati raccolti restituiscono una figura dei giovani così sintetizzata da AGI: «Snobbano il posto fisso, vogliono diventare imprenditori, identificano negli spazi disponibili più che nei tutor una risorsa indispensabile per allenare la creatività, ma soprattutto preferiscono apprendere nozioni dai vecchì libri di carta più che dai moderni video tutorial».

I giovani risultano preferire le esperienze pratiche e la lettura di libri. La maggior parte del campione ritiene inoltre che, per realizzare i propri sogni, serva loro il supporto della scuola e della famiglia cui fanno seguito, ma distanziati, gli amici. Sogni per i quali sono disposti a sacrificare tempo libero e soldi, ma non i rapporti familiari e interpersonali in generale.

«Altra sorpresa: la condivisione e la discussione delle proprie passioni è importante ma, in questo ambito, la tecnologia e la connessione virtuale cedono il passo alla relazione personale. In assoluto i giovani optano per il confronto con i coetanei dal vivo (7.249 punti) piuttosto che via social (2.781 punti)». Giovani pragmatici, dunque, ma anche sentimentali. 

Il 90% dei nativi digitali ritiene di avere una buona competenza nell’uso delle nuove tecnologie. A livello di social network e App la più utilizzata è di certo WhatsApp, seguita a ruota da You Tube e da Facebook; quest’ultima piattaforma, tuttavia, viene utilizzata più per “curiosare” le attività altrui, che per mettere in mostra la propria vita (il 46% si dichiara semplice “spettatore”: solamente il 3,75% dei giovani rientra nella categoria “molto attiva”, ossia che utilizza il social e posta tutti i giorni, o più volte al giorno. In ogni caso i post più utilizzati sono quelli che contengono fotografie, rispetto a quelli composti da solo testo.

Insomma, i nostri giovani hanno tante buone qualità e conservano ancora la propensione a cercare relazioni autentiche e a coltivare i propri desideri più intimi. La tecnologia e la frenesia moderna in questo, se ben utilizzate, possono aiutare. Tutto sta, ancora una volta, nell’educazione: i giovani hanno un cuore grande, sta agli adulti aiutarli a non farlo diventare arido e chiuso alla speranza…

Teresa Moro

Fonte: Agi


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