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Home Page > Famiglia e Economia > Glaciazione demografica e “travaso” di popoli…
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Glaciazione demografica, altro che inverno… Questa è la desolante conclusione alla quale obbligano i dati, sempre più drammatici, sulla popolazione. Sono appena usciti i calcoli relativi alla diminuzione degli studenti nelle scuole italiane, con 69.256 iscritti in meno per il prossimo anno scolastico rispetto a quello in corso; quest’anno sono stati 75.215 meno del precedente anno accademico. «In totale», scrive Agi, «si sono persi 188.583 alunne e alunni nei quattro anni scolastici a partire dal 2015/16, con un calo del 2,4%»A soffrire sono innanzitutto la scuola d’infanzia e la primaria, il che indica con evidenza il nesso tra calo demografico e desertificazione delle scuole.

La voce del buon senso Con un simile trend le prospettive sono a dir poco buie. Ormai lo riconoscono tutti, e sarebbe davvero difficile negarlo, con un tasso di figli per donna piombato alla media di 1,3 a fronte di quel lontanissimo 2,1 che garantisce il ricambio generazionale e quindi la sopravvivenza della popolazione. Che ci sia uno squilibrio lo riconosce anche Emma Bonino, la quale però non vede nulla di drammatico in questa situazione; al contrario, secondo lei si tratterebbe di una grande opportunità per risolvere tanto il (leggendario) boom demografico planetario, quanto quello (reale) africano: «Se parliamo di sostenibilità dell’ecosistema», ha dichiarato ad Askanews, «ragazzi, qui fra un po’ siamo a dieci miliardi con una esplosione demografica a trecento chilometri. È chiaro che o riusciamo a capire come organizzare questo travaso, oppure se ci illudiamo che basta fare un muro e quelli rimangono là, beh non è così».

Insomma la soluzione sarebbe un “travaso” di africani in Europa. Aiutare le famiglie italiane a far figli neanche a parlarne; meno che mai rimuovere la piaga dell’aborto che in 40 anni ci ha sottratto circa 6 milioni di bambini. Invece è così facile redistribuire la popolazione africana in Europa, che non si capisce per quale motivo questa “medicina” incontri ancora resistenze… Non sarà forse perché è una cura che uccide il malato?

È evidente che ai sostenitori del “travaso” (o “sostituzione di popoli”) non importa nulla degli effetti collaterali di un simile trattamento. Stiamo parlando di assecondare lo sradicamento di un popolo dalla sua terra (non si capisce perché) mirando all’insediamento massivo in seno a una comunità che ha radici, tradizioni, cultura e leggi completamente diverse. Si vorrebbe far credere che un trasferimento artificiale, immediato e globale di vari pezzi di popoli dalla loro terra a quella occupata per secoli da altri popoli ancora, sia qualcosa di auspicabile. In sintesi, non sono gli europei a dover provvedere alla ripopolazione dei propri Paesi attraverso le culle, ma gli africani attraverso l’emigrazione. Così l’Occidente potrà continuare a inebriarsi di autodeterminazione, contraccezione e auto-genocidio. Questa sì che è politica…

Vincenzo Gubitosi

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Un Commento, RSS

  • Giovanni Novelli

    dice su:
    09/04/2019 alle 22:06

    Sembrerebbe l’attuazione del cosiddetto piano Kalergi. Di certo è un movimento artificiale ed artificioso. Esso si é originato in due luoghi.
    Un primo luogo è quanto sostenuto dall’autore: il “progresso” dei diritti in Italia attraverso contraccezione, autodeterminazione e, sostanzialmente, deresponsabilizzazione. Questo ha indotto un decadimento generazionale culturale del paese, sradicandolo, uccidendolo nel suicidio prodotto da questi falsi diritti. L’aborto ad esempio è una soluzione, spiacevole quanto meno, a situazioni spiacevoli o ritenute tali. Non è un diritto e, ove mai lo fosse, sarebbe ed è in contrasto col diritto alla vita che, si dovrebbe dire, è il diritto Della vita nascente, per cominciare.
    Il secondo luogo in cui è stata generata violenza è l’Africa, spesso almeno di recente, in nome di primavere di diritti. Il diritto è ben altra cosa. Questa, queste, sono violenze e la violenza genera violenza, genera morte, genera la vera povertà. Torniamo a vita, a verità, a Dio.

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