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Home Page > Famiglia e Economia > I bambini e la nanna: l’imprintig materno è determinante
Di mamma ce n'è una sola, utero in affitto, vendita, Eugenia Roccella, Francesca Romana Poleggi, Assuntina Morresi, Olimpia Tarzia, Benedetto Rocchi, Corte Costituzionale, legge 40/04, fecondazione eterologa, Antonio Gambetta Vianna, Sentinelle in Piedi, bambini, nanna

Quando si hanno dei bambini piccoli, le domande che ci si sente rivolgere con maggiore frequenza sono due: «Mangia?» e, soprattutto, «Dorme?».

Eh sì, chi ha o ha avuto dei bambini piccoli lo può confermare: il fatto di riuscire a riposare bene di notte è fondamentale per il benessere psicofisico della coppia genitoriale, in primo luogo delle madri: sono infatti soprattutto le donne a patire le scarse ore di sonno dormite dai figli, in quanto più spesso sono loro le deputate ad alzarsi nel cuore della notte per placare la fame (e non per motivi misogini, ma fisici: la tetta con il latte la hanno loro, c’è poco da fare) o consolare da qualche brutto sogno.

Ebbene, una nuova ricerca realizzata da psicologi delle università svizzere di Warwick e di Basilea va a svelare un dato interessante: se il sonno della mamma è (spesso) determinato da quello dei bambini, è altresì vero che (sempre) il sonno dei bambini è determinato da quello della mamma, e non solo nei primissimi mesi d’età ma per tutta la vita.

La ricerca – pubblicata su Sleep Medicine – ha coinvolto quasi 200 bambini sani dai 7 ai 12 anni e i loro genitori e, secondo quanto riportato da La Repubblica, ha evidenziato che «i figli delle donne insonni si addormentano più tardi, dormono meno e hanno un sonno profondo più breve» (alla faccia dei sostenitori dell’utero in affitto e del fatto che la vita intrauterina non conta nulla…!). Il sonno dei padri è invece risultato ininfluente.

Per i bambini il sonno è importantissimo per il benessere generale e per lo sviluppo: «se è insufficiente o di scarsa qualità potrebbe risentirne la salute, l’apprendimento, la memoria e le performance scolastiche».

Ma il sonno si può “imparare”, in famiglia. Per questo è importante che i genitori concordino come coppia un’organizzazione della vita familiare che permetta ai bambini le giuste ore di sonno, predisponendo dei rituali che facilitino l’accettazione del fatto di dover andare a nanna, soprattutto da parte dei più piccoli. Per quanto riguarda gli adolescenti, invece, è importante che le camere siano prive di televisione e che i dispositivi elettronici (tablet, computer, televisione e smartphone) vengano spenti qualche tempo prima di andare a dormire, essendo strumenti molto eccitanti e stimolanti, e dunque non adatti a favorire il sonno.

Infine, un appello alla future mamme: curate il vostro rapporto con il sonno prima di rimanere incinte. Non solo i vostri bambini vi ringrazieranno, ma anche voi avrete la vita allietata da qualche ora di sonno in più (… coliche e malattie infantili permettendo, ovviamente).

Teresa Moro


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