Attendere prego

Home Page > Aborto > Intervento di Toni Brandi al convegno “Il ruolo della Russia nella difesa dell’identità cristiana”
Toni-Brandi_Russicum_Russia

In occasione del recente convegno intitolato Il ruolo della Russia nella difesa dell’identità cristiana – che ha avuto luogo il 26 gennaio a Roma, presso il Collegium Russicum – si è tenuta tra le altre, una relazione rivelatasi particolarmente interessante: quella di Toni Brandi, presidente di Pro Vita. A rendere interessante l’intervento è stato, in primo luogo, il suo valore di testimonianza. Infatti Brandi, dal 1971 al 1990 ha lavorato nel mondo occidentale e dal 1991, in particolare, risiede a Praga. In tutti questi anni ha potuto quindi visitare e lavorare nei Paesi dell’Est Europa. Una conoscenza che gli ha permesso di approfondire più da vicino la realtà, che i media occidentali hanno a lungo taciuto, della dittatura sovietica. E soprattutto quella dei suoi disastrosi effetti.

Una realtà fatta di sistematica persecuzione della libertà d’espressione e della libertà religiosa, di promozione dell’aborto e del sesso libero, di educazione da parte dello Stato, proprio come nella Germania nazista, nonché di demolizione dei valori cristiani in particolare per quanto riguarda la vita, il matrimonio e la famiglia. Sin dal principio, infatti, i comunisti si mostrarono tempestivi, come meglio non potevano, nel lavorare contro la famiglia: il 19 e il 20 dicembre 1917 – subito dopo la mitica Rivoluzione, dunque – furono varati due provvedimenti che oggi troverebbero senza dubbio posto nell’agenda progressista dei “nuovi diritti”: il primo, sul divorzio, stabiliva che bastasse la richiesta di uno solo dei coniugi per ottenerlo, mentre il secondo decretò l’abolizione del matrimonio religioso in favore di quello civile. La ciliegina sulla torta, se così possiamo dire, arrivò poi nel novembre del 1920 con la legalizzazione dell’aborto procurato sulla base della semplice richiesta della donna, da effettuarsi in strutture idonee e con personale autorizzato.

Il problema è che oggi il comunismo non c’è più, ma in compenso – in tutto il mondo occidentale – si è scatenata una nuova dittatura culturale spalleggiata dai mass media e che, per un curioso paradosso della storia, ha proprio nella Russia post sovietica il suo primo nemico. È la dittatura edonista, che viene promossa – ha specificato Toni Brandi – per diversi motivi. Anzitutto, quelli di tipo economico. Infatti, la nuova ideologia edonista alimenta enormi giri d’affari sia per quanto riguarda l’industria della procreazione artificiale, sia per quanto concerne il mercato Lgbt e quelli della droga e soprattutto del porno, uno dei pochi settori che davvero non conosce crisi.

Una seconda ragione che alimenta l’ideologia dominante consiste nella volontà distruttiva nei confronti della morale cristiana e soprattutto della famiglia. Con quale fine? Quello, ha specificato Brandi ai presenti al convegno su Il ruolo della Russia – dov’erano presenti anche l’avvocato Gianfranco Amato, il Rev. Ieromonaco Ambrose Mazegora e il teologo Vladimir Vladimirovič Anikovič – di ridurre la società occidentale a un ammasso di sudditi sradicati, di consumatori senza identità, radici né certezze.

Prima di concludere, il presidente di Pro Vita ha però voluto spendere parole di ottimismo. «Dobbiamo essere ottimisti», ha infatti detto Brandi, «perché il vento della Storia sta cambiando sia in Europa sia negli Stati Uniti. Lo stesso Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona va in questa direzione. A proposito, vi invito a partecipare numerosi!». Un invito che, c’è da sperare, non passi inascoltato. Ma gli applausi ricevuti da Toni Brandi a Roma, dopo il suo intervento, fanno credere che non sarà così.

Giuliano Guzzo

La voce del buon senso

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

La tua email non sarà pubblicata. I campi richiesti sono contrassegnati da *

 Caratteri disponibili

Articoli Correlati