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Home Page > Famiglia e Economia > La Buona Notizia #652 – 25 anni di malattia: «NO» all’eutanasia
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La Buona Notizia di oggi ci parla di un uomo che, immobilizzato per venticinque anni in un letto d’ospedale, è stato un grande testimone contro l’eutanasia.

Gianluca Bolzon, 45 anni, di Trissino, è morto nel novembre dello scorso anno, dopo essere stato vittima di un grave incidente stradale agli inizi degli anni Novanta.

Ma scopriamo a ritroso la sua storia, per capire come mai ne facciamo una Buona Notizia.

«Aveva solo vent’anni quando passeggero in un auto guidata da un amico, era rimasto vittima di un terribile schianto. Da allora erano seguiti anni di cure e ricoveri in diversi nosocomi. Anni di sofferenza, ma che non avevano mai intaccato la sua voglia di vivere e il desiderio di andare avanti e combattere insieme ai genitori che gli sono sempre stati amorevolmente accanto. La tetraplegia gli consentiva di muovere solo la testa ed era perennemente collegato ad un respiratore. Poteva comunicare con gli altri grazie ad un piccolo congegno posizionato in gola».

In molti, di primo acchito, sarebbero tentati di dire che questa non è vita e che Gianluca aveva tutto il diritto di chiedere di morire, di vedere praticata l’eutanasia. Invece è proprio il nostro protagonista che, dal suo letto d’ospedale, si è sempre battuto per difendere i diritti delle persone malate e contro l’eutanasia. Per lui vivere era una buona notizia a prescindere. Affermava infatti:«La vita merita sempre di essere vissuta anche nelle condizioni più critiche, come la mia».

Una frase impegnativa ma consapevole, pronunciata con contezza circa il contesto sociale odierno e le fatiche di tante famiglie che si trovano a gestire persone malate: «La società non si dimentichi di noi. I malati hanno bisogno di sostegno, di azioni concrete e di strutture. Così pure le loro famiglie che, spesso, da sole, non sono in grado di farcela».

Per far vivere le persone, per combattere l’eutanasia, servono concreti sostegni sotto l’aspetto morale ma anche materiale. La nostra umanità non può scendere a compromessi di tipo eugenetico e legati al risparmio.

Redazione

Fonte: Il Giornale di Vicenza

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