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Home Page > Famiglia e Economia > La Buona Notizia #767 – L’Alzheimer scomparirà?
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Chiudiamo questa settimana della rubrica La Buona Notizia parlando di Alzheimer, una malattia che ruba i ricordi e che – solo in Italia – colpisce ben 600.000 persone.

Forse, tuttavia, il futuro per le persone predisposte ad avere questa malattia è più positivo di quanto si poteva pensare fino ad oggi.

La Buona Notizia di oggi infatti è che, se i risultati verranno confermati, è stato scoperto un algoritmo in grado di capire con una decina di anni in anticipo chi incorrerà in questa malattia. Lo studio è in attesa di pubblicazione su una rivista internazionale, ma è già stato anticipato dal settimanale New Scientist.

Scrive Il Corriere della Sera: «L’intelligenza artificiale potrebbe identificare, con almeno dieci anni di anticipo, chi si ammalerà di Alzheimer. Come? Semplicemente «leggendo» una risonanza magnetica del cervello. A suggerire questa possibilità di diagnosi precoce è una ventinovenne, laureata in fisica e dottoranda al Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari: si chiama Marianna La Rocca».

Certo, una Buona Notizia ancora migliore sarebbe la scoperta di un modo per curare completamente questa malattia così invalidante (per i pazienti, ma anche per le persone a loro vicine), ma già questo nuovo algoritmo è un passo in avanti. Riuscire a intercettare l’Alzheimer fin dai primi sintomi, infatti, porterebbe due vantaggi principali: da un lato, si potrebbero mettere in atto tutta una serie di comportamenti che aiutano a prevenire l’insorgere della malattia; dall’altra, queste persone potrebbero prestarsi per sperimentare delle cure che – ad oggi – si sono rivelate inefficaci in quanto somministrate a uno stadio della malattia troppo avanzato.

A lunedì, con un’altra Buona Notizia!

Redazione


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3 Commenti, RSS

  • nicola par

    dice su:
    22/09/2017 alle 15:18

    io non sono esperto
    sicuramente è una buona notizia ma
    se non è ancora stata trovata una cura per questa malattia (purtroppo)
    non è un pò agosciante sapere che uno si ammalerà di queta malattia senza possibilità di scampo?
    domanda filosofica.
    nel senso sai che entro 10 anni ti ammalerai e non sappiamo (almeno attualmente) come curarti…
    e parlo da persona con uno zio che ne soffre.

    • Teresa Moro

      dice su:
      22/09/2017 alle 16:25

      Buongiorno Nicola, ottima osservazione.
      Nell’articolo tuttavia si sottolinea che si possono mettere in atto una serie di comportamenti in forma “preventiva”, che possono forse rallentare il decorso. Inoltre, sempre nell’articolo, si dice che probabilmente alcuni farmaci già in uso potrebbero dare benefici importanti, se somministrati fin dai primi sintomi.
      Un caro saluto

      • Nicola Par

        dice su:
        22/09/2017 alle 20:51

        si si, ho letto… come ho letto certo come ho letto la frase ” ancora migliore sarebbe la scoperta di un modo per curare completamente questa malattia così invalidante ”

        sicuramente un passo in avanti della scienza e della medicina … ma temo (spero di sbagliarmi ovviamente) che servirà ancora molto tempo purtroppo.
        saluti

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